FILM IN TV – Sette note in nero, di Lucio Fulci

Riuscita fusione tra il giallo classico e il thriller paranormale, Sette note in nero è ancora oggi tra i film più apprezzati di Lucio Fulci. Mercoledì 18 giugno, ore 03:45, Italia1.

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Tra i film di Lucio Fulci generalmente più apprezzati, anche da parte della critica “ufficiale” (almeno prima della rivalutazione postmortem), Sette note in nero chiude la stagione dei gialli del suo autore, dopo Una sull’altra (1969), Una lucertola con la pelle di donna (1971) e Non si sevizia un paperino (1972). Due anni più tardi, con Zombi 2, sarebbe cominciata la fase horror più visionaria e truculenta, quella che gli avrebbe garantito una maggiore notorietà internazionale nonostante le prevedibili ritrosie della stampa nostrana. Ma nel 1977 il giallo all’italiana è ancora fortemente influenzato dal cinema di Dario Argento, tanto nello stile quanto nelle strutture narrative: Fulci però non è mai stato un emulo, e nonostante un film come Sette note in nero arrivi in un momento ben preciso, riesce allo stesso tempo a sottolineare a gran voce la propria personalità all’interno di un genere che stava facendo dell’imitazione e della derivazione la propria cifra stilistica predominante (spesso con risultati comunque notevoli, per inciso). Se è vero che la componente paranormale può richiamare alla mente alcune cose di Argento (che amava contaminare la struttura “scientifica” del giallo con elementi di pura fantasia), il film gode di un impianto narrativo spudoratamente classico che lo rende un prodotto diverso non soltanto dai precedenti thriller di Argento, ma anche da quelli di Fulci stesso, Non si sevizia un paperino in primis (dal quale riprende la sequenza finale della caduta dalla rupe, qui posta in apertura come un anello di congiunzione ideale tra i due film): non c’è, ad esempio, quell’insistenza sadica sui corpi e sulle vittime, a differenza invece degli horror successivi, e a vantaggio di una compattezza e di una coerenza che in buona parte giustificano il plauso critico ottenuto.

C’è invece una linearità (anzi, una circolarità) di scrittura sorprendente e inaspettata, che nonostante la dimensione onirica non mette mai in secondo piano la costruzione dei personaggi e il loro ruolo all’interno del plot; plot che si tinge addirittura di una vena malinconica perfettamente in linea con la poetica generale del suo autore. Sarebbe infatti errato considerarlo un giallo in tutto e per tutto: l’attenzione di Fulci nei confronti dell’aspetto fantastico fa ancora oggi di Sette note in nero un prodotto singolare, frutto di una visione assolutamente unica nel suo genere e in grado di conciliare una riflessione pessimista sul destino ad alcuni riferimenti alla letteratura di Edgar Allan Poe. E proprio il racconto Il gatto nero sembra essere una sorta di ossessione per il regista, che dopo averlo citato esplicitamente nel finale del film lo avrebbe riadattato per intero solamente quattro anni più tardi, con Black Cat. Celebre la colonna sonora composta da Fabio Frizzi, Franco Bixio e Vince Tempera, il cui tema portante poi sarebbe stato ripreso, come noto, da Quentin Tarantino per la sequenza dell’ospedale in Kill Bill – Vol.1.

 

Regia: Lucio Fulci

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Interpreti: Jennifer O’Neill, Gianni Garko, Gabriele Ferzetti, Jenny Tamburi, Marc Porel

Durata: 95′

Origine: Italia, 1977

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