Tradimenti: dai fratelli Lumière a Lost Highway

Speciale numero 4:
Nulla più come prima.

Con gli occhi di Giuda
Le storie, tutte le storie che si scrivono, che s'inventano, nascono con un ritmo dentro che è il ritmo stesso che dà la vita.
I film hanno la loro partenza, l'attimo in cui nasce la storia, uno sviluppo, alcuni momenti di crisi, qualche superamento, una chiusura definitiva o appena accennata: sono le cose che s'insegnano in tutti i corsi di sceneggiatura e di scrittura creativa che serpeggiano, da qualche tempo, in tutta la penisola italiana e che, da decenni, si studiano nelle università americane, comprese quello meno note. E’ la struttura narrativa con le sue evoluzioni drammatiche che abbiamo letto nei libri di Chatman, di Syd Field, di Prince...
Progressioni semplici, da manuale appunto, che ritroviamo puntualmente nella convivenza quotidiana con i nostri sentimenti: ogni tanto capita che ci innamoriamo, che appassionatamente c'infervoriamo per qualcuno o per qualche cosa (fosse pure un evento, un gesto, uno sguardo), finiamo col possedere l'oggetto del nostro innamoramento e, lentamente, scivoliamo in una sorta di torpore mentale che, semplicisticamente, chiamiamo amore.
Poi, complice il tempo, qualcosa cambia.
Il nostro sguardo che era così fisso, così rigido e immobile a segnare un punto, un volto, un'azione, ritorna a guadagnare una sua incredibile autonomia. Diviene, improvvisamente, sensibile ad altre fonti luminose, ad altre movenze. Ricostruisce, in breve tempo, tutta una serie di strategie alle quali prima era abituato e che aveva, momentaneamente, abbandonato.
Lo sguardo diviene, incredibile a dirsi, distratto e, in certi momenti, assente.
Si è pronti allo scatto. Si è pronti a cambiare direzione.
Si finisce, così, col tradire.
Tradimento. In una storia coincide col momento di crisi: innamoramento, amore, tradimento, risoluzione finale - sono i quattro momenti, le quattro fasi, i quattro atti nei quali è possibile racchiudere gran parte delle sceneggiature del cinema classico.
Quale sia la risoluzione finale è del tutto secondario.
Quello che ci piace mettere in gioco, ora, è proprio il momento del tradimento, la brusca inversione di rotta che obbliga a rimettere tutto in discussione. Ma ciò che nel quotidiano può essere un dramma, narrativamente è soprattutto un elemento nodale di sensibilità infinita.
Intendiamoci: non ci interessa parlare di film che raccontino storie nelle quali si esibiscono tradimenti quanto, piuttosto, assimilare un movimento dell'anima, un sussulto del sentimento, con una pratica narrativa perché, il tradimento, qualunque sia il livello nel quale si consumi, è innanzitutto un mondo alterato all'interno del quale ci si trova a guardare il quotidiano in modo massicciamente diverso, con ottiche per nulla scontate. Un po' come per la malattia: la febbre ci obbliga ad un rapporto col nostro corpo del tutto nuovo, lo stare immobili in un letto ridisegna gli spazi che, prima, ci sembravano evidentemente, banalmente e piacevolmente scontati.
Il tradimento esibisce le stesse carte, obbliga a riformulare tutte le regole qualunque sia il punto di vista.
E' una rimessa in gioco violenta, determinante, dolorosa, definitiva: dopo, il mondo - il nostro mondo, il mondo nel quale siamo immersi – non sarà più lo stesso.
Eppure tradire è necessario, è fisiologico, guai se rinunciassimo al tradimento: il tradimento permette di cambiare, di modificare le nostre cellule. Obbliga a percorsi diversi e perversi che, qualche volta, potrebbero salvarci la vita. Se si vuole: è un riflesso condizionato che serve a sventare un pericolo anche se si precipita in uno stato denso troppo dolce e perfino nauseante.
Il tradimento, quando è vero tradimento e non è una scappatella, un percorso parallelo e pacifico, una seconda quotidianità comoda e corretta che, di fatto, non altera la visione borghese della nostra esistenza, allora è un vero e proprio atto rivoluzionario, è una rivendicazione vuota e idealista priva del pessimo gusto dato dal buon senso.
Non è un caso che gran parte dei film leghino le proprie storie a quelle di un personaggio che, prima o dopo, all'inizio, al centro o alla fine del film, tradisce.
Tutto ciò per cui proviamo vergogna diventa allettante materia narrativa, voyeuristico cibo per gli occhi: la pelle nuda, la carne squartata, i sentimenti messi in bella vista.
Per questo un traditore sincero diventa, immediatamente, appassionante, convincente, affascinante. Il suo sguardo, quello che hanno visto i suoi occhi, c'interessa - ha visto quello che non siamo capaci di vedere o quello che vorremmo vedere o, ancora, se siamo traditori noi stessi, quello che abbiamo visto e allora stiamo lì a confrontare, a comunicare.
Poi, naturalmente, avremo tutto il tempo per prendere le distanze: in queste cose qui, in genere, siamo bravissimi e ci viene abbastanza spontaneo giocare tutto il nostro personalissimo moralismo.
Eppure resta necessario tradire i genitori, i maestri che ci hanno aperto la strada, le donne o gli uomini che ci hanno teneramente amato. Ne va della nostra sincerità.
E’ la cultura del tradimento che non va ignorata, che non deve essere demonizzata: impariamo a tradire innanzitutto noi stessi. Possiamo esercitarci amando quei film che ci hanno tradito, che hanno tradito le nostre insopportabili aspettative. E possiamo continuare appassionandoci a tutti coloro che non ci danno spazio per accomodarci, tradendoci - con sincerità - ad ogni piè sospinto.
Magari è fastidioso abituarsi ad avere sempre questo fiato sul collo di chi non ci lascia riposare, da chi non ci lascia liberi di addormentarci.
Però è vero che, se il tradimento è doloroso, non è mai bugiardo e, in un certo senso, non è mai disonesto (perché esiste solo il tradimento manifesto, quello che si svela, quello che si confessa).
Di contro esiste una coerenza molto, molto spiacevole. E cattiva. E oscena.
In definitiva chi tradisce, tradisce sempre per amore (di un altro, di un'altra cosa, fossero anche i trenta denari desiderati e voluti) mentre la fedeltà porta con sé un morbo dovuto alla decadenza, alla vecchiaia e, infine, alla morte.
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Centenario nascita Gene Kelly, omaggio Academy
Doppio evento per celebrare l'artista
CANNES 65 - Ufficiale il remake di Suspiria
In estate partono le riprese con la regia di David Gordon Green
CANNES 65 - Tsai Ming-Liang e João Pedro Rodrigues chiudono la Semaine
Con i corti Walker e Manhã de Santo António. VIDEO
CANNES 65 - Tutto esaurito alla Lumiere
Sembrano esserci molte piu' presenze quest'anno
CANNES 65 - Il Cinema Italiano contro l'orrore di Brindisi
Bertolucci, Argento, Barbera, Müller, Comencini e altri firmano una lettera comune
CANNES 65 - Trintignant e il metodo Haneke
Mancava sul grande schermo da 14 anni
CANNES 65 - Master Class dei Cronenberg
Padre e figlio terranno un incontro al festival aperto al pubblico
CANNES 65 - Ripetuti applausi per "Amour" alla Lumiere
Alla proiezione stampa di questa mattina
CANNES 65 - Sean Penn raccoglie 1,3 milioni
Per la causa di Haiti, risposta positiva dei benefattori
CANNES 65 - Falsa partenza di Dracula 3D
Il film evento di Dario Argento, è stato bloccato dopo qualche minuto per problemi tecnici
CANNES 65 - L'ultimo film di Ruiz esce in Francia
Il film postumo del regista cileno dall'11 giugno in sala
Niente Tarantino per Baron Cohen e Russell
Gli attori lasciano Django Unchained
CANNES 65 - Il neo Ministro della Cultura al festival
E' attesa per oggi la visita di Aurélie Filippetti
"Delitti in Paradiso" su FoxCrime
Dal 28 maggio ogni lunedì alle 21.55
La trilogia di Spider-man di nuovo in DVD
Dal 20 giugno la riedizione di cofanetti e versioni singole
CANNES 65 - I francesi bocciano Garrone
Reality non convince la stampa internazionale
CANNES 65 - Sean Penn accusa i media
Il regista e attore statunitense si sfoga a favore della causa Haiti
Jessica Chastain debutta a Broadway
L'attrice in L'ereditiera con Strathairn
Finale di Coppa Italia al cinema in 3D
Alta definizione per chi non sarà all'Olimpico il 20 maggio
CANNES 65 - Presentazione di Ciné di Riccione
Lunedì 21 maggio alle ore 17
CANNES 65: I primi film visti da Nanni Moretti
Il presidente della giuria ricorda Ford e Hitchcock
CANNES 65: Ritorna "C'era una volta in America"
Parata di star per il film di Sergio Leone
CANNES 65 - Milano conferma "Cannes e dintorni"
La solita kermesse che seleziona alcuni dei maggiori titoli della Croisette
"The Coup" per Michelle Monaghan
L'attrice insieme a Owen Wilson e Pierce Brosnan
Cannes 65 - Cronenberg convice DeLillo con il suo Cosmopolis
La trasposizione cinematografica approvata dall'autore del romanzo