Super vacanze di Natale, di Paolo Ruffini

Film comico di pura evasione, basato su una comicità molto dozzinale, spesso volgare, che punta sulla popolarità degli attori e la generosa esibizione delle grazie femminili.

Con questa puntuale definizione si apre Super vacanze di Natale, il mega mix di cinepanettoni, film natalizi che tanto divisero l’opinione degli italiani e che ogni Natale hanno garantito la loro sguaiata presenza nelle sale. Paolo Ruffini (che con il Nido del Cuculo trasformò Yoda in Marcello, assiduo consumatore livornese di LSD) ha smontato e rimontato più di 80 ore di materiale dando vita a questo grande puzzle nostalgico.

Oggetto critico affascinante, nella sua bassezza e totale assenza di contenuti intellettuali, il cinepanettone si apre come uno scrigno a molteplici riflessioni. Deriva e miscuglio di  generi a lui precedenti, cocktail di tette e sederi, nel cinepanettone, come in ogni opera popolare, si annida un po’ di tutto: il cambiamento dell’Italia e il suo progressivo annichilimento culturale; gli arricchiti, i coatti e i borghesucci, l’ossessione per le forme del gentil sesso. Proprio durante nascita di questo filone si iniziava a sentir parlare di Silvio Berlusconi, di cui Massimo Boldi racconta di essere dentista in Sognando la California (1992). Non meno di altri generi i cinepanettoni hanno raccontato il Paese.
Se si volesse procedere con un’altra definizione per inquadrare questo Super vacanze di Natale, si dovrebbe parlare certamente di found footage. Il film di Ruffini altro non è che un’opera assemblata, immagini prese e ripensate in una nuova riscrittura. Ecco allora una compilation nostalgica,un Hit Mania Cinepanettone 2017, un DJ set di immagini. Un modo di celebrare un anniversario ma anche, in un certo senso, di salutare e dire addio. I cinepanettoni (come li conoscevamo un tempo) hanno sempre meno senso di esistere, e allora perché non riscriverli con le vecchie scene, proprio ora che non c‘è più niente di nuovo da scrivere? Questo Natale, il cinepanettone vive nell’unico corpo capace di dargli una forma dignitosa, quella del riciclaggio del vecchio come modo per dare forma al nuovo.

In molti film di found footage si usa un escamotage per dare forma al caos, e in Super vacanze di Natale Ruffini ricorre alle citazioni di grandi uomini del passato per mettere in ordine il delirio di vaf*****lo  e facce strabuzzate. Non risparmia Dostoevskij, Kant e Einstein che introducono gli argomenti principali; Pessoa con la sua frase “Amore è fraintendersi” apre al tema del tradimento, tipico dei film di Natale. Lo scopo è quello di elevare il genere e di abbassare Aristotele ai volgari istinti umani, per riconoscere una dignità a quei film che tanto hanno omaggiato gli impulsi naturali. Sembra proprio che l’attore livornese (su commissione della famiglia De Laurentiis) abbia voluto restituire al cinepanettone una sorta di gloria post mortem,  con questo omaggio amoroso alle immagini passate (prerogativa del found footage, se ci si riflette un secondo). E così di fronte a questo mixaggio di piccole pillole non si può non ridere. E anche sulle rive del Nilo sembra di stare in discoteca a Cortina.

 

Regia: Paolo Ruffini
Interpreti: Christian De Sica, Massimo Boldi, Jerry Calà, Lillo & Grego, Massimo Ghini, Diego Abatantuono, Enzo Salvi
Origine: Italia, 2017
Distribuzione: FILMAURO
Durata: 86′