VENEZIA 63

VENEZIA 63 - Storia segreta del cinema russo (di Alessia Cervini, del 11/09/2006)

I film in programmazione di questa retrospettiva, tutti realizzati fra il 1934 e il 1974, sono in effetti l'espressione più autentica, per quanto probabilmente poco conosciuta di un cinema di propaganda che ha fatto propri i dettami autocelebrativi del regime sovietico, senza però rinunciare alla ricerca stilistica e formale.

VENEZIA 63 - "Ana alati tahmol azouhour ila qabriha" (I am the one who brings flowers to her own grave) di Hala Alabdalla, Ammar Al Beik (Orizzonti) (di Carlo Valeri, del 10/09/2006)

Autrice siriana da quasi trent'anni esiliata a Parigi con la famiglia per motivi strettamente politici la Alabdalla, con l'aiuto di Ammar Al Beik, ha messo insieme un diario privato dalla durata di quasi due ore. Un documentario autobiografico in bianconero, in digitale, composto da interviste fatte ai propri famigliari.

VENEZIA 63 - "La rieducazione", di Amanda Flor (Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Denis Malagnino, Daniele Guerrini) - Settimana della Critica (di Sergio Sozzo, del 10/09/2006)

E' la rieducazione: di Marco il protagonista, dei sogni di gloria di un'intera generazione nata 'fuori dal mondo', ma è anche forse la rieducazione del cinema italiano, di quel cinema 'giovane' che ci sembra così lontano ed inutile. Quello dei quattro amici di Roma, costato 500 euro, realizzato in digitale in b/n, è un film da difendere.

VENEZIA 63 - "C'est Gradiva qui vous appelle" di Alain Robbe-Grillet (Orizzonti) (di Erminio Cavalli, del 10/09/2006)

Nell'opera di Alain Robbe-Grillet non si muore mai e non si è mai nati. Il sogno è la liturgica parabola dell'esistere. La sofferenza l'unico piacere emerso che placa il desiderio col dolore, la vita col ricordo, il tempo con lo spazio.

VENEZIA 63 - "Hiena", di Grzegorz Lewandoski (Settimana della Critica) (di Sergio Sozzo, del 10/09/2006)

In questa Twin Peaks polacca le notti sono piene di bizzarri personaggi che vagano nell'ombra, postini, gelatai, ubriaconi, il 'matto del paese', un uomo che si trasforma in Iena che sarebbe il responsabile di un paio di strane morti, e il piccolo Maly che non riesce a dormire perchè aspetta il ritorno del padre dall'aldilà.

VENEZIA 63 - "Ostrov - The Island" di Pavel Lounguine (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 10/09/2006)

Lounguine si confronta con i temi della colpa e della redenzione, della follia e della santità. Lo fa cercando una propria strada. Sceglie di "raggelare" la sua storia, immergendo i corpi in una solitudine artica e perseguendo una sorta di ascetismo dello sguardo

VENEZIA 63 - Le immagini di "Still Life" (del 10/09/2006)

Le prime disponibili del film Leone d'Oro a Venezia 63, arrivato all'ultimo momento "a sorpresa" al Lido, e di cui nessun giornale ha finora mostrato alcuna foto, sito della Mostra compresa!

VENEZIA 63 - Il nostro Leone d'Oro: "Still Life" di Jia Zhang-Ke (del 09/09/2006)

In un'edizione di grandissimo livello, per Sentieri selvaggi non è stato facile tra i tanti meritevoli (De Palma, Verhoeven, Resnais, Johnny To, Kon Satoshi, Cuaron, Estevez, e anche Crialese) scegliere uno solo film per il nostro Leone d'Oro. Da. E alla fine, di un soffio, abbiamo scelto il cinese Jia Zhang-Ke con il suo bellissimo "Still Life"

VENEZIA 63 - „ Il mio Paese" di Daniele Vicari (Orizzonti - Eventi Speciali) (di Tonino De Pace, del 09/09/2006)

Il mio Paese di Daniele Vicari tende a dimostrare come il senso del lavoro in Italia stia, con molte difficoltà mutando, ma soprattutto come appaia definitivamente mutata la riflessione che gli stessi lavoratori hanno delle proprie attività. Emerge un ritratto di un'Italia contraddittoria, ma con qualche speranza.

VENEZIA 63: "Sanxia Haoren" (Still Life), di Jia Zhang-ke (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 09/09/2006)

Il film a sorpresa del Concorso è da amare alla follia. Stupenda stratificazione tra Rossellini ed Herzog, che fa saltare i confini del cinema, li espande come in una visione dall'interno, che già David Lynch ha saputo fare. Dentro/oltre una sincretica riproduzione esistenziale. Il movimento continuo ci salverà.

VENEZIA 63 - "Nuovomondo", di Emanuele Crialese (Concorso) (di Simone Emiliani, del 08/09/2006)

Inattesa conferma del regista di "Respiro" che realizza un film claustrofobico e aereo, con qualche caduta visionaria, ma anche eccessivo, coraggioso, esempio di un cinema che ha il coraggio di rischiare, che ha dentro quella sporcizia, quel sudore fisico simile all'opera di Claire Denis.

VENEZIA 63: "L'arte è un'imitazione della vita e perciò come tale non può dare spiegazioni". Incontro con Manuel De Oliveira. (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2006)

È dal 1956 che il maestro portoghese partecipa al Festival di Venezia e quest'anno lo fa con un omaggio a Luis Bunuel e Jean-Claude Carrière, ritornando sulle tracce dei personaggi di "Belle de Jour". Settanta minuti di cinema che racchiude quasi mezzo secolo, nutrendosi dell'immortalità dell'anima.

VENEZIA 63: "Koorogi" (Crickets), di Aoyama Shinji (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2006)

Il quarantenne regista non sarebbe certo una sorpresa per il pubblico di Cannes, lo è probabilmente per il Lido, dove ha presentato un film "deviato", che certamente non si discosta più di tanto dai suoi precedenti lavori. Chiudere gli occhi poco prima di entrare nel quadro rivoltante e sinistro al di qua, puro e ingenuo al di là.

VENEZIA 63 - "Rèves de poussière", di Laurent Salgues (Giornate degli autori) (di Carlo Valeri, del 08/09/2006)

Il merito principale di Salgues è quello di travalicare il pericoloso documentarismo televisivo che il soggetto della pellicola poteva suggerire, attraverso un linguaggio cinematografico dal respiro ampio, astratto ed epico allo stesso tempo.

VENEZIA 63 - "Mientras Tanto", di Diego Lerman (Giornate degli Autori) (di Sergio Sozzo, del 08/09/2006)

Eva, Violeta e i loro uomini, le loro 'famiglie', le loro 'amicizie' - un collage di storie. Manca una dose minima di spontaneità in un film che si affanna a rincorrere strutture cercando di mostrare di non averne alcuna, per poi sublimare tutto nell'unico finale possibile nell'Argentina post-(diariodel)saccheggio: andarsene via partire da Buenos Aires

VENEZIA 63 - "Svobodnoe plavanie (Galleggiare liberi", di Boris Skhlebnikov (Orizzonti) (di Erminio Cavalli, del 08/09/2006)

Si ha la sensazione vivendo il film che il regista tenti la strada dello sperimentalismo nella costruzione topologica interna alle inquadrature, con un bisogno di esprimere il refrattario alla scena, alla ripresa in quanto tale

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (31/36) (del 08/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

VENEZIA 63 - "Mushishi" di Otomo Katsuhiro (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 08/09/2006)

Otomo dà libero sfogo al suo genio e costruisce una personale cosmogonia, un mondo fantastico prossimo al crollo, cifra visionario di una realtà in crisi. E, nel creare un universo fantastico, ne rievoca uno ormai scomparso, stabilendo una linea di continuità tra il passato e il futuro

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (25/30) (del 08/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

VENEZIA 63 - "Ho avuto paura durante le riprese. Ma è un sentimento che aiuta a trovare cose nuove". Incontro con Emanuele Crialese (di Annarita Guidi, del 08/09/2006)

Il regista di "Respiro" presenta in Concorso a Venezia "Nuovomondo (The golden door)". Accompagnato da tutti i suoi attori, Crialese racconta le suggestioni che hanno ispirato la pellicola, le motivazioni per una nuova visione sulla storia, le intenzioni che hanno guidato le sue scelte

VENEZIA 63 - "Baaz ham sib daari?", di Fezli Bayaram (Fuori Concorso) (di Tonino De Pace, del 08/09/2006)

Baaz ham sib daari? avrebbe potuto costituire una sorpresa, ma il film soffre di un eccessivo meccanicismo e di una assenza di idee che presto gli fa perdere la strada in una visuale che non riesce mai a stringersi.

VENEZIA 63 - "Rob-B-Hood", di Benny Chan (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2006)

Si verifica una magica alchimia con Benny Chan, fantastico ritrattista di danza del corpo e linee scenografiche inimagginabili, perché talvolta asfittiche, anguste, ingombranti. L'anima pulsante di Jackie Chan, trova la sua perfetta dimensione e collocazione, perché venata di tensione e preparazione al vortice.

VENEZIA 63 - "El amarillo", di Sergio Mazza (Settimana della Critica) (di Daniele Dottorini, del 07/09/2006)

Nel film dell'esordiente regista argentino ciò che viene esplorato è anzitutto il respiro, il ritmo di un luogo, un piccolo paese dell'interno dell'Argentina, in apparenza svuotato, quasi disabitato, pregno in realta di presenze che si manifestano a poco a poco, timidamente quasi, ma con la forza e la tenera testardaggine di un'ossessione.

VENEZIA 63 - "Credo che il compito di un'artista sia esprimere la propria visione". Incontro con Kenneth Branagh (di Aldo Spiniello, del 07/09/2006)

Dopo le numerose trasposizioni shakespeariane, Branagh si cimenta con l'opera lirica, portando sugli schermi Il flauto magico di Mozart. Il film viene presentato qui a Venezia fuori concorso e costituisce uno degli avvenimenti più attesi, anche per la cornice d'eccezione.

VENEZIA 63 - "Quei loro incontri", di Jean-Marie Straub, Danièle Huillet (di Daniele Dottorini, del 07/09/2006)

Ritorno sugli stessi luoghi (la campagna toscana), sugli stessi autori (Pavese) e sugli stessi corpi e voci (il gruppo di attori-non-attori che, da Sicilia in poi, abitano le loro inquadrature) in un incontro nel tempo e nello spazio, esempio di cinema sonoro e materiale, straordinario atto di creazione.

VENEZIA 63 - "Taiyang yu (Rain Dogs)" di Ho Yuhang (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 07/09/2006)

Il terzo lungometraggio del malese Ho Yuhang è un film intimista, delicato, che vive di sospensioni e sentimenti impalpabili. Gli ambienti cercano di tracciare una piccola geografia dell’anima. Un film tenero e amaro, che, però, può lasciare una sensazione d’inconsistenza

VENEZIA 63 - "Ruoli intelligenti e feroci al cinema: così la società vede la donna matura". Incontro con Meryl Streep (di Annarita Guidi, del 07/09/2006)

Applausi scroscianti per Meryl Streep e Anne Hathaway, che insieme al regista David Frankel raccontano il making of di "Il diavolo veste Prada", film Fuori Concorso che si è rivelato la sorpresa della Mostra.

VENEZIA 63 - "Belle toujours", di Manoel de Oliveira (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 07/09/2006)

Abbagliante in quei giochi di apparizione/scomparsa fino al necessario confronto tra i due in una delle più belle cene al cinema: seducente, grottesca, cinica. Ed è proprio in questa sorta di 'seduta spiritica' che riappare il fantasma di Buñuel ed è anche qui che il cineasta portoghese mette in atto il suo ennesimo, grandioso, sberleffo

VENEZIA 63 - "Credo nella ripresa dello spirito umano. Ma occorre qualcosa che ci ispiri". Incontro con Emilio Estevez (di Aldo Spiniello, del 07/09/2006)

"Bobby" segna il ritorno come regista di Emilio Estevez. Un film importante, politico, onesto, lucido, un'analisi in controluce dei problemi di una società e di un'epoca. Un evento molto apprezzato da critica e pubblico

VENEZIA 63 - "Nue propriété", di Joachim Lafosse (Concorso) (di Annarita Guidi, del 07/09/2006)

Lafosse sa descrivere le dinamiche familiari primarie, gli istinti. Ma non aggiunge niente al reale, non inventa niente a livello cinematografico e si perde definitivamente tra scelte incoerenti e metafore che neanche si possono più definire tali

VENEZIA 63 - "El cobrador, in God we trust" di Paul Leduc (Orizzonti) (di Erminio Cavalli, del 07/09/2006)

E' messicano il regista di "El cobrador", messicano fin nelle midolla. E si avverte nel calore affettivo con cui tratta il vissuto quotidiano, i volti del sua terra, i suoi colori. Ma tutto l'urlo e il furore del regista Paul Leduc rimane gesto imploso, forma confusa

VENEZIA 63 - "Summer Love" - di Piotr Uklanski (Fuori concorso) (di Erminio Cavalli, del 07/09/2006)

Visionario già dalle prime inquadrature, con volti e corpi quasi innaturali, dal putrescente algido e incandescente del sangue e dello sporco, Ukalsnki non osserva solo il mondo, ama farlo mostrare. E non c'è nulla di male vederlo divertire a disfarsi delle tipiche icone del genere, ridacchiando sulla morte, col tripudio da pochade dei colori.

"Ho sempre voluto raccontare la vita, le sue trasformazioni. E ho sempre pensato che il cinema fosse il mezzo più adatto per esprimerle. Con una decisa consapevolezza: abbandonare il vecchio e affrontare il nuovo". Incontro con Jia Zh ... (di Erminio Cavalli, del 07/09/2006)

Presente con "Dong" anche nella "Sezione Orizzonti" di Venezia, il regista cinese Jia Zhangke è uno degli assi nella manica della densissima e prelibata rassegna di film di quest'anno. E' infatti lui l'autore misterioso del film a sorpresa - un rito oramai divenuto tradizione - in concorso ma tenuto in riservatissimo segreto.

VENEZIA 63 - "INLAND EMPIRE", di David Lynch (Fuori Concorso) (di Massimo Causo, del 07/09/2006)

Forse il film più coercitivo di Lynch, un'opera che esercita davvero il potere interno della visione, la sfida della percezione interiore, il ricatto dell'ombra che pulsa nelle vene e nella testa. Un atto d'amoroso imperio su Laura Dern

Venezia 63 - "Mabei Shang de fating" di Liu Jie (Orizzonti) (di Tonino De Pace, del 07/09/2006)

Mabei shanh de fating è un film racchiuso in una cornice panoramica di rara asprezza, Liu Jie, aderisce con misura e la necessaria umiltà a questa storia, con un filmare che, nella pacificazione della forma e nella solarità della fotografia, non può fare a meno di celare le tensioni che scorrono nervose e sotterranee.

VENEZIA 63: "The Magic Flute", di Kenneth Branagh (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2006)

Il regista inglese, sospende il martirio shakespeariano e si confronta con Mozart e con una delle sue opere più famose. Branagh mostra, ancora una volta, il suo fiato corto, la sua presuntuosa convinzione di saper giocare con i sentimenti e la sua proverbiale capacità di saper annullare il cinema.

VENEZIA 63 - "Devil Wears Prada", di David Frankel (Fuori Concorso) (di Annarita Guidi, del 06/09/2006)

Dalla trasposizione del romanzo re della chick lit il film sorpresa della Mostra. Obiettivo e mitizzante, di ritmo serrato, il film di Frankel tocca la commedia nera e immortala icone umane e urbane; la sceneggiatura e le interpretazioni, senza mai una caduta, legano lo spettatore senza che se ne accorga

VENEZIA 63: "E' la storia di un mistero, il mistero di un mondo all'interno di altri mondi che si svela intorno a una donna... una donna innamorata è in pericolo!". Incontro con David Lynch. (di Leonardo Lardieri, del 06/09/2006)

La Mostra di Venezia omaggia il regista con il premio alla carriera e proiettando nella sezione Fuori Concorso la sua ultima pellicola: "INLAND EMPIRE". Film interamente girato in digitale dalle atmosfere che richiamano "Twin Peaks", come una visione dall'interno, come un quadro che si "squadra" e ci espande.

VENEZIA 63 - "Bobby (work in progress)" di Emilio Estevez (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 06/09/2006)

Emilio Estevez convince. Il suo "Bobby" è un solido film politico, premiato dalla scelta di guardare alla Storia da una prospettiva tangenziale. Il privato viene invaso dalla sfera del politico. E attraverso vite, speranze, frustrazioni quotidiane si legge il clima di un'epoca e problemi di una società

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (19/24) (del 06/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

VENEZIA 63 - "Exiled", di Johnnie To (Concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2006)

Opera di riflessi e angolazioni ma anche dolente western e struggente film sulla fuga e l'esilio dove i protagonisti appaiono come moderni cavalieri erranti. To si conferma oggi come uno dei più grandi cineasti di Hong Kong e nel suo cinema si respira azione pura che in "Exiled" riesce a toccare vette estreme.

VENEZIA 63 - "Tachiguishi retsuden" di Oshii Mamoru (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 06/09/2006)

Nuova geniale provocazione del maestro dell'animazione nipponica. A due anni da "Ghost in the Shell 2", Oshii torna con un film "rivoluzionario" nella tecnica e nei contenuti. Una sfida all'omologazione, al conformismo, alla perdita d'identità di un intero Paese

VENEZIA 63 - "Euphoria", di Ivan Vyrypaev (di Federico Chiacchiari, del 06/09/2006)

Elegiaco, sontuoso, "volatile", a tratti persino barocco, il film sembra galleggiare sullo schermo, sembra fare a cazzotti con il passato, volteggiando, presuntuoso e leggero, sulle ali di una gioia assoluta, una ebbrezza incontrollabile, che è quella che provano i due giovani protagonisti in preda a una ingenua e travolgente passione amorosa

VENEZIA 63 - "Tachiguishi retsuden" di Oshii Mamoru (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 06/09/2006)

Nuova geniale provocazione del maestro dell'animazione nipponica. A due anni da "Ghost in the Shell 2", Oshii torna con un film "rivoluzionario" nella tecnica e nei contenuti. Una sfida all'omologazione, al conformismo e alla perdita di identità di un Paese sottoposto a modernizzazione forzata

VENEZIA 63 - "Il mio è un cinema che vive del rapporto con la sala. Il film non si svolge sullo schermo, ma tra il pubblico." - Incontro con Ivan Vrypaev (di Tonino De Pace, del 06/09/2006)

Ivan Vrypaev, regista e autore di Ejforija nella sezione principale, è un nome sconosciuto e il suo film ha diviso il Lido. La sua attività teatrale sembra riversarsi con naturalezza nel cinema che affronta puntando ad una stretta collaborazione tra autore e pubblico.

VENEZIA 63 - "Sur la trace d'Igor Rizzi", di Noel Mitrani (Settimana della Critica) (di Sergio Sozzo, del 06/09/2006)

Noel Mitrani sembra fare un film con le parti scartate di un altro, che non vedremo mai - con tutti quei momenti rimasti fuori da un'altra storia, perchè di solito dimenticati dal cinema: i tempi morti, le tracce che restano al passaggio di queste storie, di queste vite, di questi uomini e dei segni che rimangono delle loro esistenze sulla terra

Venezia 63 - "L'ètoile du soldat", di Christoffe de Pontilly (Giornate degli autori) (di Carlo Valeri, del 06/09/2006)

Nonostante le onorevoli intenzioni la pellicola del cineasta francese non riesce a emozionare. Il problema sta soprattutto nella scarsa fiducia che de Pontilly mostra nei confronti delle immagini. Per quanto paradossale, visto l'esperienza da documentarista del proprio autore, è la scrittura drammaturgica a inchiodare l'apparato visivo, e non viceversa

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (13/18) (del 06/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

VENEZIA 63 - "Il mio è un omaggio alle attrici, ma anche un film politico, sul tema delle utopie". Incontro con Barbara Albert (di Aldo Spiniello, del 05/09/2006)

La regista austriaca presenta in concorso il suo ultimo lavoro, "Fallen". Ritratto lucido e sentito di cinque donne che devono fare i conti con il proprio passato, la giovinezza in declino, e che cercano di dare un nuovo senso agli ideali di un tempo.

VENEZIA 63 - "La stella che non c'è", di Gianni Amelio (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2006)

E' pieno di buonavolontà il cinema di Amelio, che si sforza di uscire fuori dalle pastoie di certo cinema italiano tutto dialoghi e trenta-quarantenni con le loro crisi sentimentali. Amelio guarda oltre, cerca vie di fuga, prova ad attraversare territori sconosciuti, con la volontà, appunto di carpirne il senso e tuttavia smarrendolo inesorabilmente

Venezia 63 - "L'intouchable" di Benoît Jacquot (Concorso) (di Tonino De Pace, del 05/09/2006)

L'intouchable è il film che Benoît Jacquot presenta nel concorso veneziano. Stilisticamente diviso in due parti, il film soffre, nella sua prima parte, di alcune consuetudini del cinema francese, aprendosi, nella seconda, ad uno occhio laico sulla realtà indiana nella quale è ambientato, riuscendo a misurare la distanza di questo distacco.

VENEZIA 63 - "The Wicker Man", di Neil Labute (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 05/09/2006)

Remake di un film del 1973 senza sangue e senz'anima, pienamente in linea con l'inespressività di Nicolas Cage che conferma Labute come uno dei più grossi abbagli critici di questi anni. Alla fine però anche questo film ha la sua utilità: fa venire voglia di recuperare l'originale per dimenticarsi al più presto possibile di questo

VENEZIA 63 - "Per la prima volta mi sono immedesimato nello sguardo del personaggio". Incontro con Gianni Amelio (di Annarita Guidi, del 05/09/2006)

Presentato questa mattina "La stella che non c'è", l'ultimo film di Gianni Amelio in Concorso al Festival. Il regista racconta le nuove profondità del suo sguardo insieme ai protagonisti Sergio Castellitto e Tai Ling

VENEZIA 63 - "Roma ea la n'touma", di Tariq Teguia (Orizzonti) (di Giuseppe Gariazzo, del 05/09/2006)

Teguia porta nel suo lungometraggio d'esordio il suo sguardo sospeso, sperimentale, errante che già definiva i suoi corti originali, che cattura istanti di spazio (una strada, i lampioni, i bordi...) nella confusione cromatica della notte e del giorno e che si definisce nelle inquadrature espanse e Nouvelle Vague

VENEZIA 63 - "Opera Jawa", di Garin Nugroho (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2006)

Sguardo ossimoro in statuario divenire: ogni inquadratura dell'autore indonesiano svela temporalità diverse. Rarefazione e pressione del tempo, tensione fra le immagini che fissano l'unicità dell'esistenza e lo scorrere delle stagioni. Forse è il film più politico dell'autore, che amiamo sempre più.

VENEZIA 63 - "Egytleneim" di Gyula Nemes (La settimana della critica) (di Erminio Cavalli, del 05/09/2006)

Mentre Gyula corre per le strade, Nemes inciampa, si fa male. Anche a costo di sembrare più bello e di rendere lo sporco dei quartieri maldestro, irrespirabile. E per questo più autentico, spietato

VENEZIA 63 - Suely in the sky (Suely in cielo) di Karim Ainouz (Orizzonti) (di Carlo Valeri, del 05/09/2006)

Ainouz sfrutta con abilità il carisma e la bravura dell'interprete Hermilla Guedes e sin dai primi minuti le piazza addosso la macchina da presa, nel tentativo (riuscito peraltro) di disegnare un ritratto prevalentemente fisico del personaggio.

VENEZIA 63 - "I Don't Want To Sleep Alone", di Tsai Ming-Liang (Concorso) (di Massimo Causo, del 05/09/2006)

Senza che i suoi protagonisti dicano mai una parola, Tsai Ming-Liang riesce a raccontare la storia di due corpi in cerca d'amore a Kuala Lampur: un giovane che giace in stato vegetativo in un appartamento, e uno straniero vagabondo

VENEZIA 63 - "Dong" (Oriente), di Jia Zhangke" (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2006)

Il cinema è un fiume che bagna gli occhi, in un continuo fluire, senza ritorno. Sembra di restare fermi ma in realtà si è sempre in bilico, vibrando tra l'astratto e il materico, viaggiando tra i terminali del visionario quotidiano e dell'ordinario onirico. È il cinema a sognarci, l'anima è visibile. Sublime Zhangke...

VENEZIA 63 - "The Fountain", di Darren Aronofsky (Concorso) (di Annarita Guidi, del 04/09/2006)

Bolle di vetro da souvenir. Punti di sutura naif tra pretenziosi salti temporali. Tentati quadri che non interessano. Forse non abbiamo capito. Forse Aronofsky voleva una elegia dell'immaginario kitsch

VENEZIA 63 - "A Guide to Recognizing Your Saints", di Dito Montiel (Settimana della critica) (di Annarita Guidi, del 04/09/2006)

Poca America e molta Europa in questa famiglia di una New York anni Ottanta e malinconica. Ma l'America e il suo cinema sono là, e oltre gli omaggi c'è un modo originale e convincente, intimo e realista, di affrontare e rappresentare la realtà, la memoria, il ricordo.

VENEZIA 63 - "Fallen" di Barbara Albert (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 04/09/2006)

E' molto interessante l'ultimo film della regista austriaca. Un quadro generazionale, una riflessione sulla giovinezza perduta, che rifugge da un tono eccessivamente nostalgico e patetico, ma che si rivela di estrema lucidità e concretezza. Grazie soprattutto a soluzioni narrative efficaci e a bravissime attrici

VENEZIA 63 - "Come l'ombra", di Marina Spada (Giornate degli Autori) (di Sergio Sozzo, del 04/09/2006)

Marina Spada - che ha iniziato a lavorare nel cinema come assistente alla regia di Massimo Troisi - sembra rispettare e tenere molto al desiderio di solitudine e riservatezza del suo personaggio protagonista, si muove sempre in punta di piedi in queste scene intime, attenta a non invadere lo spazio di Claudia, donna sola all'inizio e alla fine del film

VENEZIA 63 - "La noche de los girasoles" di Jorge Sanchez Cabezudo (La settimana degli autori) (di Erminio Cavalli, del 04/09/2006)

Per la sezione "La settimana degli autori" spunta così tra le piccole perle un vero capolavoro, per un'opera prima che farà parlare di sé. Almeno lo si spera. Una trama di semplice fattura che stordisce ogni prevedibile attesa. Per chi ha amato il Ridley di "Riflessi sulla pelle" e ancor più per chi si alimenta di storie alla Chabrol

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (7/12) (del 04/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

VENEZIA 63 - Il programma del 9 settembre (del 04/09/2006)

OSTROV (THE ISLAND) di Pavel Loungine, EVA RESTE AU PLACARD LES NUITS DE PLEINE LUNE di Alex Stockman, SIMANEI DERECH (ROAD MARKS) di Shimon Shai, ADULTS ONLY di Yeo Joon Han

VENEZIA 63 - il programma dell' 8 settembre (del 04/09/2006)

SVOBODNOE PLAVANIE (FREE FLOATING) di Boris Khlebnikov, KOOROGI (CRICKETS) di Aoyama Shinji, BELLE TOUJOURS di Manoel de Oliveira, NUOVOMONDO (GOLDEN DOOR) di Emanuele Crialese, MUSHISHI (BUGMASTER) di Ötomo Katsuhiro

VENEZIA 63 - Il programma del 7 settembre (del 04/09/2006)

MABEI SHANG DE FATING (COURTHOUSE ON THE HORSEBACK) di Liu Jie, QUEI LORO INCONTRI di Jean-Marie Straub, Danièle Huillet, DEVIL WEARS PRADA di David Frankel, NUE PROPRIÉTÉ di Joachim Lafosse,

VENEZIA 63 - Il programma del 6 settembre (del 04/09/2006)

TACHIGUISHI RETSUDEN (THE AMAZING LIVES OF THE FAST FOOD GRIFTERS) di Oshii Mamoru, EJFORIJA (EUPHORIA) di Ivan Vyrypaev, INLAND EMPIRE di David Lynch, FANGZHU (EXILED) di Johnnie To,

VENEZIA 63 - Il programma del 5 settembre (del 04/09/2006)

DONG di Jia Zhangke, L'INTOUCHABLE di Benoît Jacquot, LA STELLA CHE NON C'E' di Gianni Amelio, BOBBY (work in progress) di Emilio Estevez, SAKEBI (RETRIBUTION) di Kurosawa Kiyoshi

VENEZIA 63 - I film di oggi 4 settembre (del 04/09/2006)

Oggi si vedono NON PRENDERE IMPEGNI STASERA di Gianluca Maria Tavarelli, I DON'T WANT TO SLEEP ALONE di Tsai Ming-Liang, THE FOUNTAIN di Darren Aronofsky, FALLEN (FALLING) di Barbara Albert, GEDO SENKI (TALES FROM EARTHSEA) di Miyazaki Goro

VENEZIA 63 - Immagini rubate... (1/6) (del 04/09/2006)

Anche quest'anno vi regaliamo le immagini catturate, più o meno abusivamente, dal Lido di Venezia. Foto di lettori e collaboratori, ovviamente. Invitiamo i lettori presenti alla Mostra del Cinema di mandarci le proprie immagini, dai cellulari o macchinette digitali a info@sentieriselvaggi.it.

Venezia 63 - Penso che il cinema sia soprattutto il volto e la faccia di Lee Kang-Sheng è la mia vera sperimentazione. - Incontro con Tsai Ming-Liang (di Tonino De Pace, del 04/09/2006)

Il regista di I don't Want Sleep Alone torna in Malesia per girare il suo nuovo film dichiarando esplicitamente il suo intenso rapporto artistico con il suo attore feticcio Lee Kang-Sheng qui in un doppio ruolo anche per esprimere la disperazione dell'immigrazione.

VENEZIA 63 - "WWW - What a Wonderful World", di Faouzi Bensaïdi (Giornate degli Autori) (di Giuseppe Gariazzo, del 04/09/2006)

Secondo lungometraggio del regista marocchino Faouzi Bensaïdi, è un film sorprendente, che spinge il cinema arabo verso spazi del futuro con la memoria del presente e del passato. E WWW porta la sua ricerca ancora più lontano, facendo esplodere gli spazi, smuovendoli, penetrandoli, come i motociclisti sulla spiaggia nella sequenza d'apertura.

VENEZIA 63 - "Passato-presente-futuro è l'immagine che attraversa le mie storie, i mie personaggi, la mia idea di cinema". Incontro con Kurosawa Kiyoshi. (di Erminio Cavalli, del 04/09/2006)

Il suo attesissimo horror "Sakebi (Retribution)" - storia di un detective perseguitato da una donna fantasma in rosso, di cui pensa essere il suo stesso killer - prosegue così gli stilemi di un genere, che il regista ben conosce e che stavolta arricchisce con maggiori elementi visionari e con tracce più riflessive sul suo cinema.

VENEZIA 63 - "Se il mio The Queen avrà successo questo dipenderà dal suo contenuto fortemente umano e soprattutto non politico". Incontro con Stephen Frears (di Erminio Cavalli, del 04/09/2006)

Non importa per Stephen Frears se Dio salverà o meno la regina. Per l'Inghilterra e il suo popolo esiste da sempre. Nel gene, nella vita di ogni giorno. Assieme all'eccellente interprete del personaggio protagonista Helen Mirren, Frears risponde alle domande in sala conferenze. Dopo una "prima" a Venezia attesa con curiosa e diffusa partecipazione.

VENEZIA 63 - "Non prendere impegni stasera", di Gianluca Maria Tavarelli (Orizzonti) (di Simone Emiliani, del 04/09/2006)

La sensazione fastidiosa dell'opera di Tavarelli è quella di incompiutezza, forse perché il regista ha tentato una strada più ambiziosa. L'isolamento, la disperazione dei personaggi emergono a fatica, condizionati anche da una scrittura che fa sentire pesantemente le sue tracce. Soltanto in rari momenti riemerge la vena migliore del cineasta torinese

VENEZIA 63 - "Ma io ho molta speranza in un'evoluzione del genere umano". Incontro con Alfonso Cuarón (di Annarita Guidi, del 04/09/2006)

Nel mondo del 2027 non nascono più bambini e gli immigrati clandestini vengono deportati in massa. Alfonso Cuarón presenta in Concorso Children of men (dal romanzo di P.D. James) tra realismo, documento e fantascienza.

VENEZIA 63 - Urla strazianti dal passato e dal futuro: "Retribution" di Kiyoshi Kurosawa (Fuori Concorso) e "Children of Men" di Alfonso Cuaron (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 03/09/2006)

In gioco è il tempo, ovvero la vita. Il passato, il futuro. Di cosa siamo fatti, di quali incubi siamo capaci, cosa dimentichiamo e cosa diventeremo? Dai tremori continui di "Retribution", film-terremoto, si esce agghiacciati e spaventati. Mentre Cuaron vede con "nero ottimismo" il futuro dell'umanità, oltre la "fine del mondo".

VENEZIA 63 - "Le pressentiment", di Jean Pierre Darroussin (Settimana della Critica) (di Tonino De Pace, del 03/09/2006)

"Le pressentiment" è un film sulla crisi esistenziale di un uomo alle soglie dei 50 anni che ha deciso di non appartenere più al suo ambiente sociale perché stanco delle convenzioni correnti. Con uno stile secco e un impianto da commedia sociale, il film sconcerta per la capacità di arrivare dritto al cuore del pubblico.

VENEZIA 63 - "Private Fears in Public Places " di Alain Resnais (Concorso) (di Grazia Paganelli, del 03/09/2006)

In Resnais il cinema si mette in gioco e rinasce modellando la realtà. Così la neve, filo sottile che penetra idealmente nelle case, sembra dare luce e direzione ai pensieri ma poi cade sulle mani che si accarezzano di Charlotte e Lionel, attimo che soddisfa l'attesa e si illumina di nuovi possibilità che si moltiplicano in questo film morbido e gentile

VENEZIA 63 - "Paprika" di Kon Satoshi (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 03/09/2006)

Il film straripa ad ogni istante dalla razionalità e linearità narrativa, per presentarsi come un accumulo di sogni e incubi. Kon ci parla di libertà e dominio, scienza e limiti. Ma soprattutto ci mostra che il sogno, come il cinema, è il campo di battaglia di pulsioni, desideri, sentimenti, passioni

VENEZIA 63 - "Yi Nian Zhichu" (Do Over), di Cheng Yu-chieh (Settimana della Critica) (di Leonardo Lardieri, del 03/09/2006)

Leggero, contorto e poetico volo di farfalla, sospeso tra il senso del reale e il senso del possibile. Il giovane regista taiwanese, al suo primo lungometraggio, incanta e sorprende: spazio che manca e fragilita' di un cinema desiderato in ogni istante, che blocca il traffico per girare l'ultima scena e compenetra il sogno di una vita.

VENEZIA 63 - "Per l'uomo è difficile accettare che la felicità sia una creazione della fantasia". Incontro con Alain Resnais. (di Leonardo Lardieri, del 03/09/2006)

Una volta ha definito i personaggi dei suoi film come marionette, prigionieri nel teatro di Guignol, ma un Guignol tragico. Alain Resnais ritorna in concorso a Venezia con "Private Fears in Public Places" (Coeurs), trasposizione dell'opera teatrale di Alan Ayckbourn.

VENEZIA 63 - "Yeyan (The Banquet)", di Feng Xiaogang (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 03/09/2006)

Diretto da uno dei registi cinesi più popolari che sbanca spesso al box-office, "Yeyan" è un giocattolone spettacolare che segue la struttura del 'wuxiapian', magari ogni tanto subordinato a un decorativismo che ne rallenta la naturale istintività, ma con dentro vampate di fuoco che fuoriescono dalla sua struttura classicista.

VENEZIA 63 - I film di oggi 3 settembre (del 03/09/2006)

GEDO SENKI (TALES FROM EARTHSEA) di Miyazaki Goro, CHILDREN OF MEN di Alfonso Cuarón, SAKEBI (RETRIBUTION) di Kurosawa Kiyoshi, PAPRIKA di Kon Satoshi, YEYAN (THE BANQUET) di Feng Xiaogang, WWW, WHAT A WONDERFUL WORLD di Faouzi Bensaïdi

VENEZIA 63 -"The Queen", di Stephen Frears (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 02/09/2006)

Frears gioca sui contrasti e trova i suoi momenti migliori nel gioco tra rappresentazione e materiali di repertorio, nei dialoghi imbarazzati tra Blair e la Regina e in quello splendore decadente di una donna che ha vissuto la storia ma la vede dissolversi sotto gli occhi, immobilizzata da una tradizione che oggi appare quasi una vocazione al suicidio

VENEZIA 63 - "Quelques jours en septembre", di Santiago Amigorena (Fuori Concorso) (di Erminio Cavalli, del 02/09/2006)

"Quelques jours en septembre" crede poco in se stesso. E questo il suo unico vero errore, la sua serenissima condanna. E per lo sceneggiatore Santiago Amigorena un esordio alla regia in chiaroscuro.

VENEZIA 63 - "Farval Falkenberg (Farewell Falkenberg)", di Jesper Ganslandt (Giornate degli autori) (di Carlo Valeri, del 02/09/2006)

"Farval Falkenberg" è, prima di tutto, una stranissima commistione tra la rappresentazione autobiografica e il racconto poetico-generazionale dove i ricordi e i sapori di un luogo vengono a confondersi con l'improvvisazione riuscendo a raggiungere intensità ed equilibrio.

VENEZIA 63 - "Volevo solo raccontare il cuore di tanta gente per bene americana. Il grande cuore di queste persone, che sacrificano la loro vita per altri.", incontro con Oliver Stone (di Erminio Cavalli, del 02/09/2006)

Oliver Stone è a tutt'oggi il vero caso ancora aperto. Per la prima mondiale del suo World Trade Center a Venezia il regista americano finalmente torna a far discutere. Con la sua onesta anarchia di sempre. Figura che sfugge, lontana mille miglia da qualunque stereotipo ideologico.

VENEZIA 63 - "Azul Oscuro Casi Negro", di Daniel Sànchez Arévalo (Giornate degli Autori) (di Sergio Sozzo, del 02/09/2006)

Pare esserci una nuova tendenza anche nel cosiddetto "giovane" cinema spagnolo. Sembra che anche loro abbiano queste commedie di formazione adolescenziale scaltre, disinibite e simpatiche

VENEZIA 63 - "Sept Ans", di Jean-Pascal Hattu (Giornate degli Autori) (di Sergio Sozzo, del 02/09/2006)

Storia di contatti mancati e mancanti, il film sembra avere a che vedere con la fallacità e l'inganno che i sensi del nostro corpo operano sulla nostra mente. Di nuovo echi di Kieslowski dunque in un film dall'apparato visivo non proprio esaltante ma dalle implicazioni "teoriche" quantomeno affascinanti

VENEZIA 63 - "Heimat - Fragmente" di Edgar Reitz (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 02/09/2006)

Il nuovo film di Reitz è un gioco metacinematografico, in cui i frammenti della saga di Heimat, si trasformano in ricordi, altari, monumenti alla memoria al cinema. E' una riflessione sul Tempo, in cui il presente diventa semplice tensione tra passato e futuro, ma anche un tenero omaggio ai personaggi e alla loro giovinezza

VENEZIA 63 - "Para entrar a vivir" di Jaume Balagueró (Fuori Concorso) (di Tonino De Pace, del 02/09/2006)

Balagueró gioca con ogni elemento disponibile del repertorio dell'horror, mantenendo il filo teso della storia, con convincente intensità nel catturare l'interesse dello spettatore; l'idea non è nuova ma gli va dato atto di avere impresso un proprio originale marchio

"Daratt (Dry Season)", di Mahamat-Saleh Haroun (Concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 02/09/2006)

Haroun appartiene alla nuova generazione di cineasti africani. E lui e il mauritano Abderrahmane Sissako (qui produttore) sono gli sguardi, le voci, il pensiero più appassionato e riflessivo che sta dando al cinema africano una forte, necessaria identità, come da tempo non accadeva.

VENEZIA 63 - "The Hottest State", di Ethan Hawke (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 02/09/2006)

Il cinema di Ethan Hawke sorprende non per la sua carica di immedesimazione, ma probabilmente per la contraria forza di espulsione che ci fa ritornare sui passi già percorsi, senza aver più paura di essere assorbiti anche solo per un attimo. È un salto non troppo alto, ma quotidiano e naturale che i corpi non smetteranno mai di provare.

VENEZIA 63 - "Non ho voluto raccontare del passato per riferirmi al presente, ho voluto raccontare una storia in cui emergono i tratti della crudeltà che domina l'essere umano." Incontro con Paul Verhoeven (di Tonino De Pace, del 02/09/2006)

Il ritorno di Paul Verhoeven in Europa è segnato da "Zwartboek" un film in cui il regista olandese abbandona gli effetti speciali per dedicarsi interamente alla storia e ai suoi personaggi. Questo percorso desta curiosità e le sue risposte servono a chiarire ogni eventuale dubbio

VENEZIA 63 - "Zwartboek (Black Book)", di Paul Verhoeven (di Simone Emiliani, del 02/09/2006)

Apparentemente un film bellico con dentro però il respiro e i colori di un torbido noir, potente macchina spettacolare ma anche opera sensuale e disperata, con potenti echi fassbinderiani. Un grande ritorno, autentico e sentito, questo del regista olandese a sei anni di distanza dal suo ultimo film, "L'uomo senza ombra"

VENEZIA 63 - I film di oggi 2 settembre (del 02/09/2006)

HEIMAT - FRAGMENTE di Edgar Reitz, THE HOTTEST STATE di Ethan Hawke, THE QUEEN di Stephen Frears, PRIVATE FEARS IN PUBLIC PLACES di Alain Resnais

VENEZIA 63 - "Non ci sono scuole nel cinema. Io esprimo ciò che vedo" Incontro con Apichatpong Weerasethakul (di Aldo Spiniello, del 01/09/2006)

ll regista thailandese presenta in concorso "Sang sattawat", un film sulla trasformazione e il cambiamento. Ci parla del suo ultimo lavoro, che, tra l'altro, prende parte al progetto viennese "New Hope".
 

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