Torino Film Festival 38: le prime anticipazioni sull’edizione 2020

Il Torino Film Festival cambia passo, con un’edizione che si svolgerà sia online che in sala dal 20 al 28 novembre prossimi. Ci saranno molte novità, a partire dal nuovo logo e dal nuovo simbolo – che diventa la stella della Mole Antonelliana – questa 38° edizione coglie l’occasione del cambiamento per rinnovarsi. Vuole dimostrare che, attraverso l’impegno e la dedizione è possibile adattare un evento internazionale alle condizioni imposte dal Covid e al contempo verso una costante evoluzione.

La stella a dodici punte rappresenta una novità dal punto di vista di un’identità visiva – Introduce Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – Rappresenta la volontà di legare sempre più l’immagine alla nostra città al premio, rendendolo fisico questa volta, come d’altro canto avviene in tutti gli altri festival.

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E’ un fatto eccezionale che siamo riusciti a mettere in cantiere questo festival. Data la situazione che stiamo vivendo, non è stato per niente facile, tant’è vero che CinemAmbiente e Torino Film Lovers si svolgeranno ad ottobre.

Il Torino Film Festival viene dal Torino Cinema Giovani e in questi anni sempre ci siamo mossi verso questa direzione. Il direttore ha voluto aggiungere elementi d’innovazione legati alla contingenza che è quella di trasmettere il Festival in sala perché la sala è il luogo deputato a fruire i prodotti cinematografici, noi crediamo nella sala e vogliamo che torni ad essere la protagonista delle proiezioni. Anche il nuovo logo stilizzato ricorda il fascio di luce che proietta il film sullo schermo. Allo stesso tempo abbiamo fatto in modo che le proiezioni possano essere fruite attraverso la piattaforma web di MyMovies, perciò abbiamo creato una piazza virtuale di circa cinquecento persone che potranno vedere i film a distanza.

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Prosegue Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema: Quest’anno ci siamo mossi nel cercare di proporre contenuti online e anche in sala, nel creare sinergie con il territorio, nell’accettare nuove sfide e soprattutto nel cercare di spingerci avanti per trovare soluzioni sempre più innovative. Questi sono i quattro approcci che hanno caratterizzato da un lato Torino Città del cinema, e dall’altro anche l’atteggiamento del gusto del cinema nei confronti del futuro. Abbiamo iniziato con lo spettacolo di video mapping lo scorso luglio, dove il museo del cinema è uscito al di fuori della Mole, con le proiezioni sui quattro lati della cupola. Il risultato è stato uno spettacolo altamente innovativo e tecnologicamente complesso. Dall’altra parte credo che il festival abbia accolto in maniera esemplare questo cambiamento che riguarda il cambio di logo e di immagine.

Il cambiamento è dettato in parte dal periodo che stiamo vivendo, ma vogliamo essere noi a cavalcarlo.

Conclude Stefano Francia Di Celle, direttore del Festival: Cos’è il Festival? Mostrare film che secondo noi sono di valore, favorire il dialogo diretto tra il film e lo spettatore, favorire la distribuzione in sala e infine promuovere la cultura cinematografica prodotta da giovani con progetti specifici destinati a loro.

Ma ora parliamo del nuovo simbolo.

La ricchezza della stella della Mole è questo esagono ideato da uno scienziato monaco del 1600 partendo dai solidi platonici. C’è una lunga storia attorno a questo oggetto, di cui ci siamo tutti innamorati. La stella costituisce la parte più alta dello storico edificio che simboleggia Torino, è un oggetto complesso, misterioso, sfaccettato e quindi un’icona perfetta per rappresentare il Festival, poiché racchiude in sé la memoria della città, della nascita del cinema e dell’energia di questo luogo.

Per questo la stella in lega di alluminio che abbiamo realizzato grazie al Politecnico di Torino diverrà anche il premio per i vincitori di questa edizione.

A rievocare il numero delle punte della stella abbiamo scelto 12 diversi luoghi dove si svolgerà il festival. Sono luoghi insoliti dove potremo coinvolgere nuovi tipi di pubblico e di interlocutori – alla riscoperta di quello che Torino può dare.

Anche i film in concorso saranno 12, così come i cortometraggi e la giuria sarà composta esclusivamente da donne. Comunichiamo ufficialmente anche le Masterclass: una serie di incontri con protagonisti e autori del cinema contemporaneo internazionale, che non saranno semplici lezioni sul cinema, ma si baseranno sul dialogo. Gli incontri saranno con Stefania Sandrelli e Andrea Occhipinti, Aleksandr Sokurov e i suoi allievi, Giorgio Diritti e Paolo Pejrone, Mohsen Makhmalbaf, Waad Al Kateab e Taghi Amirani.

A Torino potremo vedere anche The Truffle Hunters, documentario sui cercatori di tartufo d’Alba già presentato al Sundance, con la produzione esecutiva di Luca Guadagnino.

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