CANNES 59
CANNES 59 - Bilancio in rosso (di Simone Emiliani, del 07/06/2006)
Festival sorprendentemente deludente, sottolineato anche da un deludente verdetto della giuria. I "colpi di fulmine" di "Sentieri Selvaggi, da Sofia Coppola a Nanni Moretti, da Lucas Belvaux a Lou Ye restano completamente ignorati dal Palmares. Cambia il cinema o cambiano i gusti. Una riflessione finale sull'edizione n.59.
CANNES 59 - "PingPong", di Matthias Luthardt (Settimana della Critica) (di Grazia Paganelli, del 28/05/2006)
Luthardt è abile proprio nell'accerchiare dolcemente i suoi personaggi, nel cercare la giusta distanza per filmare situazioni complesse, microcosmi di silenzio e di intimità personali, trascinate nello spazio aperto del confronto, che diventa poi anche vendetta e violenza
CANNES 59 - "977", di Nikolay Khomeriki (Un certain regard) (di Giuseppe Gariazzo, del 28/05/2006)
Khomeriki realizza un film di realismo fantastico nel senso, migliore, di molto cinema pensato, prodotto e realizzato in quella che era l'Europa dell'Est. Dunque, un film dove ogni immagine condensa un immaginario filmico e politico immediatamente riconoscibile e abbastanza raro da ritrovare nelle attuali cinematografie ex est europee
CANNES 59 - "Chlopiec na galopujacym koniu (The boy on a galloping horse)", di Adam Guziñski (Fuori Concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 28/05/2006)
La materia narrativa viene dispiegata in inquadrature sempre troppo pensate. E Guziñski usa in maniera impropria, fin dalle prime inquadrature, una leggera ma pesantissima, nella sua costante ripetizione, punteggiatura musicale per pianoforte (la sola colonna sonora presente), che rende ancor più le immagini prive di libertà
CANNES 59 - "A Scanner Darkly" di Richard Linklater (Un Certain Régard) (di Massimo Causo, del 27/05/2006)
Richard Linklater bissa la sua presenza al Festival e passa dalla "Fast Food Nation" di Schlosser alla cyber-punk nation di Philip Dick. Keanu Reeves spia se stesso e Woody Harrelson, Robert Downey Jr., Winona Ryder
CANNES 59 - "El labirinto del fauno" di Guillermo Del Toro (Concorso) (di Michele Moccia, del 27/05/2006)
Il mondo ricreato da Guillermo Del Toro e' inghiottito da un'oscurita' incapace di comunicare quel senso di vertice e di vuoto, legato ai viaggi della mente verso i paesi dell'immaginario e del fantastico.
CANNES 59 - "Gwaï Wik (Re-Cycle)", di Oxide e Danny Pang (Un certain regard) (di Simone Emiliani, del 27/05/2006)
Cinema di 'occhi', di 'soggettive', ancora funzionale quando si muove all'interno dell'horror ma che scivola nel momento in cui vuole dare forma alla dimensione più avventurosa e s'impaluda su discorsi sulla funzione del cinema che trasforma la scrittura in immagine.
CANNES 59 - "Buenos Aires 1977 - Cronica de una Fuga", di Israel Adrian Caetano (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 27/05/2006)
Per l'Argentina i ''desaparecidos'', da tempo, non sono piu' un tabu'. Il cinema a volte abusa nel ritornarci, come succede a Caetano. Resta a meta' del guado: non scava, non accarezza, ma gratta con le unghie lasciandosi irretire e compiacere da un acume osservativo che accumula e disperde.
CANNES 59 - "Transylvania", di Tony Gatlif (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 27/05/2006)
La frenesia del film appare come la riproduzione di certe sonorità presenti in altre opere del regista e non appare tanto lontana dall'atteggiamento di Kusturica che inserisce una musica che ha un ritmo crescente come per mascherare i gravi limiti di un film che non comunica, che non da mai l'impressione di poter trascinare in spazi lontani
CANNES 59 - "Il raccolto dei 3000 anni" di Haile Gerima (Cannes Classics) (di Giuseppe Gariazzo, del 27/05/2006)
Sono passati trent'anni da quando Gerima realizzò quel capolavoro assoluto (e per una volta questa definizione anche troppo ab-usata è del tutto pertinente) e il Festival di Cannes ha reso onore al film e al regista con una serata speciale, nel corso della quale è stata presentata la versione restaurata dalla Cineteca di Bologna
CANNES 59 - "2 :37", di Murali K. Thalluri (Un certain regard) (di Giuseppe Gariazzo, del 26/05/2006)
Thalluri giunge al primo lungometraggio con consapevolezza filmica, con abilità nel gestire una materia non certo nuova (un gruppo di liceali e i loro problemi esistenziali), seguendo con partecipata emozione i destini di quei giovani, che sono protagonisti in diretta dei fatti e al tempo stesso già testimoni lontani di quegli avvenimenti
CANNES 59 - "Un regista non deve trascurare il nostro mondo e la sua realtà", incontro con Paul Greengrass. (di Michele Moccia, del 26/05/2006)
Il regista londinese, vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino con "Bloody Sunday", ha presentato Fuori concorso al Festival il suo ultimo film "United 93", nel quale racconta la storia vera del volo United Airlines numero 93, e quella degli uomini e delle donne che si trovavano a bordo del boeing 757, diretto a San Francisco.
CANNES 59 - ''Day Night Day Night'', di Julia Loktev (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 26/05/2006)
Non c'e' una virgola nel titolo, non c'e' un momento in cui senti calare la luce e arrivare il buio, in cui scopri una linea di demarcazione, tra la vita e la morte. Ma il cinema dell'esordiente regista statunitense e' di preparazione e azione, che sembrano pero' vivere in due mondi troppo differenti.
CANNES 59 - Debito di memoria: "United 93" di Paul Greengrass (Fuori concorso) (di Michele Moccia, del 26/05/2006)
"United 93" è un film degno di riflessione; un film con il quale Paul Greengrass rivela, prima di tutto con quella potente dissolvenza in nero che oscura lo schermo insieme allo schianto dell'aereo, che il cinema non è solo un lascito di memoria.
CANNES 59 - Come un rumore bianco: "Juventude em Marcha", di Pedro Costa (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 26/05/2006)
Questo è cinema in cui sembra manchi il prima e il dopo, c'è solo un lungo e attesissimo attimo. Pedro Costa ci illude, perche' ci fa vedere sempre e ancora: la sua e' una puntigliosa messa in scena, un'ossessiva ricerca del punto dove piantare la macchina, del punto dove il fuori smargini il dentro.
CANNES 59 - "Quand j'étais chanteur" di Xavier Giannoli (Concorso) (di Simone Emiliani, del 26/05/2006)
Il cineasta francese mette in atto un gioco di graduale e progressiva seduzione non sempre trattenuta e riuscita quando s'inoltra nei territori del melodramma. Allo stesso tempo però la pellicola attrae per un suo incedere nervoso e per quella propensione a immergere i protagonisti negli interni e nei fasci di luce.
CANNES 59 - Lo sguardo esule: "Mala noche" di Gus Van Sant (Quinzaine des realisateurs) (di Michele Moccia, del 25/05/2006)
"Mala noche" di Gus Van Sant esprime quella dialettica fatta di continue slabbrature con cui il regista americano ha da sempre reso il nostro sguardo esule. Un esilio, vissuto come assenza e lontananza, ma anche come "intensione" a poter raggiungere il fondo della propria intimità solo attraverso i corpi amati.
CANNES 59 - Rifacciamoci gli occhi: "Sketches of Frank Gehry", di Sydney Pollack (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 25/05/2006)
A Cannes 2006 sembra destino dover andare fuori, oltre l'ufficialita' delle forme, la formalita' dello sguardo, per spalancare e subito dopo sgranare gli occhi. Pollack (inedito documentarista) attraverso Gehry e l'architettura attraverso il cinema, estrinsecano in modo dirompente le tensioni sia dell'anima che della materia.
CANNES 59 - "Election 2" di Johnnie To (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 25/05/2006)
Sequel ancora migliore del film precedente in cui, nella messa in scena di una guerra di potere all'interno della triade, sembra riapparire quella straordinaria geometricità e quella prorompente fisicità di "The Missing" e "Breaking News". Visto il livello dei film in concorso, Election 2 avrebbe figurato molto meglio nella competizione ufficiale.
CANNES 59 - "Ho la sensazione che la bellezza risieda nella bruttezza e nella sgradevolezza", incontro con Paolo Sorrentino. (di Michele Moccia, del 25/05/2006)
Due anni dopo Le conseguenze dell'amore, il regista italiano Paolo Sorrentino ritorna in concorso al Festival di Cannes con il suo terzo lungometraggio, L'amico di famiglia interpretato dall'attore napoletano Giacomo Rizzo.
CANNES 59 - Un cinema 'mostruoso': "L'amico di famiglia" di Paolo Sorrentino (Concorso) (di Simone Emiliani, del 25/05/2006)
Il cineasta napoletano da l’impressione di avere una sicurezza incredibile nei suoi mezzi, ma in realtà realizza una pellicola che fagocità soltanto corpi e dettagli, che esibisce in modo invadente il proprio stile sia a livello visivo sia narrativo e alla fine la vita mostrata è ridotta ad una serie di squallidi quadretti
CANNES 59 - Salvate il soldato Aïcha: "Indigènes", di Rachid Bouchareb (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 25/05/2006)
Ancora un film debole in Concorso. Il film (applaudito in sala) del regista francese di origini algerine non va oltre un'onesta ricostruzione storica che sembra pero' voler fare il verso a Steven Spielberg. Ma naturalmente manca la dimensione del sogno/incubo lungo una vita, freddato sul ricordo della pietra dei morti martiri.
CANNES 59 - "El violon" di Francisco Vargas (Un certain regard) (di Michele Moccia, del 24/05/2006)
Il giovane Francisco Vargas filma in un bianco e nero sporco e pieno di ombre il cielo e i paesaggi deserti del Messico, senza riuscire, però, a dare alle immagini la consistenza polverosa della sua terra.
CANNES 59 - "La raison du plus faible" di Lucas Belvaux (Concorso) (di Michele Moccia, del 24/05/2006)
Cinema razionale quello di Lucas Belvaux, ma aperto a squarci di sincera e profonda narrazione come nella panoramica a volo d'uccello del finale che scopre allo sguardo l'intera città, librandolo in aria e liberandolo dalle labirintiche limitazioni della messa in scena.
CANNES 59: "Fantasma", di Lisandro Alonso (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 24/05/2006)
Lisandro Alonso sembra gia' essere diventato un regista cult tra i giovani alla ricerca del minimalismo cinico e onirico, delle lunghe e spasmodiche sequenze, trasudanti arcaiche verita'. Ma il suo cinema, a volte, resta una trappola immobile e senza respiro, mimetizzata nel fantasma della deformita' mancata.
CANNES 59 - "Guisi (Silk)" di Chao Pin-su (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 24/05/2006)
Scoperto il trucco, Chao Pin-su ripete lo stesso schema nella ripetizione dell'omicidio. Per filmare i fantasmi è necessario un altro approccio e un'altra sensibilità, più invisibile, più sotterranea, più dinamica visivamente. Quelli che al cineasta taiwanese mancano.
CANNES 59: ''Per me Maria Antonietta resta, prima di tutto, il simbolo di uno stile di vita totalmente decadente''. Incontro con Sofia Coppola. (di Leonardo Lardieri, del 24/05/2006)
Qualche fischio in sala, ma per ora il film di Sofia Coppola e' certamente tra i migliori visti in concorso. A detta di alcuni (di pochi) e' piu' bello anche del precedente ''Lost in Traslation''. La regista (che ha anche scritto la sceneggiatura) si e' ispirata al libro di Antonia Fraser e alla biografia di Stefan Zweig.
"El-banate dol" di Tahani Rached (Fuori concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 24/05/2006)
Cinema al femminile caratterizzato da uno sguardo complice, una silenziosa adesione. Nella testimonianza più dichiaratamente documentaria, nel senso di intervista filmata, il film si fa invece meno interessante, sempre però mantenendo quella sensibilità di sguardo che contraddistingue il lavoro della regista
CANNES 59 - "Marie Antoinette" di Sofia Coppola (Concorso) (di Simone Emiliani, del 24/05/2006)
Opera sospesa, densa di soggettive fulminanti ma anche di attraversamento continui che creano sempre quello scarto tra l'ambientazione storica e la dimensione visiva e sonora che portano ad uno stato di ipnosi ma anche sognante. La Coppola, al suo terzo film, ha già una straordinaria identità. Decisamente il miglior film del concorso.
CANNES 59: ''Transe'', di Teresa Villaverde (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 23/05/2006)
Teresa Villaverde ci regala due ore di raffinato cinema, con i suoi difetti, le sue imperfezioni, con qualche eccesso estetizzante, ma il suo è comunque cinema che sfugge, rifiuta la classificazione, è in transe/trance, è di passaggio come i corpi di tutto il mondo, come la poesia in ogni luogo.
CANNES 59 : ''Bamako'', di Abderrahmane Sissako (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 23/05/2006)
Inventarsi la giustizia sembra essere l'unico cammino che l'Africa e' destinata a percorrere. Nel tribunale ricostruito in cortile, Sissoko ''invade'' la pluralita' enunciatrice, rinuncia ad indicare semplicemente il passo e fa sentire la sua presenza, alla ricerca spasmodica del dialogo continuamente interrotto.
CANNES 59 - "Flandres" di Bruno Dumont (Concorso) (di Michele Moccia, del 23/05/2006)
Dallo sguardo di Dumont non abbiamo nulla da apprendere, perché esso stesso è uno sguardo mancante di ogni "apprensione" per la vita che lo circonda, una vita in continuo movimento, ma in esso inanimata, come in un frame vivo solo all'apparenza.
CANNES 59 - "Non è necessario perdersi nel deserto marocchino o essere nel centro del quartiere di Shibuya per provare la sensazione di sentirsi soli...". Incontro con Alejandro Gonzales Iñárritu (di Michele Moccia, del 23/05/2006)
Il regista, produttore e sceneggiatore Alejandro Gonzales Inarritu ha presentato in concorso al Festival Babel, scritto insieme a Guillermo Arringa (sceneggiatore dell'opera prima di Tommy Lee Jones, "Le tre sepolture") e interpretato da Brad Pitt, Cate Blanchett e Gael Garcia Bernal.
CANNES 59 - "Sonhos de peixe" di Kirill Mikhanovsky (Semaine de la Critique) (di Simone Emiliani, del 23/05/2006)
Chiuso in uno spazio quasi impermeabile, tra terra e mare, la parte migliore del film è presente nei suoi squarci documentaristici, in cui si vede già una maturità di sguardo da parte del cineasta che crea anche quella volontaria disarmonia, quella provvisoria frattura, tra immagine e suono. Appare invece più ridondante ed elaborata la parte narrativa
CANNES 59 - Scalata al Paradiso: "Babel", di Alejandro Gonzáles Iñárritu (Concorso) (di Simone Emiliani, del 23/05/2006)
È un film dannoso perché cerca di fregarti e se non ci si protegge, ci riesce. La pellicola sa entrare direttamente nelle emozioni dei personaggi ma poi li esibisce miseramente in un cinema che non conosce l'intimità e non ha idea di come filmare la sofferenza umana malgrado questo tema sia stato sempre al centro del cinema di Iñárritu.
CANNES 59: ''Ca Brûle'', di Claire Simon (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 22/05/2006)
Il fuoco e l'animale, due elementi che il cinema non puo' domare. L'opera convincente della regista francese Claire Simon si muove di continuo, si sposta. La brutalita' dei sentimenti e delle passioni indomabili non vengono piegate alla finzione che dissolverebbe l'una nell'altra.
CANNES 59 - "X-men: The last stand" di Brett Ratner (Fuori Concorso) (di Michele Moccia, del 22/05/2006)
Con "X-men: The last stand" siamo, ancora, di fronte ad un cinema fatto non solo di effetti speciali, ma di corpi, sguardi, gesti e improvvise accensioni passionali che aiutano a respirare l'asmatica membrana tattile del nostro sguardo, permettendo alla nostra memoria di spiccare il volo "icareo" della fantasia per la costruzione di nuovi mondi.
CANNES 59 - Sui luoghi della perdita tra Cina e Corea (di Simone Emiliani, del 22/05/2006)
Fuori il concorso un dramma familiare e un horror, il cinese "Luxury Car" di Wang Chao e il coreano "The Host" di Bong Joon-ho, presentati rispettivamente alle sezioni di "Un certain regard" e della "Quinzaine des réalisateurs".
CANNES 59 - "Il Caimano", di Nanni Moretti (Concorso) (di Simone Emiliani, del 22/05/2006)
Non solo un film su Berlusconi, ma prima di tutto un film sul cinema, fatto di sogni e visioni ma ancora di intimità nascoste, sperimentale come Godard, libero come Truffaut. Un'opera complessa, indecifrabile coraggiosa che si apre anche su squarci musical da antologia. Un'autentica lezione di regia
CANNES 59 - ''Il Caimano e' un film d'amore, un omaggio al cinema e un film politico... ''. Incontro con Nanni Moretti. (di Leonardo Lardieri, del 22/05/2006)
Qui a Cannes l'incontro con i giornalisti e' stato un evento. Nanni Moretti, amatissimo in Francia, ha presentato il suo film da subito tirato per la giacca. Politico? Intimista? Scorretto? Furbo? A parte queste divisioni, il film in sala ha suscitato un grandissimo entusiasmo.
CANNES 59 - "Laitakaupungin Valot (Les lumières du Faubourg)", di Aki Kaurismäki (Concorso) (di Michele Moccia, del 22/05/2006)
Kaurismaki costruisce il suo film con inquadrature fisse che se da un lato giocano con delle tonalità policrome, messe in risalto da continue accensioni luminose, dall'altro tolgono respiro alle singole sequenze, facendo risaltare la monocroma sfumatura affettiva con cui sono dichiarati sentimenti ed emozioni.
CANNES 59: ''Over the Hedge'', di Tim Johson, Karey Kirkpatrick (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 22/05/2006)
Demenziale, sicuramente un successo in sala, con Il disegno dell'ambiente che lascia poco spazio al fittizio. Non ha certamente l'energia esplosiva e la spensierata frenesia dei precedenti successi della Dreamworks o della Pixar, ma alza un "muro" verde in cui ancora si puo' scongiurare l'antropomorfizzazione galoppante.
CANNES 59 - "Les anges exterminateurs", di Jean-Claude Brisseau (Quinzaine des Realisateurs) (di Michele Moccia, del 22/05/2006)
Nel film di Brisseau tutto appare illuso ed eluso in un gioco erotico seducente e malinconico, che rende esule lo sguardo, lasciando l'animo libero di tendere verso il centro della propria segretezza.
CANNES 59 - "Anche libero va bene" di Kim Rossi Stuart (Quinzaine des realisateurs) (di Guglielmo Siniscalchi, del 21/05/2006)
Rossi Stuart è bravo a "scavare" dentro i suoi attori, a lavorare incessantemente alla costruzione di un cinema in bilico fra dramma familiare, pamphlet "sociale" e Bildungsroman dei nostri giorni.
Cannes 59 - "Volevo scrivere su Los Angeles qualcosa di molto simile ad una lettera di amore e di odio...". Incontro con Richard Kelly (di Michele Moccia, del 21/05/2006)
Oggi e' stato presentato in concorso al Festival di Cannes il nuovo film del giovane regista americano Richard Kelly, classe 1975, gia' autore di "Donnie Darko", per il quale ha vinto nel 2001 il premio per la migliore opera prima agli Independent Spirit Awards.
CANNES 59 - "Bled Number One", di Rahmad Ameur Zaimeche (Un certain regard) (di Giuseppe Gariazzo, del 21/05/2006)
Il film ci dice qualcosa di nuovo sul cinema algerino e arabo, e si spinge nella ridefinizione sensuale e mai forzata di altri confini, quelli tra documentario e finzione. Molte inquadrature sono un passo oltre, scritte da una camera a mano quasi invisibile che osserva senza giudicare
CANNES 59 - "Southland Tales", di Richard Kelly (Concorso) (di Simone Emiliani, del 21/05/2006)
Uno spreco di talento totale in un film narcisista e visionario-apocalittico che ruba volgarmente da Lynch e unisce diverse arti (musica, fumetto, pop-art), citazioni cinematografiche (Aldrich, Scott) e letterarie (Dick, Eliot) come per nascondere la sua imbarazzante povertà. Un totale flop del regista di "Donnie Darko"
CANNES 59 - Il presente delle radici sradicate... (di Leonardo Lardieri, del 21/05/2006)
Se pur manca ancora la grande visione, c'e' comunque quel cinema asiatico (tagliato quest'anno) che rinuncia al totale o totalizzante e trascina squarci di impassibile tragedia quotidiana. A proposito di ''Serambi'' dell'indonesiano Garin Nugroho e di ''Unforgiven'' del coreano Yoon Jong-bin, nella sezione ''Un Certain Regard''.
CANNES 59 - Scatti sentimentali/fotografici tra la Turchia e New York (di Simone Emiliani, del 21/05/2006)
Continua a deludere il livello del concorso. In competizione è stato presentato "Iklimler" del cineasta turco Nuri Bilge Ceylan, esempio di un'autorialità vecchia e marcia. In "Shortbus" di John Cameron Mitchell, proiettato fuori concorso, il sentimento e la sessualità sono come frequentemente filtrati dall'intellettualismo.
CANNES 59 - "Il regista di matrimoni", di Marco Bellocchio (Un certain regard) (di Simone Emiliani, del 20/05/2006)
Viaggio nell'inconscio del processo creativo che appare troppo concettuale ed ermetico e dove l'estasi, il flusso inarrestabile di "L'ora di religione" e "Buongiorno, notte" è intermittente, presenti soprattutto nella scena iniziale e nel finale. Un travolgente Castellitto appare quasi come la reincarnazione di Mastroianni di "8 ½"
CANNES 59 - "Bug", di William Friedkin (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 20/05/2006)
Probabilmente tra gli eventi piu' attesi di questa edizione, il ritorno del geniale regista statunitense. "Bug"e' un'opera sconvolgente, nevrotica e psicotica, che oltre a costruire castelli/set in area, vi ci abita: ma sa essere anche terribilmente borderline senza scivolare definitivamente nella retorica ideologica e politica.
CANNES 59 - I segmenti dell'incomunicabilità (di Simone Emiliani, del 20/05/2006)
Presentati in concorso "Red Road" di Andrea Arnold e "Selon Charlie" di Nicole Garcia. Il primo film inizia a crescere nel momento in cui si libera della sua programmaticità teorica. L'altro appare invece come un esempio corale non pretenzioso ma comunque vuoto e soprattutto impermeabile dove si resta, dall'inizio alla fine, sempre alla stessa distanza.
CANNES 59 - Hamburger-western: Fast Food Nation, di Richard Linklater (Concorso) (di Simone Emiliani, del 19/05/2006)
Tratto dal bestseller di Eric Schlosser e prodotto da Jeremy Thomas, il film di Linklater appare intrappolato in una scrittura che lo rende immobile e statico e si disperde in più vicende parallele che allentano la tensione degli squarci più vicini alle forme del documentario e condiziona uno sguardo che mortifica anche lo spazio della frontiera.
CANNES 59 - ''The Hawk is Dying'', di Julian Golberger (Quinzaine des Réalisateurs) (di Leonardo Lardieri, del 19/05/2006)
Era molto atteso, dopo il grande successo ottenuto al Sundance, il nuovo film scritto e diretto da Julian Golberger (autore di ''Trans'', nel 1999). Dolorosamente il regista non alza mai la macchina al cielo, non segue mai il volo libero, resta a terra, nella terra della provincia americana che sta morendo.
CANNES 59 - Tra l'amore e la morte: "Volver", di Pedro Almodòvar (Concorso) (di Simone Emiliani, del 19/05/2006)
Dentro quest'ultima pellicola del regista spagnolo si avvertono i segni della costruzione melodrammatica che la fanno diventare molto, anche troppo densa ma proprio per questo non divampante come altri film soprattutto nel modo in cui filma il dolore. È come se ci fosse una barriera tra lo sguardo del cineasta e la vita delle sue protagoniste.
CANNES 59 - "Parla con tua madre...". Incontro con Pedro Almodovar (di Leonardo Lardieri, del 19/05/2006)
In Concorso Pedro Almodovar con "Volver" (Ritornare), storia di tre generazioni di donne, intimista ai limiti del fantastico, nella quale il regista catalano lascia sfogare liberamente la sua passione per il mondo femminile. E' gia' un successo in Spagna, che nella prima settimana ha incassato piu' di tre milioni di euro.
CANNES 59 - ''Les amitiés maléfiques'', di Emmanuel Bourdieu (Semaine de la Critique) (di Leonardo Lardieri, del 18/05/2006)
La sezione apre con un film francese dello scenografo di Desplechin. Ma la partenza e' nulla, da rifare. Quando la scrittura da nobile malattia diviene strumento malefico di potere, quando la teoria non trova la pratica e la parola perde i fatti, nasce il compromesso, il canale rigido del controllo o dell'inutilita'.
CANNES 59 - "The Wind that Shakes the Barley", di Ken Loach (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 18/05/2006)
Ken Loach ritorna alla storia del suo ''Regno'' e racconta l'Irlanda degli anni '20 che lotta per l'indipendenza e contro l'esercito inglese. Il vento che solleva pero' non e' una tempesta ma basta per mummificare lo sguardo, ormai immobile per non disperdere quel poco di calore rimasto ancora nel suo cine(ma)tv.
CANNES 59 - "Paris, je t'aime" (Un certain regard) (di Simone Emiliani, del 18/05/2006)
Nella sua diversità, in Paris, je t'aime emergono comunque delle vite vissute, dei frammenti, dei giochi di luce in cui la metropoli sembra mutare e adattarsi a qualunque genere cinematografico. L'operazione ha ovviamente risultati alterni ma l'intento appare mosso da un atto d'amore sincero nei confronti di Parigi
CANNES 59 - "Summer Palace", di Lou Ye (Concorso) (di Simone Emiliani, del 18/05/2006)
Il film del cineasta cinese ha sicuramente una sua dichiarata dimensione politica, ma soprattutto rappresenta una vibrante commistione tra melodramma e musical, intenso nel momento in cui filma le intermittenze del cuore di Yu Hong dove la protagonista (interpretata da una sorprendente Hao Lei) mette in gioco tutta la sua anima e il suo corpo
CANNES 59 - "Hamaca Paraguaya", di Paz Encina (Un Certain Regard) (di Leonardo Lardieri, del 17/05/2006)
Si parla di silenzio, del silenzio del tempo, silenzio verso il quale converge la solitudine, la tristezza : lunga e interminabile ricerca del senso della vita. Tutto questo o niente di tutto questo riguarda il sorprendente esordio al lungometraggio della trentacinquenne paraguaiana Paz Encina.
CANNES 59 - "Il libro mi ha catturato perche' ha i turbamenti familiari di un thriller che non lascia mai lo spettatore...". Incontro con Ron Howard. (di Leonardo Lardieri, del 17/05/2006)
Era al centro di aspre polemiche e richiami al boicottaggio il film tratto dal best seller di Dan Brown. Alla fine, l'evento di apertura del Festival di Cannes, per la verita', non ha suscitato grandi entusiasmi nel pubblico accorso all'anteprima. Qualche timido applauso ed anche qualche fischio.
CANNES 59 - "Il Codice Da Vinci", di Ron Howard (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 17/05/2006)
Dal best-sellers di Dan Brown, uno degli eventi più attesi si rivela come una grande delusione e rappresenta il film meno ispirato di Ron Howard. La visionarietà non è vibrante come in "A Beautiful Mind" ma meccanica, così come gli squarci nel passato ricreati al digitale. Dello sguardo di questo grande cineasta alla fine c'è ben poco
CANNES 59 - Pronti...via ! (di Simone Emiliani, del 17/05/2006)
Grande attesa per la cerimonia d'apertura con il cast di "Il codice Da Vinci". Oggi partono ufficialmente anche la selezione ufficiale e "Un certain regard". Tra le varie curiosità c'è quella che quasi la metà dei film in concorso supera le 2 ore di durata. Intanto un inserto di "Le Monde" dedica una pagina a una conversazione con Nanni Moretti
CANNES 59 - Il codice (di) Rossellini... (di Leonardo Lardieri, del 15/05/2006)
Dal 17 al 28 maggio, la 59a edizione del festival più atteso. Pochi nomi altisonanti, qualche defezione importante dell'ultimo momento, ma un programma come sempre stratificato, coraggioso e promettente. Massiccia la rappresentanza europea in concorso e soprattutto due eventi: il "codice" di Ron Howard e l'amore per Rossellini...
Cerca nel sito

- cinema italiano
- jessica chastain
- Kate Winslet
- film tratti da libri
- casey affleck
- leonardo di caprio
- cannes 2011
- ben affleck
- woody allen
- david fincher
- 3D
- terrence malick
- nanni moretti
- cinema orientale
- Corso Salani
- michael fassbender
- animazione
- festival di roma 2011
- george clooney
- Jafar Panahi
- olivier assayas
- torino 29
- trailer
- cinema indipendente
- cannes 64
- torino film festival 28
- matt damon
- Martin Scorsese
- robert de niro
- serie tv
- ryan gosling
- hbo
- marco bellocchio
- oscar
- natalie portman
- james franco
- horror
- david cronenberg
- brad pitt
- cinema americano
- venezia 68
- Sean Penn
- Johnny Depp
- cinema giapponese
- clint eastwood
- documentario
- joaquin phoenix
- venezia 67
- cinema francese
- steven spielberg
News
- Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
- La Kodak ha dichiarato bancarotta.
- Cruise presentatore degli Academy Awards
- Al Kodak Theatre il 26 febbraio
- Presentazione del Box Cassavetes
- Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
- E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
- Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
- Corso Salani racconta Nichi Vendola
- mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
- Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
- Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
- No Google per i Brangelina
- I figli non posso "googlare" i genitori
- I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
- Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
- La neve blocca Muller
- Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
- Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
- Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
- Omaggio a Ben Gazzara
- Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
- Operazione Paura a Serravezza
- Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
- Doodle Truffaut
- Per gli 80 anni della nascita del cineasta
- MacLaine in "Downton Abbey"
- L'attrice sarà Martha Levinson
- Tributo a Dario Argento
- Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva
- Jim Jarmusch produce un dramedy erotico
- Scritto dall'autore del bestseller Go the Fuck to Sleep
- CUT salta
- annullata la terza lezione
- Joe Carnahan per remake del Giustiziere della notte
- Il regista di A-Team per il cult movie interpretato da Bronson nel '74
- Online la collana DVD Queer Frame
- Prezzo speciale per gli utenti
- Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
- Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow
- Addio a Ben Gazzara
- aveva 81 anni
- Rooney Mara protagonista per Soderbergh
- Al posto di Lively in Side Effects
- Corti d'Argento 2012: 30 titoli italiani selezionati
- I premi del Sngci assegnati il 23 e 24 marzo durante Cortinametraggio
- Dujardin fa scandalo
- Per la locandine de Les infideles
- La nuova Mostra di Venezia 69 (2)
- Biennale College – Cinema e Light Market






