"The Core", di Jon Amiel
Le forme sospese tra il fantascientifico e il catastrofico si combinano così con la razionalità precisa di uno script in cui ogni azione è sottolineata da una verbosità ridondante su fenomeni geologici e fisici e dove le azioni, le emozioni dei personaggi restano sempre in secondo piano

Acquista una dimensione fortemente "scientifica" The Core di Amiel, in cui la sceneggiatura di Cooper Layne e John Rogers tende ad anticipare con una scrittura specifica ciò che sta per avvenire sulla terra: il nucleo che ha smesso di girare, il deterioramento dei campi elettromagnetici del pianeta, il sistema di distruzione chiamato Destino. Le forme sospese tra il fantascientifico e il catastrofico si combinano così con la razionalità precisa di uno script in cui ogni azione è sottolineata da una verbosità ridondante su fenomeni geologici e fisici e dove le azioni, le emozioni dei personaggi - tra cui quelle del geofisico Josh Keyes, dell'astronauta Rebecca Childs, del capitano Robert Iverson, del dr. Zimsky - restano sempre in secondo piano. Governo, scienziati, astronauti e umani sembrano solo tra i tanti elementi del set, continuamente manipolato da metamorfosi nelle varie parti della terra. Jon Amiel costruisce la tensione con schematica rigidità, costruendo immagini piatte, potenzialmente disintegrabili come in Entrapment e senza quel senso di disagio del più interessante Copycat. Nel viaggio nella navicella, Amiel sembra seguire scolasticamente una sceneggiatura invasiva che richiama solo nelle situazioni quel senso di morte potenziale di Alien e Mission to Mars, ma negando ogni slancio, ogni pericolo. L'immagine più volte ricostruita digitalmente mette raramente davanti al pericolo, come nel caso dei diamanti che disturbano il percorso dell'equipaggio. Non c'è claustrofobia, non si avverte la solidarietà e il conflitto nel gruppo. Gli uomini muoiono e spariscono nello spazio come cellule inorganiche. The Core è quindi paradossalmente un film d'azione che manca (come Indipendence Day) del necessario movimento, tranne nei rari momenti riusciti degli uccelli in fin di vita che si schiantano contro le auto e gli umani nella sequenza a Londra o l'ipotesi di una distruzione di Roma. The Core, al contrario dello straordinario Armageddon di Michael Bay, non trasforma personaggi semplici in eroi, non li segue nella loro obbligata trasformazione. Basti, in questo senso, confrontare la scena dell'addestramento del film di Bay con quello di Amiel, e si può vedere quando quest'ultimo perda di durata e intensità emotiva. The Core risulta troppo avvolta su se stesso, con attori (da Aaron Eckhart a Hilary Swank a Stanley Tucci a Delroy Lindo) che non sembrano mai mutare nel corso del film ma rimangono sempre se stessi. Eroi quindi già costruiti, rigidi come un teorema matematico da dimostrare.
Titolo originale: The Core
Regia: Jon Amiel
Sceneggiatura: Cooper Layne, John Rogers
Fotografia: John Lindley
Montaggio: Terry Rawlings
Musica: Christopher Young
Scenografia: Philip Harrison
Costumi: Daniel J. Lester
Interpreti: Hilary Swank (maggiore Rebecca Childs), Aaron Eckhart (dr. Josh Keyes), Stanley Tucci (dr. Conrad Zimnsky), Delroy Lindo (dr. Ed 'Braz' Brazzleton), Tchéky Karyo (dr. Serge Leveque), Richard Jenkins (generale Thomas Purcell), Alfre Woodard (Talma Stickley), DJ Qualls (Taz 'Rat' Finch), Bruce Greenwood (comandante Robert Iverson)
Produzione: Sean Bailey, David Foster, Cooper LayneCore Prods. Inc./Horsepower Films
Distribuzione: 01 Distribuzione
Durata: 135'
Origine: Usa/Gran Bretagna, 2003
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