“Drive Angry 3D”, di Patrick Lussier


Come ci ha mostrato il magnifico The Ward, è lo sguardo della Heard a svelarci i demoni che attraversano il cinema. Demoni come Nicolas Cage. A preannunciare la sua natura spettrale era stato già Silberling, ma se allora Seth/Cage desiderava ancora un corpo e un posto nel cinema, il Milton di Drive Angry è l’angelo caduto che si cela nella trasparenza della sua immagine e attraversa i mondi del cinema senza appartenere a nessuno di essi

drive angry 3d amber heard nicolas cageSecondo Patrick Lussier, cresciuto nella scuderia di Wes Craven e già iniziato al cinema in tre dimensioni (è sua la regia di San Valentino di Sangue), la stereoscopia non è solo un tentativo di rivisitare il glorioso e più che collaudato trinomio, dal quale la coppia Lussier-Farmer intelligentemente non ha alcuna intenzione di deviare, formato da motori, erotismo e tanto, tantissimo sangue. Una formula sicuramente abusata, ma sempre efficace nei sui irresistibili eccessi, come nel caso dell’esaltante amplesso-sparatoria rigorosamente in slow-motion e con tanto di bottiglia di Jack Daniels tenuta saldamente nella mano libera dalla pistola, o il corpo (nudo) a corpo (vestito) tutto al femminile che fa mostra della voluttà del gancio di Amber Heard. In Drive Angry, il 3D è il dispositivo capace di mettere in comunicazione due mondi, il passato e il presente si incontrano in un nuovo tempo, quello della vendetta, ma soprattutto è la chiave in grado di aprire le porte dell’inferno e dunque liberare i demoni che lo abitano: John Milton evade dalla prigione della dannazione eterna per dare la caccia ad un tanto luciferino quanto grottesco Billy Burke, l’autoeletto messia degli adoratori di Satana che non solo ha decapitato la figlia di Milton, a sua volta decapitatrice della virilità del suo aguzzino, ma è anche deciso a immolare la nipotina del protagonista per scatenare l’inferno sulla Terra. Non è certo un caso trovare nel ruolo di comprimaria la Kristen di The Ward. Come ci ha mostrato il magnifico film di Carpenter, è per mezzo dello sguardo di Amber Heard che si attua lo svelamento dei demoni che attraversano il cinema. Demoni come Nicolas Cage, che di film in film va sempre di più perdendo la sua carne. A preannunciare la natura spettrale di Cage era stato già Brad Silberling in City of Angels. Ma se allora Seth/Cage desiderava ancora ritrovare un corpo e un posto nel cinema, il John Milton di Drive Angry, proprio come il Johnny Blaze di Ghost Rider, è l’angelo caduto che si cela nella trasparenza della sua immagine e che, perennemente on the road, ha scelto di attraversare i mondi del cinema, qui a bordo di un fiammante campionario di automobili vintage, senza appartenere veramente a nessuno di essi. Per questo il Contabile/William Fichtner, nella sua folle ed esilarante fissità, impara fin dall’inizio che è inutile braccare l’evaso - l’imprendibilità di Nicolas Cage ha già traghettato John Milton in un altro mondo, in un’altra storia - e, mentre insieme a noi si gusta le sue pirotecniche acrobazie, non può fare altro che attenderlo alla fine della corsa, sapendo bene che il ritorno di Milton all’inferno è solo la promessa di una nuova, inevitabile fuga.
 
 
  
Titolo originale: id.
Regia: Patrick Lussier
Interpreti: Nicolas Cage, Amber Heard, William Fichtner, David Morse, Charlotte Ross, Katy Mixon
Distribuzione: Warner Bros
Durata: 104' 
Origine: USA, 2011
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa