#TFF34 – Saro, di Enrico Maria Artale

Il giovane Enrico, studente di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, riceve un messaggio nella sua segreteria telefonica in cui il padre esprime la volontà di conoscerlo. Enrico, infatti, è nato dalla relazione extraconiugale di suo padre (Saro appunto) con sua madre. Il giovane, che fino a quel momento si era sempre rifiutato di conoscere il padre, decide di partire per un viaggio in Sicilia (che è anche la regione di provenienza di sua madre). Quasi scontata, visti i suoi studi, la decisione di portare con se la telecamera per poter riprendere tutto, a cominciare dai dialoghi con la madre e gli amici ai quali spiega il suo progetto e chiede consiglio.

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Il giovane Enrico è, naturalmente, Enrico Maria Artale, oggi affermato documentarista: nel 2012, a soli 28 anni, aveva già vinto il David di Donatello e l’anno successivo è stato in concorso a Venezia nella sezione Orizzonti, aggiudicandosi anche il premio Pasinetti Opera Prima. Quello che vediamo qui è materiale precedente, girato quando era ancora studente. Probabilmente la telecamera, all’epoca, rappresentava più uno scudo da frapporre fra se ed un passato tanto a lungo rimosso e temuto. Dopo sette anni dalle riprese, forse, questo scudo si è trasformato in una sorta di vassoio sul quale porgere allo spettatore una parte così intima della propria vita. C’è un passaggio molto esplicito nel film, in cui Enrico si allontana e lascia il padre da solo: faccia a faccia con la telecamera, faccia a faccia con il pubblico, e la voce fuori campo dell’Enrico di oggi dice:“ecco forse tutto questo mio lavoro era teso proprio a questo momento: lasciare mio padre davanti a voi”.
Ecco, oltre a tutte le tematiche universali che un lavoro come questo può suscitare in ognuno di noi: come mai sono al mondo? Qual è stata la serie incredibile di circostanze che hanno fatto si che io nascessi? Enrico Maria Artale sembra chiedere al cinema (ed al pubblico) un surplus di amore, come risarcimento, forse, per quello paterno mai sperimentato.

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