BERLINALE 63 – La religieuse, da Jacques Rivette a Guillaume Nicloux

 

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La madre superiora (Isabelle HuppertCaptive, Dead Man Down, Abus de faiblesse) protesa come Nosferatu verso il collo della giovane Suzanne Simonin (Pauline Étienne) ecco una delle prime foto di La Religieuse, in concorso alla 63° Berlinale. Una storia già raccontata da Jacques Rivette nel 1965, nel film con protagonista Anna Karina: all'epoca censurato per "blasfemia e immoralità": accuse che fortunatamente ebbero un peso relativo: anche per l'intercessione di personaggi come Jean-Luc Godard, che scrisse una lettera ad André Malraux, allora ministro della cultura, restituendo il film al suo pubblico.

Il regista Guillaume Nicloux (Le concile de Pierre, Une affaire privée, noir del 2002 con Marion Cotillard, Cette femme-là, Holiday) firma la sceneggiatura con Jérôme Beaujour (L'amore sospetto di Carrère, Deux jours à tuer, Alibi e sospetti, e l'interessante Ça brûle di Claire Simon) e mantiene l'ambientazione storica, per questo adattamento – come l'illustre predecessore – del romanzo omonimo di Denis Diderot, scritto nel 1780 e pubblicato postumo, nel 1796. L'amore per il testo letterario è dimostrato anche da un'iniziativa intelligente, piuttosto rara nel settore: un'anteprima del film destinata a una quarantina di insegnanti con le loro classi, chiamati a creare un percorso pedagogico di riflessione sul libro e sul suo adattamento cinematografico.

Pauline Étienne in La religieuse di Guillaume Nicloux - il posterLa protagonista è la giovane belga Pauline Étienne, nei panni della fanciulla con un talento naturale per la musica e decisa a vivere appieno il mondo: finchè la sua famiglia non la rinchiude in convento contro la sua volontà. Come Louise Bourgoin (Adèle e l'enigma del faraone, L'Amore Dura Tre Anni) che interpreta la sua peggiore nemica, la sadica madre Christina, era nel cast di L'autre monde di Gilles Marchand. Martina Gedeck (Le vite degli altri, La banda Baader-Meinhof) è la madre di Suzanne, Gilles Cohen (Tutti i battiti del mio cuore, La fille de Monaco, Un profeta) è il padre.

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Nel cast compaiono anche Pascal Bongard (Les destinées sentimentales, 13 Tzameti, À perdre la raison, Le guetteur – già con la Huppert sul set di My little princess) Alice de Lencquesaing (Naissance des pieuvres, L'heure d'été, Il padre dei miei figli, Polisse) Marc Barbé (La vie en rose, Sombre di Philippe Grandrieux) Agathe Bonitzer (La belle personne, À moi seule) François Négret (L'arbre et la forêt, Dans la tourmente) e la leggendaria Françoise Lebrun di La maman et la putain, di recente in Dead Europe.

La colonna sonora è del raffinato compositore Max Richter (il malinconico The Blue Notebooks tra i suoi album più belli) già autore della splendida soundtrack di Valzer con Bashir e del nuovo film di Ari Folman, The Congress. La fotografia è di Yves Cape, spesso collaboratore di Bruno Dumont, compreso l'ultimo Hors Satan, Chéreau – Persécution – Claire Denis – White Material.

Il film è una coproduzione tra Francia, Belgio e Germania. L'uscita nelle sale francesi è fissata per il 20 marzo.


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Tra i prossimi progetti di Nicloux, una collaborazione con Guillaume Laurant (collaboratore fisso di Jeunet e sceneggiatore di L'Homme qui rit di Jean-Pierre Améris) annunciata fin dal 2009, The Virgin's Kiss.

Intanto, nella nostra gallery, una serie di splendidi ritratti di Anna Karina nel film di Rivette e tutte le foto del nuovo La Religieuse, che concorre a Berlino con altri due titoli francesi: Camille Claudel, 1915 di Bruno Dumont, con Juliette Binoche, e Elle s'en va, di Emmanuelle Bercot, con Catherine Deneuve.