Box Office USA 2 aprile 2014

La distribuzione di Noah era molto attesa soprattutto per valutare le potenzialità del peplum-biblico. I margini di sviluppo del kolossal di Darren Aronofsky erano difficili da decifrare e il film non godeva dei benefici del pronostico. I recenti fallimenti di Pompeii e la tiepida accoglienza di 300: Rise of an Empire avevano creato un clima sfavorevole verso il genere. La versione avventurosa del diluvio universale ha debuttato con più di quaranta milioni di dollari: la cifra non è entusiasmante ma ha subito stabilito che il film non sarà un flop. Le previsioni minime vanno aggiornate sui cento milioni e il rientro del budget è assicurato dal contributo internazionale. Noah ha scalzato Divergent dal primo posto ma la nuova proposta della LionsGate per il pubblico young adult sta per festeggiare il conseguimento dei cento milioni. La saga letteraria di Veronica Roth non ha potuto competere con The Hunger Games di Suzanne Collins ma si è guadagnata la chance di un sequel. Lo studio ha il compito di lavorare sopra il franchise per valorizzare la crescita di una serie che ha mostrato delle prospettive interessanti. La tradizionale longevità dei film d'animazione ha parzialmente aggiustato la pessima apertura di Mr. Peabody & Sherman e alla fine il titolo ha toccato la soglia dei cento milioni. La Dreamworks non può brindare al successo ma almeno ha esorcizzato il disastro estivo di Turbo. La quota worldwide ha pareggiato le spese ma lo studio deve ancora faticare per riconquistare una porzione del mercato in cui qualche tempo fa godeva di una posizione egemone. I catastrofici numeri di Sabotage hanno sancito il definitivo declino di Arnold Schwarzenegger e del revival delle stelle dell'action degli eighties: i fasti di The Expendables del 2009 sono ormai un lontanissimo ricordo. Grand Budapest Hotel di Wes Anderson è arrivato su mille schermi e il suo totale è salito a venticinque milioni: il record personale del regista risale ai cinquanta milioni di The Royal Tenenbaums del 2001.