UNKNOWN PLEASURES 8 – Omaggio a NICHOLAS RAY

Fu uno degli autori che reinventarono il cinema americano, faticosamente e drammaticamente, nel decennio più difficile della storia di Hollywood, quegli anni 50 che segnarono la fine del cinema classico e del sistema consolidato degli studios, davanti alla concorrenza della televisione: Raymond Nicholas Kienzle (che cambiò il proprio cognome in Ray durante la Seconda guerra mondiale), classe 1901, enfant prodige appassionato di radio, teatro e cinema, studente di architettura nel gruppo di allievi di Frank Lloyd Wright (uno dei padri dell’architettura moderna), poi negli anni '30, a New York, amico e collaboratore in teatro e alla radio di Elia Kazan, Joseph Losey, John Houseman, studioso di musica popolare per un progetto governativo del New Deal di Roosevelt e, durante la guerra, conduttore di trasmissioni radiofoniche per la propaganda all’estero. Finalmente, nel dopoguerra, Nicholas Ray approdò a Hollywood, insieme all’amico Kazan, e cominciò a lavorare per la Rko, specializzata in noir, thriller, avventura: serie B alta, anzi, altissima. Ray amava i generi e al primo noir (La donna del bandito, 1948) seguirono polizieschi, gangster film, melodrammi, western, tutti segnati dalla prepotente modernità del suo stile che, circa vent’anni prima del “nuovo cinema americano”, metteva in discussione la struttura dei generi classici e, con essa, quella della American way of life. Proprio con un “falso” western, Johnny Guitar, nel 1954 ebbe un grande successo (ma i “Cahiers du cinéma” già da qualche anno lo indicavano tra i maggiori cineasti americani del momento) e l’anno dopo, con Gioventù bruciata, divenne celebre in tutto il mondo. Il colore e il cinemascope divennero nelle sue mani gli strumenti per mettere a fuoco le “malattie” della società americana. In bilico tra tradizione e rinnovamento, da sempre spirito inquieto, fu travolto dall’ossessione per i kolossal di una Hollywood in debito di ossigeno e, per tutti gli anni '60, visse lontano dall’America, senza tuttavia riuscire a concretizzare nessun progetto. Ritornò a fare cinema nel 1971, come insegnante di un gruppo di studenti universitari, per un film innovativo in multivisione, We Can’t Go Home Again, mai perfettamente concluso, attualmente in corso di completamento e restauro grazie agli sforzi della moglie Susan. Wim Wenders, che ha filmato insieme a Ray l’ultimo periodo della malattia che lo portò alla morte nel 1979, l’ha definito “uno degli uomini più giovani che abbia mai conosciuto”. Nicholas Ray non si è mai smentito. (dalla presentazione della retrospettiva curata dal Torino Film Festival nel 2009)

Venerdì 22 marzo alle h 20.30, come sempre a INGRESSO GRATUITO, Unknown Pleasures rende omaggio ad uno dei maestri dimenticati di Hollywood, NICHOLAS RAY, con la proiezione di un suo capolavoro introvabile da anni, e una presentazione storicocritica a cura di Simone Emiliani, direttore di www.sentieriselvaggi.it.

UNKNOWN PLEASURES 8
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