Arte, guerra e sorrisi: George Clooney con il cast di Monuments Men

george clooney con matt damon e cate blanchett sul set di monuments menUn film sulla Seconda guerra mondiale che accantona battaglie, scontri, bombardamenti e si concentra sulla salvaguardia delle opere d'arte minacciate dalla furia megalomane di Hitler è una scommessa ambiziosa, perché scompagina le aspettative del pubblico rispetto al genere di appartenenza e rischia di farsi retorico. E in effetti Monuments Men ha qualche difficoltà a mascherare la sua natura spesso didascalica. Ha però dalla sua un George Clooney – qui in veste di regista, attore, co-sceneggiatore e co-produttore – assolutamente convinto della sua necessità, specialmente in questo momento storico di recessione, in cui l'arte rischia di essere il primo caduto sull'altare dei tagli necessari alla ripresa economica.

 

La star arriva in Italia per promuovere il film insieme a gran parte del cast maschile: con lui ci sono Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban e il giovane Dimitri Leonidas, con l'aggiunta del co-sceneggiatore e co-produttore Grant Heslov. Proprio a quest'ultimo si deve l'idea iniziale del film: acquista per caso il libro che racconta la storia dei Monuments Men reali nella libreria di un aeroporto, lo legge in volo e tempo dell'arrivo si prodiga per acquisire i diritti di trasposizione.

george clooney sul set di monuments menPrima dell'incontro stampa, in una Milano piovosa e grigia, alcuni dei protagonisti trovano comunque la forza di visitare il Cenacolo, per ammirare dal vivo L'ultima cena di Leonardo da Vinci, che appare in una delle sequenze iniziali del film, mentre viene messo in salvo dai bombardamenti alleati. Poi, nelle sale austere dell'Hotel Principe di Savoia, è tempo di fare il punto della situazione, con il tono scanzonato e informale proprio di una combriccola di amici. Il grande mattatore è Bill Murray. All'inizio si perde la traduzione in cuffia di una domanda e risponde improvvisando a partire dall'unica cosa che ha colto, il nome di Wes Anderson: racconta così delle differenze tra l'andare a cena con il regista indipendente e con Clooney. A quanto pare con Anderson si mangia tantissimo, in abbondanza, quasi da non poterne più, mentre Clooney rimane sul versante salutista, ma gli piace bere (il tutto per raccontare le differenze tra cinema artsy e commerciale).

Murray è seduto accanto a John Goodman: poco dopo ne approfitta per rovesciargli in testa dell'acqua e mimare uno shampoo. Infine, a chi gli chiede se sul set ha notato dei favoritismi del regista nei confronti di Damon (George e Matt sono notoriamente grandi amici, al loro sesto film insieme), risponde che nel film Matt Damon è l'unico ad avere una controparte femminile (Cate Blanchett), con cui c'è persino un flirt romantico. Un favoritismo che però gli si è ritorto contro, scherza Murray, perché l'attrice è talmente brava da mettere in ombra il buon Damon.

georg clooney con i monuments menSul fronte più serio, tutto il cast confessa che prima di leggere il copione non conosceva la storia dietro al salvataggio dall'oblio di tante opere d'arte, ma ciascuno a suo modo ha colto l'importanza di raccontarla, rimanendone profondamente colpito. Clooney conferma che quella dei Monuments Men è una parabola valida a qualsiasi latitudine e in qualsiasi epoca, e per sottolinearlo fa riferimento con rammarico alle opere d'arte andate perdute dai musei di Baghdad, in Iraq, durante e dopo la guerra, perché non le si è protette abbastanza. Secondo l'attore e regista ogni opera d'arte non è solo un passatempo da ammirare, per quanto piacevole, ma soprattutto la storia concreta di ciò che siamo stati e siamo. Perdere un'opera d'arte è perdere una parte di ciò che siamo come uomini. Per questo, come sottolinea Matt Damon, la domanda più immediata che offre il film – ha più valore un'opera d'arte o una vita umana, o meglio, è sensato sacrificare una vita per salvare un quadro? – non ha una risposta semplice, ma ha bisogno di un ragionamento complesso, cui il film prova a dare “carne”.

Il botta e risposta è naturalmente tutto per Clooney e Damon, che bisticciano amorevolmente nel rispondere alle domande, con Clooney che fa finta di spegnere il microfono mentre l'altro parla, ma c'è spazio anche per gli altri.  Dimitri Leonidas conferma che gli è stato di grande aiuto sapere tutti i retroscena della vita della persona che interpretava, l'unica ancora in vita dei Monuments Men reali (tra l'altro presente alla conferenza, accolto da un applauso): lo ha conosciuto solo a riprese finite, ma si è servito di lettere e altre testimonianze inedite per dargli spessore. Jean Dujardin si è divertito molto sul set, dall'atmosfera così rilassata rispetto ai set europei. Spetta a Clooney concludere, per specificare come abbia voluto dare un tono soave al racconto – per questo ha cercato di rendere frizzanti i dialoghi, con ritmi da commedia – per segnare un taglio netto rispetto alla catastrofe oscurantista rappresentata dal nazismo.