#Venezia74 – Los Versos del Olvido, il Cile e la Memoria nella sezione Orizzonti

Dicono che Teheran sia sorprendentemente simile a Santiago del Cile. Due capitali così lontane che si ergono in un palcoscenico affine, in mezzo a una valle arida circondata da montagne umide, nevose e imponenti, una terra colpita dai terremoti dove i palazzi in stile europeo che mantengono viva la storia sembrano sparire tra i grattacieli di vetro. Almeno per il regista iraniano Alireza Khatami – presente alla sezione Orizzonti di Venezia 74 col film Los versos del olvido – l’incontro con la capitale sudamericana è stato un colpo di fulmine: subito, decise che quello era il posto giusto per girare una storia che, a quel punto, era diventata un’ossessione.

In una selezione dove la filmografia sudamericana sembra di essere stata “dimenticata”, Los versos del olvido – co-produzione cilena, francese, tedesca e olandese – arriva alla Mostra del Cinema di Venezia portando con sé come leitmotiv il topico della Memoria. Il primo lungometraggio di Khatami – dopo quattro cortometraggi girati nelle Filippine,Taiwan e Iran – cerca di raccontare la sofferenza di un popolo che non vuole seppellire la sua storia recente; se la vicenda è ambientata a Santiago dal Cile, ha detto lo stesso regista, non vuol dire che appartenga soltanto a quel momento storico, ma ritrae il flusso di un decennio – quello degli anni ottanAmparo_Noguerata – che tanto in Sudamerica come in Iran e tanti altri paesi al mondo è stato segnato da guerre, abusi e torture.

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Costruito in chiave di favola, sotto una certa aria di mistero – in un tempo indeterminato, dove i personaggi e i luoghi non hanno un nome – Los versos del olvido segue il percorso di un vecchio custode di un obitorio che ha una memoria impeccabile. Trascorre le sue giornate mostrando i cadaveri ai cari dei defunti e accudendo le sue amate piante. Quando la protesta in una vicina città si fa più sanguinosa, scopre il corpo di una giovane donna sconosciuta. Nella rievocazione di ricordi e perdite personali, l’uomo si imbarca in una ricerca magica per assicurare alla giovane una degna sepoltura con l’aiuto di un becchino, una veccia donna in cerca della figlia persa molto tempo prima e un guidatore di carri funebri tormentato dal suo passato.

gif critica 2L’unico film cileno a Venezia, con protagonisti Luis Gnecco (Neruda, No, I giorni dell’arcobaleno), Amparo Noguera (Tony Manero, Post-Mortem), Julio Jung, Luis Dubbò, l’attore spagnolo Juan Margallo e prodotto da Giancarlo Nasi (Un mondo fragile), Los versos del olvido si annuncia come il ritratto di una storia locale costruita da uno sguardo straniero; oppure, come la via d’incontro definitiva e perenne tra due luoghi lontani che sopravvivono sotto la stessa stella.

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