#Roma FF12 – Pablo Berger nella selezione ufficiale con Abracadabra

Il più semplice e conosciuto dei vocaboli magici Abracadabra dà il nome al nuovo film di Pablo Berger, che torna sul grande schermo dopo cinque anni dall’uscita di Blancanieves, la trasposizione cinematografica liberamente e dichiaratamente ispirata alla fiaba che ha portato il regista alla ribalta grazie alla nomination all’Oscar come portabandiera per la Spagna, impresa che questo nuovo film ha soltanto sfiorato essendo inserito tra i candidati (gli è stato preferito Summer 1993 di Carla Simón) e vincitore di numerosi riconoscimenti, tra i quali ben 10 busti al Goya, il principale premio cinematografico iberico.
Il film fa parte della selezione ufficiale della 12esima Festa del Cinema di Roma, dal 26 ottobre al 5 novembre nella Capitale. 

Già dal titolo si presume che l’autore sia rimasto nell’alveo favolistico con quel tocco di grottesco che lo contraddistingue, lo spunto viene dalla storia di Carlos (Antonio de la Torre), un uomo sgarbato ed aggressivo che passa la sua vita nella periferia della capitale spagnola, Madrid, a seguire le vicende della sua squadra del cuore, il Real e trascura e maltratta la sua consorte Carmen (Maribel Verdú, attrice già presente nel film precedente e considerata dal regista una star di altri tempi per la forte personalità), frustrata ed inappagata da questo rapporto. Durante una festa di matrimonio Carlos viene scelto come volontario per un numero di ipnotismo amatoriale ma durante lo svolgimento qualcosa non funziona come dovrebbe e Carlos ne esce diverso da prima, rivelando dei lati di sé inaspettati.

Questo sconfinamento al di fuori del prevedibile è per stessa ammissione del regista uno dei suoi leit motiv, derivante da un approccio viscerale con la stesura del copione, affrontato ogni volta come fosse l’ultima. Un fiume dunque che man mano si ingrossa fino ad esondare. Assecondata questa verve creativa in una prima fase nè segue una seconda utilizzata per ricostruire i margini della storia eliminandone non le più eccentriche ma le più improbabili. Data per assunta l’attinenza tematica il vero ribaltamento avviene soprattutto nella fotografia e nella pista sonora, passando dal muto black and white di Blancanieves a questo Abracadabra che promette un esplosione di colori ed usa un più tradizionale ricorso al dialogo.