Tredici vite, di Ron Howard

Basato sui fatti realmente accaduti tra giugno e luglio 2018, un survival-movie prettamente umanistico dove la mano del regista sembra accarezzare i suoi personaggi. Da oggi su Prime Video.

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Se Apollo 13 era un racconto claustrofobico nello spazio infinito, Tredici vite è un survival-movie che esplora le profondità illimitate delle viscere della terra. Il massimo comun denominatore è il caso che determina una serie di incidenti che solo una “beautiful mind” può ricomporre.

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Il film si basa su fatti realmente accaduti nel 2018: un allenatore e dodici ragazzini di una squadra di calcio decidono di fare un giro turistico dentro il labirinto di grotte thailandesi di Tham Luang proprio quando inizia in anticipo la stagione delle piogge monsoniche. Due sommozzatori inglesi Richard Stanton (Viggo Mortensen) e John Volanthen (Colin Farrell) e un anestesista australiano Richard Harris (Joel Edgerton) proveranno a tirarli fuori da questo incubo di buio e silenzio.

Lo sguardo di Ron Howard è prettamente umanistico ed è teso ad esaltare le reazioni dei singoli individui di fronte ad ostacoli ed impedimenti con sempre un grado maggiore di difficoltà. Sin dai tempi di Cocoon e di Splash la mano del regista sembra accarezzare i suoi personaggi, lottando insieme a loro fino alla risoluzione finale. Bastano le prime inquadrature dall’alto con i ragazzini thailandesi che giocano in mezzo al campo a farci comprendere il tipo di narrazione scelta: sarà un racconto epico, l’odissea di uomini straordinari che proveranno l’impossibile con la forza del ragionamento logico e con una volontà che non si arrende alla evidenza.

 

Viggo Mortensen è molto bravo nel calarsi nei panni di colui che mantiene i piedi per terra e che sa che aver trovato i ragazzini non significa averli salvati. Colin Farrell è altrettanto convincente nel mostrare il lato passionale e irrazionale, fino ad un accenno di una crisi di panico in medias res. Il lavoro sulla luce e soprattutto sul sonoro fa immergere lo spettatore in una esperienza empatica e fa avvertire nitidamente la claustrofobia di quei luoghi bui. Le scene dei sommozzatori che si infilano nei tunnel pieni d’acqua piovana (la grotta delle stalattiti) e che con le loro luci riportano alla visione un mondo sommerso sconosciuto, sono realistiche quanto avvincenti. In mezzo a questi elementi naturali ingovernabili (le correnti, le piogge monsoniche, i crolli delle rocce, la mancanza di ossigeno) spicca l’elemento umano coraggioso, generoso, solidale. Si muove tutto il mondo per cercare di salvare queste tredici vite: i contadini sacrificano le loro terre per dirottare l’acqua, i sommozzatori rischiano la vita, il procuratore e il governatore cercano di tranquillizzare la popolazione. In mezzo al tam tam mediatico c’è anche il tempo per una pausa di meditazione (i tredici fanno yoga per non cedere alla angoscia) e di religiosità (la popolazione del villaggio fa una veglia di preghiera permanente). Anche se il ritmo non sempre è elevato, il prevalere delle immagini sui dialoghi rende Tredici Vite più vicino ad un documentario

Herzoghiano sulla ingovernabilità degli elementi naturali ma simile anche a un action movie stile anni ’90 (viene in mente Alive. Sopravvissuti). Da una parte l’uomo prova a vincere la morte con piani ragionati e calcolati facendo prevalere il suo istinto di sopravvivenza; dall’altra lo scorrere inesorabile del tempo ricorda che aria e risorse si stanno assottigliando e che la Natura ha sempre l’ultima parola. Cosi il montaggio tra interno ed esterno ci ricorda che ci sono due tipi di velocità: quella di chi è spettatore di una tragedia e quella di chi ne è protagonista. Il genio e la passione trovano una soluzione per uscire dalle tenebre: non c’è più il pallone Wilson a farci compagnia come in Cast Away, ma la scintilla folgorante di una intuizione geniale. Ragazzini, fate bei sogni.

 

Titolo originale: Thirteen Lives
Regia: Ron Howard
Interpreti: Viggo Mortensen, Colin Farrell, Joel Edgerton, Tom Bateman, Paul Gleeson, Girati Sugiyama, Teeradon Supapunpinyo, Pasakorn Hoyhon, Tanatat Srita, Nophand Boonyai
Distribuzione: Prime Video
Durata: 147′
Origine: UK, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
Sending
Il voto dei lettori
3.71 (7 voti)
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