VENEZIA 67 – Incontro con Darren Aronofsky, Natalie Portman e Vincent Cassel

Black Swan - conferenza stampa - Darren Aronofsky, Natalie Portman, Vincent Cassel

Sono il regista Darren Aronofsky, la protagonista Natalie Portman e un Vincent Cassel sornione che tiene fede al suo ruolo ironicamente ruvido, accompagnati dal coreografo, ballerino lui stesso, che si è occupato di creare le scene di danza dal punto di vista tecnico, a presentare Black Swan.

 

Al centro dell'interesse dei presenti, l'attenzione esasperata alla fisicità, al corpo messo : le affinità con The Wrestler. "In realtà sono due storie parallele, ma girate con uno stile differente" ricorda Aronofsky. "In comune i due film, e i due protagonisti, come molti dei miei eroi, attraversano un percorso strutturato in crescendo, pervaso da grande pathos, che deve condurli all'estremo. Dico i miei personaggi, ma anche nella vita di tutti i giorni, chiunque cerca sempre di raggiungere emozioni estreme."

Darren Aronofsky

"Esplorare da vicino il mondo del balletto  nonn è stato semplice: ci chiudevano semplicemente le porte, non rispondevano alle telefonate… in pochi mesi però ci siamo resi conto che potevamo farci da soli un'idea del mondo della danza, fino a raccontarlo anche da un punto di vista documentaristico".

Aronofsky è comunque riuscito a essere ospite di alcuni spettacoli a San Pietroburgo per osservare la tradizione del balletto russo, anche se l'ispirazione per gli ambienti del film fa riferimento più al New York City Ballet. "Vedere i ballerini al lavoro su un Lago dei Cigni rappresentato in Russia è stato importante e mi ha chiarito le idee, anche perchè nella stesura del film sono statoDarren Aronofsky, Natalie Portman, Vincent Cassel - VENEZIA 67 influenzato da Il sosia di Dostoevskji."

"Gran parte del mio lavoro è stato reso possibile da uno studio di produzione che lavora in modo indipendente, ancora uno dei pochi, e lavora con piacere. Molti di questi studi sono finiti in bancarotta, ma è una realtà importante, che consente di sperimentare. Penso all'uso del digitale e degli effetti speciali – quest'ultima una vera sfida,  poichè non avevamo un budget elevato. Noi per esempio per Black Swan abbiamo già previsto che tanti vedranno il nostro film su supporti diversi da quelli tradizionali, per esempio su iphone."

"L'uso dei colori fa parte integrante delle atmosfere del film: abbiamo deciso da subito di inserire nella palette il bianco e il nero, ovviamente, ma via via di trasformarli e integrarli con tinte che indicano la trasformazione di Nina, l'evoluzione della sua personalità, partendo da un rosa innocente che è legato al mondo della danza, e in generale piace alle ragazzine, fino ad arrivare al verde cupo, che è il colore della Morte, degli abiti della madre, di un mondo da incubo".

Natalie Portman

 

Grande attenzione viene data alla preparazione della Portman per il suo doppio ruolo, preparazione atletica, ma anche "spirituale", per cercare di rendere credibile lo sdoppiamento tra la personalità rappresentata dal cigno bianco – apparentemente innocente, ma in realtà fatta di ricerca di consenso "il cigno bianco è una persona che tenta di compiacere gli altri a tutti i costi, di ottenere consenso. Il cigno nero si rivolge più egoisticamente al proprio piacere, anche nei suoi lati più oscuri. Io mi sento certamente più vicina a questo secondo atteggiamento" come risponde educatamente la Portman alla fatidica domanda su quale dei due aspetti sia più vicino alla sua personalità di donna.

Black Swan. Regista, interpreti e coreografo alla serata di proiezione per il pubblicoPurtroppo non è mancata la domanda di rito sul bacio saffico tra la Portman e Mila Kunis. "Con Darren ne abbiamo parlato subito. Lui mi disse: ci sarà un bacio tra te e te stessa… ci sarà una persona incredibilmente sensuale che dovrà uscire dalla tua rigidità, dall'interno di te stessa. La cosa è comprensibile, visto che Blak Swan è uno studio vero e proprio sull'ego, sulle aspirazioni, su quel misto di attrazione narcisistica e di repulsione che si prova per se stessi".

"Darren mi ha parlato del progetto per la prima volta nel 2002: questo lungo periodo di gestazione ha permesso che l'idea del film e del ruolo attecchisse bene dentro di me. Prima delle riprese, mi sono preparata per cinque ore al giorno tra danza e nuoto. La preparazione atletica era essenziale, anche perchè un aspetto rilevante della storia è la disciplina, lo sforzo fisico che diventa quasi ossessione."

 Vincent Cassel

 "Da ragazzino facevo danza, e ho compreso una sola cosa: essere un ballerino è come essere un prete. Ci vuole la vocazione… e non si guadagna nemmeno bene!" e alla domanda di un giornalista, se condivide la visione cinica del mondo dello spettacolo (o addirittura della vita stessa) propria del film e in particolare del suo personaggio, Cassel sorride. "