Come un gatto in tangenziale, di Riccardo Milani

“Lassate ogni speranza o voi k’entrate”. Tra il centro storico e la periferia romana (Bastogi), Come un gatto in tangenziale si muove in un duplice contrasto. Due mondi a parte, due classi sociali all’opposto. Da una parte c’è Giovanni (Antonio Albanese). Intellettuale impegnato, lavora in un ‘think tank’ che ha il compito di riqualificare le periferie urbane e talvolta si reca a Bruxelles per presentare le sue relazioni. La sua ex-moglie Luce (Sonia Bergamasco) si è ritirata in Provenza a coltivare lavanda. Monica (Paola Cortellesi) invece è un ex-cassiera di un supermercato che ora fa i turni alla mensa per gli anziani. Lui ha la casa in un sontuoso palazzo del centro storico di Roma mentre lei vive nella degradata periferia di Bastogi dove i citofoni sono rotti, i condomini dormono sul pianerottolo e il campanello suona una canzone di Renato Zero. Le loro vite rimarrebbero separate se non fosse che i loro figli Agnese (Alice Maselli) e Alessio (Simone De Bianchi) si sono fidanzati. E allora si trovano costretti a scoprire degli universi che poco prima erano, per loro, distanti anni luce.

come un gatto in tangenziale paola cortellesiDa Benvenuto Presidente! il cinema di Riccardo Milani sta rivisitando, riaggiornandole, le forme della ‘commedia all’italiana’. E, da questo punto di vista, dopo l’esplosivo Mamma o papa?, Come un gatto in tangenziale appare come il suo risultato più compiuto. Ex-assistente di Monicelli, sembra prendere da lui quell’attenta osservazione della realtà e soprattutto la deformazione dei caratteri per alimentare il contrasto tra differenti classi sociali. C’è un ritorno sulle periferie dopo Corviale in Scusate se esisto! ma, ancora meglio che in quel film, lo sguardo sulla ‘quotidianità’ assume i toni della commedia ma è impietoso. La spiaggia di Coccia di morto dove sono tutti attaccati e bisogna fare file chilometriche al bar se non sei un boss. O al contrario, l’universo di sinistra radical chic a Capalbio, dove per raggiungere il mare bisogna fare chilometri ma poi lì c’è un silenzio assordante. E i quattro sceneggiatori (oltre al regista, anche la protagonista Paola Cortellesi, Furio Andreotti e Giulia Calenda, gli stessi di Scusate se esisto!) alimentano questo contrasto degli universi di Giovanni e Monica anche attraverso i suoni (il rumorosissimo Multiplex dove tutti mangiano e rispondono al telefono), colori (il mondo un po’ grigio dell’uomo, quello accesissimo della donna contornato anche da corpi ricoperti di tatuaggi), abitudini (gli odori dei vicini di casa di Monica, le cene a piedi nudi con discorsi ‘vuoti’ sull’arte degli amici di Giovanni).

come un gatto in tangenziale alice maselli simone de bianchiMa soprattutto Come un gatto in tangenziale ha un gran ritmo. Che non cede mai. Che esplode nella scena del pranzo a casa di Monica dove arriva anche l’ex-marito Sergio (Claudio Amendola) che è stato in vacanza (sinonimo per dire al gabbio). Già il prologo del viaggio della famiglia a cui si è aggiunta Luce, completamente scissa tra la teoria e la pratica, crea quell’attesa che solo le commedie ben scritte e riuscite come questa riescono a fare. Ma poi lì c’è un equilibrio tra sguardi, gesti (Sergio che taglia il cocomero e arrivano i semi in faccia agli ospiti), dialoghi (“Te raccogli i fiori e l’altro pensa?”).

Ed è un cinema che sembra molto vicino a Virzì. Come un gatto in tangenziale sembra quasi il Ferie d’agosto di Milani con accenni di Caterina va in città. Una commedia con due protagonisti come Antonio Albanese e Paola Cortellesi che hanno una tale sintonia tra loro che sembrano recitare ad occhi chiusi soprattutto dopo il precedente Mamma o papa?. E forzando criticamente la mano, Come un gatto in tangenziale può essere quasi un sequel della vite di quei personaggi. Come come un gatto in tangenziale antonio albanese sonia bergamascose fossero morti e poi resuscitati dalla scrittura. Già separati (?) da quel film con la loro abitazione che era andata in fiamme, stavolta hanno  vite distanti per poi rincontrarsi e scoprirsi più vicini rispetto alle apparenze

Un cinema dove finalmente c’è un’attenzione per ogni particolare. Per i personaggi secondari come le due zie Pamela e Sue Ellen come omaggio a Dallas, sempre sbracate sul divano e fans accanite di Franca Leosini e Storie maledette (che compare in una magica apparizione, un’altra delle fulminanti idee del film), e che ‘confondono’ i termini ‘rubare’ con ‘shopping compulsivo’. Un cinema di facce, un autobus di volti. Nella migliore eredità della ‘commedia all’italiana’. Tutte già rivelatrici della propria storia. Gli occhi di Alessio, già dal suo primo arrivo in ralenti, sembrano anticipare gran parte della strada del film.

Regia: Riccardo Milani

Interpreti: Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio, Alice Maselli, Simone De Bianchi, Claudio Amendola

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 98′

Origine: Italia, 2017

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