Un bombardamento di colori, suoni, parole, immagini, sull’orlo di una crisi di nervi. Urla anche troppo, ma ha l’impetuosa generosità di un cinema non si vorrebbe fermare più.
Ha il respiro del thriller ma nel bene e nel male è soprattutto un film-saggio sul valore della verità sostenuto da buone intuizioni ma che fa sempre un po' fatica a entrare nel cuore del dramma.
In concorso al 77° Festival di Cannes, il regista, insieme agli attori e agli sceneggiatori, ha parlato del suo nuovo lungometraggio, il quarto dietro la macchina da presa. Con Adèle Exarchopoulos
Un bombardamento di colori, suoni, parole, immagini, sull'orlo di una crisi di nervi. Urla anche troppo, ma ha l'impetuosa generosità di un cinema non si vorrebbe fermare più. CANNES77. Concorso.
Secondo capitolo della saga francese tratta dal romanzo di Dumas. Un blockbuster con una dose d'Intrattenimento di grande portata, ma che non riesce a convincere pienamente.
Attraverso una storia di riabilitazione, Klapisch associa il corpo del film alla fisicità della protagonista/ballerina, su cui fa scorrere con mestiere ogni sua riflessione, sia estetica che narrativ
Un poliziesco infuocato, massacrato da parte della stampa francese con l'accusa di essere di parte. Non dà tregua e cresce notevolmente nella parte carceraria. Su Netflix
Maiuscola interpretazione di Juliette Binoche che sembra anche mutare fisicamente. Il film regge per buona parte poi sente il peso di un'impalcatura eccessivamente elaborata.
Interessante il tentativo di portare un film francese alla qualità tecnica di un blockbuster hollywoodiano. Al suo primo lungometraggio Baudry riesce a costruire un film ad alta tensione
Maiuscola interpretazione di Juliette Binoche che muta sembra anche mutare fisicamente. Il film regge per buona parte poi sente il peso di un'impalcatura eccessivamente elaborata. Berlinale Special
Quasi la versione en plein-air di Aria di famiglia. Qualche soluzione non convincente, ma il film sa filmare la natura e cattura spontaneamente la malinconia del tempo che passa