Wild side

Wild Side è una playlist di giganti della musica, di storie al limite tra bellezza e anarchia, tra mito e disfatta. Con una manciata di opere inedite in Italia.
E per confermare che il rock, dalla sua nascita, si porta dietro di sé l’alone di un dialogo profondo, sotterraneo eppure vivissimo con la morte, la rassegna si concede anche una deriva – tutta italiana – nel mondo degli over 70 che hanno trovato nella musica una ragione di vita sublime.
Il sottotitolo del gioiello Young@Heart è “growing old does not mean growing boring”. E basta vedere personaggi come Lou Reed o come il coro ultraottantenne protagonista del film per convincersene.
 
Martedì 24 febbraio
 
Songs of Love and Hate
Tre leggende, tre storie personali dove la musica diventa lo strumento per scardinare, invertire, sovvertire. Gli Who, Patti Smith, Lou Ree: in una serie di film mai visti in sala.
 
h 18     Amazing Journey: The Story of Who, di Paul Crowder (UK, 2007, 35mm, 90’)
La storia completa di una delle band più importanti e controverse della storia del rock. Tra materiali d’archivio, interviste esclusive e la documentazione del loro ultimo trionfale tour, che celebra i 40 anni di carriera.
 
h 20     Lou Reed’s Berlin, di Julian Schnabel (USA, 2008, video, 85’)
Un documento unico. Julian Schnabel, artista del cinema e delle arti figurative in generale, filma la riproposizione live del 2006 di uno dei dischi più importanti della storia del rock, Berlin, di Lou Reed, 1973.
Copia in lingua originale con sottotitoli in inglese
 
h 22     Patti Smith: Dream of Life, di Steven Sebring (USA, 2008, 35mm, 109’)
Personale, intimo, singolare. Come la carriera professionale della genitrice del punk rock mondiale. Patti Smith osserva e racconta “in versi” il suo mondo, la sua politica, i “suoi” Stati Uniti. Un Gloria punk in Super8.
 
 
Mercoledì 25 febbraio
 
Sympathy for the devils
Ci sarà una ragione se quarant’anni fa come adesso i Rolling Stones sono oggetto delle attenzioni di grandi autori come Godard o i Maysles ieri o come Scorsese oggi. Due film-concerto imperdibili, dove il cinema flirta con la potenza sensuale – e sessuale – degli Stones sul palco.
 
h 20     Gimme Shelter, di Albert e David Maysles (USA, 1970, 16mm, 91’)
I pionieri del documentario (rock, e non solo) alle prese con un tour – ed un film – storico dei Rolling Stones, quando ad Altamont gli Hell’s Angels uccisero, sulle note di “Under My Thumb”, una diciottenne. La camera era lì, a filmare – per caso. Mick Jagger sconvolto rivede le immagini alla moviola. Ed è leggenda.
 
h 22     Shine a Light, di Martin Scorsese (USA, 2008, 35mm, 122’)
Quando la leggenda del cinema Scorsese decide di filmare il live a New York del 2006 degli Stones, in molti pensano che le due entità si annulleranno. E invece Shine a Light è un potentissimo film concerto, che cattura la forza sempreverde degli Stones sul palco senza alterarne lo spirito. Un esercizio di regia pura, magistrale.
 
Giovedì 26 febbraio
La storia dell’indie in 80 minuti
 
h18      God’s Early Work, di Rory Breshinan (Irlanda, 2004, DVD, 11’)
Dio è una rockstar. Lucifero è emo. Oppure è il contrario? Uno scherzo animato sui massimi sistemi. Indie fino alla creazione…
 
Introspective, di Aram Garriga (Spain, 2007, DigiBeta, 70’)
Un film che sembra quasi un trattato. A partire dall’articolo pubblicato su “Wire” negli anni Novanta, dove si utilizzava il termine “post-rock” per la prima volta, Introspective prova a tracciare il percorso di un non-genere musicale attraverso le parole dei suoi stessi protagonisti, da Thurston Moore a Malcolm Middleton.
Presentato dal regista Aram Garriga
 
Forever Young
Lontano dalle follie dei grandi leader della storia del rock, la musica è memoria e forza vitale per artisti di tutte le età. E così si scopre la meravigliosa poesia barocca dei residenti di “Casa Verdi”, ospizio per cantanti d’opera, come la potentissima ed ironica storia del coro ultra-ottantenne di Young@Heart…
 
h 20     Casa Verdi, di Anna Franceschini (Italia, 2008, MiniDV, 56’)
Con leggerezza e nobiltà, il film della giovane Anna Franceschini entra nelle stanze di Casa Verdi, una casa di riposo per “addetti all’arte” caduti in povertà: cantanti d’opera, ballerine, direttori d’orchestra. Sorpresa dell’ultima edizione del Torino Film Festival.
Presenta il film la regista Anna Franceschini
 
h 22     Young@Heart, di Stephen Walker (UK, 2007, 35mm, 107’)
Esilarante, tenero, commovente. La storia del coro più “vecchio” d’America, età media: 80 anni. Il loro repertorio non è composto da jodel o da musica barocca, ma pezzi dei Clash, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Coldplay… Un successo del Sundance 2008.
 
Venerdì 27 febbraio
 
omaggio a Julien Temple in collaborazione con Bellaria Film Festival
 
Appuntamento speciale al mattino alle 12:30 all’Università Cattolica dove il regista inglese terrà una lezione sul cinema per studenti e appassionati e aalo Fnomo incontrerà il pubblico insieme allo scrittore Marco Philopat, profondo conoscitore della cultura punk e underground.
 
 
Cresciuto durante l’esplosione della scena punk inglese, Julien Temple ha raccontato in 30 anni di carriera il rock nelle forme più svariate, dal documentario al videoclip musicale, forma per cui viene considerato un pioniere. Un doveroso omaggio, in una rassegna come questa, tra i Clash, i Sex Pistols e Glastonbury.
 
 
h15      Glastonbury, di Julien Temple (USA, 2006, 35mm, 138’)
Fluviale, eccitato, mitologico. Il film-concerto su uno dei templi storici del rock, Glastonbury, che ogni anno raduna migliaia di spettatori da tutto il mondo e che Julien Temple ha impiegato 5 anni a realizzare.
 
h18      Joe Strummer: The Future is Unwritten, di Julien Temple (UK/Ireland, 2007, 35mm, 124’)
Nonostante la morte prematura, Joe Strummer è diventato una figura leggendaria nella storia del rock. Autentico combattente, eccentrico, capace di rinnovare se stesso e la sua forma espressiva, dai Clash ai Mescaleros. Temple gli rende omaggio, con un film ricco di materiali d’archivio preziosi e intimi.
 
h20      Absolute beginner: i video musicali di Julien Temple
 
The Eternity Man, di Julien Temple (Australia/UK, 2008, HD, 64’)
Ossessionato dall’idea di riscrivere la storia del cinema attraverso il linguaggio musicale contemporaneo, l’ultimo film di Temple è una sorprendente rielaborazione di un’opera di Jonathan Mills ambientata in una cupa Sydney notturna.
 
h22      Sex Pistols: Oscenità e furore (The Filth and the Fury), di Julien Temple (UK, 2000, 35mm, 108’)
La personale ricerca sul punk di Julien Temple raggiunge con The Filth and the Fury un picco incredibile. Un documentario controverso, come la folgorante carriera dei Sex Pistols, e “furioso”.
 
Sabato 28 febbraio
 
Riscrivendo il mito
Emersione dal documentario. Come il cinema rielabora la vita e le opere dell’artista nelle forme del racconto fittizio tradizionale. E come, in certi casi, è in grado di inventarsi un personaggio di sana pianta, a dimostrazione che il modello del “ascesa e declino di una rockstar” è stampato nella memoria collettiva. E che il genere biopic non esisterebbe se la musica non avesse creato l’immortalità con i suoi miti.
 
h15      Io non sono qui (I’m Not There.), di Todd Haynes (USA, 2007, 35mm, 135’)
Negando il tradizionale modello del film biografico, Todd Haynes compone una complessa partitura di personaggi ispirati alla realtà e creati dal nulla che collidono, si intrecciano, si richiamano. Un ritratto unico, sublime di Bob Dylan e del profondo significato della sua musica, suggellato da una memorabile performance mimetica di Cate Blanchett.
 
h 20     Control, di Anton Corbijn (UK, 2007, 35mm, 122’)
Elegante ritratto in bianco e nero del leader dei Joy Division Ian Curtis, entrato nella leggenda del rock dopo il suo prematuro suicidio. Dirige Anton Corbijn, fotografo e regista di videoclip per Depeche Mode ed U2.
 
h 22     Walk Hard: The Dewey Cox Story, di Jake Kasdan (USA, 2007, 35mm, 120’)
Si finisce con una biografia-parodia: l’ascesa e il declino della star del rocn’n’roll Dewey Cox, interpretato magistralmente da John C. Reilly. Una presa in giro del biopic d’ispirazione musicale irriverente, leggera, divertente.
 
 
 
Domenica 1 marzo
 
Cult night
Gran finale con due film fuori dal mucchio, indecifrabili, eccessivi. Il “viaggio allucinante” dei Daft Punk e la follia irriverente e low-profile dei geni di South Park Trey Parker e Matt Stone targato Troma. Obbligatorio.
 
h20      Daft Punk’s Electroma, di Thomas Bangalter & Guy Manuel De Homen Cristo (UK, 2006, 35mm, 74’)
Folle sinfonia fantascientifica realizzata dai più enigmatici eroi della French-house dell’ultima decade del millennio passato. La storia si perde tra Zabriskie Point, Kubrick e le canzoni di Brian Eno, Todd Rundgren e Curtis Mayfield. Culto assoluto.
 
h22      Cannibal: The Musical, di Trey Parker (USA, 1996, video, 96’)
Prima di South Park, il folle genio creativo di Trey Parker e Matt Stone era già pronto a mettere in ridicolo gli Stati Uniti e il loro universo di valori. Senza problemi di buon gusto. Distribuito dalla mitica Troma, che vanta in catalogo centinaia di capolavori trash, Cannibal è un incrocio sbrindellato tra musical, western, film di samurai. Talmente brutto da essere sublime.
 
 
Info:
Milano Cinema: Tel 0.288462451-52-60 c.uffcinema@comune.milano.it
Esterni: tel.02 713613 info@esterni.org
Tutto il programma su www.esterni.org – www.comune.milano.it
 
Cinema Gnomo: Via Lanzone, 30/A 20123 Milano – Tel. 02. 804125
 
Ingresso valido per tutte le proiezioni della giornata € 4,10 – ridotto € 2,60
Tessera associativa obbligatoria € 2,60
 

Wild Side

Intepreti: Stefanie Michelini, Yasmine Belmadi, Edouard Nikitine
Origine: Francia, 2004
Distribuzione: Mikado
Sylvie (Stéphanie Michelini), transessuale indipendente e sicura di sé, fa la prostituta e vive con Jamel (Yasmine Belmadi – I passeggeri), ragazzo di origine nordafricana che bazzica le toilette delle stazioni in cerca di clienti. Mikhail (Edouard Nikitine) è un disertore fuggito dall'esercito russo in Cecenia, un gigantesco boxeur, emigrato clandestino dal sorriso demolito dai pugni, che lavora in nero nei cantieri di Parigi. Tre mondi che si fondono senza pregiudizi né conflitti, in bilico tra nostalgie e speranze per il futuro.