Coming Out, di Denis Parrot

Un viaggio breve nella durata ma lunghissimo nello spazio che rintraccia il momento in cui molti adolescenti e ragazzi di tutto il mondo fanno coming out. Lineare, ma efficace

Sono 64 minuti ma quello di Coming Out è un viaggio lunghissimo. Si parte dall’Australia, si attraversano gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e si passa per la Francia, la Germania, il Canada e il Giappone. Un unico tema è il comune denominatore: gli adolescenti e ragazzi di questo documentario escono allo scoperto, fanno ‘coming out’ e rivelano di essere omosessuali o transgender. Il momento del video è decisivo e organizzato, pensato da tempo. C’è una videocamera installata. Lì davanti sono soli o c’è più spesso la madre, ma nel caso di Isaiah anche il padre di cui prima si sente la voce-off poi entra in campo.

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Realizzato nel 2018 e diretto dal montatore e artista di computer graphic francese Denis Parrot, Coming Out ha selezionato numerosi filmati postati su YouTube o sui social dal 2012 al 2018 che è risultato convincente per il modo in cui ha mostrato, nel momento della rivelazione, incertezza, paura, eccitazione, coraggio, solitudine, vergogna. Su tutti però prevale la necessità della condivisione come esigenza primaria per affermare la propria identità e difendere la propria scelta. “Sto ancora tremando” afferma Gary nella prima testimonianza. Loren si serve di un video invece per parlare prima di sciogliersi in un abbraccio bellissimo con la madre. “Non lascio che mi definisca ma è parte di me” afferma Luke. Ci sono poi testimonianze drammatiche come quella di Matthew (“Se mi guardavo allo specchio non sopportavo l’immagine riflessa”) e Artem, il ragazzo di origine russa che a 12 anni aveva firmato contro il Gay Pride e che gli sembrava inconciliabile essere omosessuali e cristiani allo stesso tempo. Entrambi hanno tentato il suicidio. Si attraversa poi l’identità di genere. “Io non sono una ragazza” afferma Ulys da Nantes. Il video più divertente però arriva da Boston. Cayden chiama la Chiesa. C’è un numero per i diritti dei gay. Biogna premere il 6. E una volta fatto una voce preregistrata tuona: “Andrai dritto all’inferno, Dio odia gli omosessuali”.

Anche in questo puzzle di testimonianze, il documentario raggiunge l’obiettivo. In ogni racconto viena catturata la tensione dell’istante decisivo del coming out. Ci possono essere litigate o risse o solo le immagini della voce di una dodicenne. Si avvertono tutti i contrastanti stati d’animo. I tempi delle storie e la durata sono quelli giusti. E viene la voglia di saperne di più. Sia tra le storie raccontate dai protagonisti di questo documentario, sia tra le migliaia sparse in rete.

 

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Titolo originale: id.
Regia: Denis Parrot
Distribuzione: Wanted
Durata: 64′
Origine: Francia, 2018

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.5 (2 voti)
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