Blog GUERRE DI RETE – AI, il libro gratis del blog e il nuovo regolamento UE

Nuovo estratto della newsletter di Carola Frediani, con un link per scaricare il libro del blog, Generazione AI, e un primo sguardo al nuovo AI Act della UE

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Guerre di Rete – una newsletter di notizie cyber
di Carola Frediani
N.175 – 10 dicembre 2023

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EBOOK AI

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Il nostro ebook a più firme Generazione AI è scaricabile per tutti da qua. Da quando, tre giorni fa, lo abbiamo reso disponibile (come epub, mobi o pdf) sul nostro sito è stato scaricato un migliaio di volte.

Non solo è gratuito ma non chiediamo neanche una mail per fare il download, si va sulla pagina del nostro sito, si clicca e questo è quanto.

Ricordo che l’ebook è uscito il 4 settembre, quindi alcuni riferimenti (specie agli strumenti di AI, alle capacità e altri dettagli tecnici, oltre al fatto che l’AI Act è infine passato negli ultimi due giorni) sono da aggiornare, tenetene conto quando lo leggete. Ma il quadro sui temi e le questioni in gioco c’è ancora tutto. Anche perché l’ebook vuole soprattutto aprire verticali di approfondimento su vari aspetti economici, politici, culturali e conflittuali, come da linea editoriale di Guerre di Rete.

L’ebook è disponibile dall’inizio di settembre 2023 solo per gli 𝗘𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗥𝗲𝘁𝗲, cioè per 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 che hanno partecipato alla campagna di crowdfunding di aprile. Tuttavia, poiché questo è 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗶𝘁 il cui obiettivo è fare informazione su temi digitali cruciali per il futuro di noi tutti, abbiamo deciso di condividere l’ebook con tutti i nostri lettori. Consideratelo il nostro regalo di Natale!

Da questa pagina del nostro sito potete scaricare l’ebook in vari formati.

 

ECCE AI ACT
Accordo sul regolamento sull’AI in Ue
Dopo più di due anni di gestazione, un record di 36 ore di negoziazioni estenuanti, una conferenza stampa annunciata e saltata a data da destinarsi, per poi finire in corner a mezzanotte, e un interesse da evento sportivo mai visto prima per regolamentazioni tech, è stato infine raggiunto un accordo politico in Europa per l’AI Act, il regolamento Ue sull’intelligenza artificiale.

L’accordo uscito dal trilogo (negoziazioni tra Parlamento, Consiglio e Commissione) in questo momento manca ancora di un testo definitivo a disposizione del pubblico, e molto si giocherà sui dettagli. Per questo motivo anche chi sosteneva la regolamentazione, specie la bozza più attenta alla difesa dei diritti uscita dal Parlamento a giugno, in questo momento sta sospendendo il giudizio in attesa di capire quanto i dettagli daranno margine di manovra agli Stati, alle eccezioni previste, e quanto alla difesa di quei diritti. Senza contare che molti aspetti tecnici saranno messi a terra nelle prossime settimane.

Ma intanto possiamo dire che già il fatto di aver trovato un accordo politico e aver chiuso l’AI Act è di per sé un successo, considerata la quantità di soggetti e interessi che remavano contro e quanti scommettevano, anche nelle ultime ore di trattative, sul fallimento delle stesse. Addirittura un euforico e poco diplomatico Thierry Breton, commissario al Mercato interno e gran cerimoniere delle negoziazioni e della conferenza stampa, è arrivato a dire che c’è stato molto lobbying contro e molti Stati “hanno cercato di fermarci” (notevole anche il suo tweet con il grafico dei continenti che hanno una legge sull’AI e quelli che non ce l’hanno).

Ad ogni modo, il tema è complesso, e mancano molte tessere del puzzle ancora, per cui da qui in avanti cercherò di fare una mia estrema sintesi basata sui documenti pubblici usciti, sulla conferenza stampa, e su altri resoconti pubblici (fonti linkate alla fine).

Le proibizioni

Proibite le seguenti applicazioni di AI:

– sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili (ad esempio, convinzioni politiche, religiose, filosofiche, orientamento sessuale, razza);
– lo scraping non mirato di immagini di visi da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale (alla Clearview per intenderci)
– riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle istituzioni scolastiche (ma alcune eccezioni in nome della sicurezza, ad esempio per rilevare se un guidatore si sta addormentando)
– la classificazione sociale basata sul comportamento sociale o sulle caratteristiche personali (si tratta del cosiddetto social scoring)
– sistemi di AI che manipolano il comportamento umano per eludere la libera volontà delle persone
– AI utilizzata per sfruttare le vulnerabilità delle persone (a causa della loro età, disabilità, situazione sociale ecc)

Malgrado non sia nella lista del comunicato, anche il predictive policing (polizia predittiva) sarebbe stato proibito, quanto meno nella forma in cui si valuta il rischio che un certo individuo possa commettere reati futuri sulla base di tratti personali (qui cito Luca Bertuzzi, giornalista di Euractiv che ha fatto un gran lavoro nel seguire le negoziazioni). Tuttavia non è chiaro quale sia la formulazione precisa finale e quali siano i confini tecnici di questo ban.

Il corelatore dell’AI Act Dragos Tudorache (Renew, Romania) ha detto che sarebbe consentito in alcune circostanze. Di fronte a una domanda al riguardo, l’altro corelatore Brando Benifei (Socialisti e Democratici, Italia) ha detto (in inglese, traduco io dalla conferenza stampa) invece che c’è un “ban su tutte le attività di polizia predittiva, ma abbiamo concesso la possibilità di utilizzare applicazioni di analisi del crimine che non si applicano a singoli individui, bensì a tendenze anonime, ed escludiamo che possano prevedere o suggerire che qualcuno possa commettere un crimine. Abbiamo combattuto una buona battaglia e siamo convinti di essere dalla parte giusta”. A quel punto Tudorache ha riconosciuto che sì sono state vietate tutte le tecnologie che potrebbero predeterminare chi potrebbe commettere un crimine.


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    2 commenti

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