"Il primo incarico", di Giorgia Cecere
Un gran bel film quello di Giorgia Cecere, di terra e d'aria, fisico e decadente, che fa sentire il cuore della Puglia come Winspeare e Rubini e, grazie anche alla bravura della Ragonese, realizza uno dei recenti migliori ritratti femminili senza andare mai sopra le righe o correre il rischio di essere compiaciuta
Si sente la polvere della terra in Il primo incarico. Proprio come in uno dei più bei film di Placido regista, Del perduto amore che, coincidenza, aveva come protagonista una maestra negli anni '50. Lì però prendeva forma il rosso fuoco della politica, il binomio passione-morte. Qui invece c'è lo spazio dell'attesa con la protagonista Nena sospesa tra passato e presente. Il primo incarico mette a fuoco il vuoto che la ragazza ha di fronte. Anche quando si trova vicino ad altri personaggi, sembra che non ci sia nulla davanti a lei. Questo forse avviene perché la regista Giorgia Cecere (già assistente per Amelio e sceneggiatrice per Winspeare in Sangue vivo e Il miracolo) segue soprattutto le traiettorie di Isabella Ragonese a contatto con lo spazio e gli altri corpi. L'attrice ormai ha una maturità tale da essere capace di trainare un film quasi come sguardo soggettivo, con il paesino della Puglia che viene visto come filtrato attraverso i suoi occhi. C'è un corpo assente pur nella sua continua presenza e questo si può vedere, per esempio, nella scena della cena dove nessuno parla. Ma anche perché Il primo incarico riesce a mostrare una ribellione non fatta di scene madri ma di piccoli accumuli, di sguardi contrari, di negazioni (il momento in cui Nena chiede all'uomo che poi diventerà suo marito di non sedersi sul letto, come se avesse violato quel suo spazio intimo).
Non solo la terra, ma anche l'aria. La festa col ballo, la passeggiata con gli alunni nei boschi mostra come Il primo incarico abbia insieme la voglia e la necessità di respirare, di far avventire i rumori dello spazio circostante, ma al tempo stesso di recuperare la propria passionalità attraverso un desiderio che è così sfuggente che rischia di trasformarsi in memoria. Ed è così che il film è insieme decadente e fisico, le immagini con la famiglia e l'uomo che ama appaiono subito lontane anche se Nena le sta vivendo in quell'istante, come quei 'sogni perduti' dello straordinario Il compleanno di Filiberti.
Nelle lezioni in classe c'è invece quella consistenza quasi materica di Zhang Yimou. La maestra di Il primo incarico come quella di Non uno di meno: tracce della stessa tensione come quella di un alunno che, anche se brevemente, scompare e quel paesaggio così ripetitivo muta per un attimo in qualcos'altro.
Un gran bel film quello di Giorgia Cecere, che fa sentire il cuore della Puglia come Winspeare e Rubini e, grazie anche alla bravura della Ragonese, realizza uno dei recenti migliori ritratti femminili che non va mai sopra le righe e che non corre il rischio di essere compiaciuto.
Regia: Giorgia Cecere
Interpreti: Isabella Ragonese, Francesco Chiarello, Alberto Boll, Miriana Protopapa, Rita Schirinzi, Bianca Maria Stea Lindholm
Distribuzione: Teodora e Spazio Cinema
Durata: 90'
Origine: Italia, 2010
-
Grazie.Ho letto e penso di aver compreso il tema del Film.
Inviato da Ernesto il 08/05/2011 -
http://www.sentieriselvaggi.it/2/41482/Il_primo_incarico.htm di solito le mettono qui, le trame
Inviato da Danilo il 08/05/2011 -
So molto bene che nella Famiglia di "Sentieri Selvaggi" cosa succede nel film,nel senso degli avvenimenti(detto in gergo desueto:la Trama del Film)non interessa o non ha senso parlarne.In quanto il cinema è"Altra cosa".Ma per i vecchi patiti del cinema ,vecchio stile, a cui i fatti che si susseguono nel film interessano,cosa succede e che fa nel Primo Incarico la brava Isabella Aragonese?
Inviato da Ernesto il 07/05/2011
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