Ai confini del male, di Vincenzo Alfieri

Il film con Edoardo Pesce e Massimo Popolizio è una convincente e cupa incursione nel genere, dal romanzo di Giorgio Glaviano. Da oggi su Sky e NOW

Adattamento molto libero del romanzo di Giorgio Glaviano “Il confine”, Ai confini del male è un thriller psicologico con due attori in stato di grazia ed uno stile visivo degno dei prodotti di oltreoceano. Ispirazione evidenziata già dai titoli di testa, incredibilmente simili, seppur con le debite differenze, a quelli di Westworld. Non a caso Alfieri ha infatti citato tra i suoi riferimenti Prisoners di Denis Villeneuve, Friedkin, De Palma, il Fincher di Millennium e Seven.

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Il film racconta la storia di due personaggi caratterizzati secondo certi canoni sin dall’inizio, tratti con i quali lo spettatore li identifica immediatamente. Due uomini dell’arma, ma mai più diversi tra loro. Da una parte un tenente, Meda, interpretato da un Edoardo Pesce mai così rude e viscerale, con alle spalle un brutto incidente e una sanità mentale tentennante, soprannominato dai media “cane pazzo” per la sua apparente irascibilità. Dall’altra il capitano Rio, integerrimo, con alle spalle un caso che lo continua a tormentare, soprattutto quando suo figlio Luca viene rapito insieme ad un’altra ragazza, proprio dal “mostro” con cui aveva avuto a che fare anni prima. I colpi di scena però, sono diversi durante lo sviluppo della trama e i ruoli si invertiranno più e più volte fino al finale a sorpresa.

Tematica fondante di Ai confini del male è senza ombra di dubbio il rapporto genitori-figli. Al centro della narrazione sono infatti sia la triste vicenda che ha coinvolto la famiglia di Meda, sia il rapporto tra Rio e suo figlio Luca, il quale scivola dai severi controlli del genitore per entrare in poco raccomandabili giri di droga. Inoltre da non dimenticare anche la disperazione dei genitori della ragazza scomparsa insieme a Luca, Adele. L’ unico sentimento della coppia che Alfieri mette in scena è infatti l’enorme sofferenza causata dalla situazione. Mentre da un lato la famiglia Rio sembra da subito vivere l’evento in maniera controllata, i genitori della giovane ragazza sembrano rappresentare sin da subito le maschere del dolore. Infine rappresenta una donna sola e disperata il personaggio di Chiara Basserman, madre di Irina, ragazza scomparsa di cui però non si parla in giro perché “della figlia di un’ex-prostituta” non interessa a nessuno, mentre per i figli di due famiglie ricche scatta subito l’allarme.

Ai confini del male è quindi un prodotto che alla suspense tipica del genere unisce un’introspezione psicologica di spessore, affatto banale. I protagonisti non sono personaggi piatti, in quanto l’attenzione di Alfieri non è catalizzata soltanto dall’intreccio, ma anche da un evidente lavoro sulle personalità e da un sicuramente azzeccato casting. Pur con alcuni istanti di debolezza, il film risulta valido, il comparto visivo è curato e l’impressione generale è che il prodotto finale sia credibile.

Regia: Vincenzo Alfieri
Interpreti: Edoardo Pesce, Massimo Popolizio, Chiara Basserman, Roberto Caronia, Luka
Distribuzione: Vision Distribution, Sky
Durata: 101′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.73 (40 voti)
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