TORONTO 38 – Dialogo tra un corpo sano e un corpo spezzato. Abus de Faiblesse, di Catherine Breillat

TORONTO 38 - Dialogo tra un corpo sano e un corpo spezzato. Abus de Faiblesse, di Catherine Breillat

 

Le prime foto di Isabelle Huppert nei panni di una storia semiautobiografica scritta e diretta da Catherine Breillat, tratta da un suo libro in cui racconta una travagliata storia d'amore (poi vicenda giudiziaria): è Abus de Faiblesse,in prima mondiale al 38° Toronto Film Festival, poi ospite del 51° New York Film Festival.

Isabelle Huppert in ABUS DE FAIBLESSE di Catherine BreillatLa Huppert e la Breillat hanno lavorato per la prima volta insieme, per raccontare "il rapporto tra due personaggi opposti, due archetipi. Da un lato, un'intellettuale, una donna sofisticata, dall'altro un uomo ruvido, molto carismatico" (parole della Huppert); la storia dell'approccio di "un corpo sano nei confronti di un corpo spezzato" come sintetizza la Breillat.

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Una storia vera, anche se in parte romanzata (il cinema è un'arte, ricorda la Breillat, non cronaca – eppure, ogni opera è un'autobiografia) accaduta alla regista francese, che dopo essere stata colpita da un ictus nel 2004, all'età di 56 anni, si imbatte in un affascinante truffatore professionista, Christophe Rocancourt, innamorandosi di lui e offrendogli un ruolo da protagonista in un film in via di sviluppo (in lingua inglese, con Naomi Campbell come coprotagonista – un progetto mai realizzatosi) e 25.000€ per scrivere una sceneggiatura.

A questo denaro si sono aggiunti molti altri assegni (in tutto 650.000€) fino al 2009, anno in cui la Breillat scrive il libro, intitolandolo con un termine giuridico, abus de faiblesse, che si utilizza per definire la circonvenzione di una persona (anche temporaneamente) vulnerabile, inferma o incapace. Un reato, dunque, e una vicenda di autodistruzione, ma anche di"irresistibile dolcezza", afferma la Breillat: designa anche un rapporto di potere, concesso e sfruttato.

Kool Shen in ABUS DE FAIBLESSE di Catherine BreillatNella realtà, Rocancourt è stato infine condannato a 16 mesi di prigione per frode; nel film, si chiama  Vilko ed è interpretato dal rapper Kool Shen (che ha rimpiazzato Romain Duris). "Ho voluto un rapper perchè cercavo un certo tipo di energia, un corpo pieno di vita" spiega la regista."Non è esattamente l'elegante gigolò che era Rocancourt, è più istintivo, ma ha qualcosa…una brutalità nella voce, nella gestualità… Il suo corpo abita naturalmente lo spazio. Ad esempio, all'inizio del film, si trovava in un loft di 150 metri quadri, e doveva dare l'impressione di appropriarsene del tutto, come se nessun altro potesse entrarvi. Il suo corpo ci è riuscito."

Vilko compare in un talk show notturno, proprio mentre l'alterego della Breillat, una regista di nome Maud, si sforza faticosamente di controllare se stessa e di uscire dalla solutudine forzata che le ha provocato l'incidente, ed è combattuta tra la diffidenza, l'attrazione per l'energia, l'arroganza e il fascino dell'uomo e il desiderio di coinvolgerlo in un nuovo progetto artistico.

Kool Shen e Isabelle Huppert in ABUS DE FAIBLESSEIl film è più una commedia che un resoconto dell'accaduto. "C'è un aspetto Hollywoodiano in questa storia: lui è un tizio rude, analfabeta, pieno di carisma, bugiardo ma non sempre – non è una persona volgare o grossolana, e in fin dei conti è uno che si prende cura di questa intellettuale danneggiata. Si nota appena che la sta manipolando, non c'è mai tensione o rabbia tra di loro. C'è un aspetto alla Pretty Woman, in questa storia, o meglio, Pretty Man… I truffatori sono affascinanti! E la circonvenzione è deliziosa, sinchè non ti rendi conto che è effettivamente un abuso, e il risultato finale è un vero e proprio incubo" spiega la Breillat.

Dopo l'ultimo film, La belle endormie, che risale al 2010, la regista affronta così una tappa importante della sua carriera cinematografica, mettendosi in gioco in qualche modo in prima persona; pur affidandosi al talento e all'esperienza della Huppert, sempre più lanciata verso nuove e inedite collaborazioni (non vediamo l'ora di ritrovarla in Body Art, tratto dal romanzo di DeLillo, accanto a David Cronenberg e Denis Lavant).

Intervistata a Bruxelles durante le riprese, Isabelle Huppert racconta che nel costruire il personaggio di Maud si è concentrata sull'esigenza della regista, di non ritrarre semplicemente la figura di una vittima, ma di donare una forma di gioia alla sua disavventura. "Esattamente ciò che renderà il film sorprendente e commovente. Il dolore è presente, ma lo si affronta anche ridendo. Non è un'invenzione. Catherine affronta in questo modo la sua vita".

Isabelle Huppert e il rapper Kool Shen in ABUS DE FAIBLESSEIntervistata da Indiewire sul set, era ancora più specifica: "Anche se la storia è autobiografica, è sempre fiction. La sostanza del cinema è trasformare la realtà. Quindi questo film, e questo personaggio, sono altrettanto immaginari come tutti gli altri che ho interpretato. Certo, la distanza tra il personaggio che interpreto e la persona che mi sta dirigendo è minima, ma questo non significa che non c'è alcuna distanza. Posso anche dire che è una situazione insolita: ho interpretato altre persone reali, ma stavolta lei è proprio lì, accanto al monitor".

Anche la Breillat insiste sull'aspetto comico come parte integrante di una vicenda drammatica: "la scelta è tra ridere o piangere. Ho scelto di ridere".

"Anche lo sguardo dello spettatore è autobiografico" aggiunge, nelle note di regia. "Si immedesima negli eroi della fiction, e io vorrei che questo film fosse un ritorno all'infanzia. L'abuso di debolezza inizia in ospedale. Quando Maud viene dimessa è ancora un'adolescente, è ferma in quel non luogo che è l'adolescenza. […] Non voglio che questa storia contenga la morale del coraggio, dell'imparare a camminare di nuovo. Voglio solo raccontare l'inevitabile ritorno all'infanzia, a un corpo che in ospedale viene curato come quello di un bambino. Non voglio compassione, voglio che lo spettatore si immerga in quella dolcezza di ritornare bambini, quando le relazioni si instaurano nuovamente in modo così naturale."

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  Isabelle Huppert, Kool Shen e Catherine Breillat - set - Abus de faiblesse Photo ©Fabrizio Maltese Quanto alla Huppert, per lei, dopo quarant'anni di carriera, recitare è ancora e sempre "una forma di piacere": racconta di aver trovato affascinante la sfida di interpretare una donna colpita da emiplegia: "Maud si esprime attraverso il corpo e la sua allegria nasconde le difficoltà, gli ostacoli che il suo corpo incontra." La Breillat racconta di aver voluto l'attrice francese soprattutto per la sua straordinaria capacità di fondere "la durezza con una vulnerabilità infantile".

Nel cast di Abus de Faiblesse, anche Jean-Pierre Denuit (Mood Indigo) Christophe Sermet (Wild side) Laurence Ursino (Donne e dintorni) e Daphné Baiwir (già diretta dalla Breillat in Barbe Bleue). Kool Shen, al suo primo ruolo, ha militato nel duo hip hop Suprême NTM con Joey Starr, anche lui attore per caso (e bravo: Bye Bye Blondie, Polisse, L'amore dura tre anni e Colt 45 di Fabrice du Welz).

A Toronto il film è stato selezionato nella sezione Masters, dedicata alle opere recenti dei cineasti più influenti del panorama contemporaneo. Nella nostra gallery, tutte le immagini di Abus de Faiblesse.

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