Un buonissimo debutto quello dell'attrice britannica alla regia. Non cerca la commozione forzata ma si affida alle forme di un melodramma domestico intimo. Con un cast molto ispirato. Netflix
Il terzo capitolo tratto dai romanzi di J.K. Rowling oltrepassa la rotondità infantile dei primi due e si trasforma in una ballata sincera sull'età perduta. Emozionante e coinvolgente.
Ispirato a un'incredibile storia vera accaduta oltre cent'anni fa, forza leggermente la mano quando esce dal suo rasscurante impianto teatrale che comunque non s'inceppa e valorizza le protagoniste.
Un racconto corale che dalle paure dei personaggi riesce a costruire un affresco della società. Un buon ritmo fa dimenticare degli eccessi di scrittura e l'estrema volatilità dei protagonisti.
Un on the road sulla vecchiaia sincero ma anche prevedibile nel modo in cui gioca sull'emozione facile. Ma riesce ad avere un realismo intimo e si avvale della grande prova di Timothy Spall.
Il regista firma il suo film più maturo porta a compimento la sua rilettura "al nero" del Mito Americano con un thriller gotico che non si ferma mai, soprattutto di fronte al non senso della realtà
Il film resta saldo, lontano dagli eccessi degli ultimi. Ma anche dalla densità di altri momenti. Il ritratto di Diana è il più giusto, ma, forse, il più ovvio. In concorso, a #Venezia78
Narrativa densissima, quasi ingolfata, vicina a una soap opera. Dal regista di I due presidenti con Imelda Staunton e Timothy Spall in una commedia british che di inglese ha davvero poco
Il grande freddo della sinistra inglese con una commedia domestica perfettamente congegnata. L'eleganza dei dialoghi e della fotografia non può evitare una confessione stantia.
Un comeback come pochi quello di Loncraine. A sette anni da I due presidenti, il suo Ricomincio da me ha l'on(e)ore di aprire le danze del TFF. Film d'apertura
Un'opera puramente ecumenica e riconciliatoria, preoccupata di non prendere mai una posizione tra i due contendenti. E i due protagonisti sono schematizzati con colpevole approssimazione
Il grande freddo della sinistra inglese con una commedia domestica perfettamente congegnata. L'eleganza dei dialoghi e della fotografia non può evitare una confessione stantia. In concorso
Sally Potter non si sottrae alle domande sulla Brexit e rivendica la natura politica della sua commedia. Se le persone non affrontano la verità nella vita privata come possono pretenderla dal governo
Un cinema sicuro a cui interessa portare a casa il risultato. Che resta intrappolato nella scrittura teatrale di David Hare che confonde struttura con solidità e soffoca le potenzialità thriller
Abbiamo incontrato il regista di Denial al #RomaFF11 per parlare del suo film sulla storia del processo al negazionista David Irving con Rachel Weisz, Timothy Spall, Tom Wilkinson. In sala il 17/11
Denial, il film sulla battaglia di Deborah Lipstad contro il negazionismo dell'Olocausto sarà presentato alla Festa di Roma e poi nelle sale il 17 Novembre. Nel cast Tom Wilkinson e Timothy Spall
The Journey di Nick Hamm è un'opera puramente ecumenica e riconciliatoria, preoccupata di non prendere mai una posizione tra i due contendenti e i mondi ideologici da loro rappresenti. Fuori Concorso
Una barcata di nomination all'Oscar per quest'esemplare di un cinema inglese che mette in gioco tutta la sua pomposità quando si veste in costume. Un ritorno della restaurazione che pi
Ecco la storia più nera per ragazzi che sia mai stata pensata e scritta da mente umana, un racconto cupo quanto divertente, fantastico quanto straordinariamente verosimile, che sembra di colpo
Titolo originale: Chicken Run Regia: Peter Lord, Nick Park Sceneggiatura: Karey Kirkpatrick Fotografia: Tristan Oliver, Frank Passingham Montaggio: Mark Solomon
Leong, al suo 15esimo film, tenta una miscela delicata tra bene e male, emozionalità e razionalità ma le dosi gli sfuggono pian piano e l'esperimento fallisce come al protagonista: u
E' come se il cinema in fondo letterario dei primi due episodi si trasformasse in una ballata sincera sull'età perduta laddove si incrociano vertigini di sogno come la corsa alata sullo
Nel godibile "L'ultimo samurai" si registra l'intenzione di ricostruire gli ambienti con eleganza e una certa adesione alle trasformazioni storico-sociali in atto, mantenendosi cos&i
Viso tondo e corpo sgraziato, Timothy Spall è l'attore simbolo del cinema di Mike Leigh. Nei suoi occhi tristemente orgogliosi si riflette la malinconica poesia del cineasta inglese, la res
Nei silenzi, nella disperazione, Leigh sembra appassionarsi e coinvolgersi nel rappresentare le proprie vite ordinarie. In realtà il suo continua ad essere un cinema che si compiace nello spett
L’immagine inganna, non siamo più in grado di distinguere il vero dal falso, il sogno dalla realtà. Eppure è un bene. La perentorietà seccamente decisiva dello svelam
Cattaneo con la scusa dell’eroismo della gente comune e della sprovincializzazione della Vecchia Europa, commette un abominio: innalza un monumento alla globalizzazione cinematografica tipicamen
Chereau, riprendendo l'ossessività di Zulawsky nell'indagare l'estrema fisicità dei corpi, inscena un film doloroso e vero che si presenta come reale indagine sulla instabili