FILM IN TV – "Winchester '73", di Anthony Mann

Si può dire, senza sfiorare l'iconoclastia, che l'incipit di Winchester '73 ricorda quello di un illustre capolavoro del vecchio cinema italiano, ossia Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Al di là delle evidenti, ragionevoli differenze che distanziano le due pellicole, il punto di contatto è rappresentato da quel fucile Winchester – un esemplare unico e perfettamente riuscito, chimericamente conteso da masse di delinquenti – che il longilineo James Stewart vince grazie a una gara di tiro al bersaglio. Il fucile, da qui in avanti, sarà il carburante drammaturgico del film di Anthony Mann (proprio come la bicicletta di Vittorio De Sica) e collegherà le vicende di molti personaggi i quali, a dire il vero, contribuiscono a formare quell'epica del West che favorirà un nuovo successo del genere, arrivando fino alla variante spaghetti.

Ogni personaggio di Winchester '73, infatti, rimanda all'Idea di un personaggio più ampio, certamente tipizzato, ma in grado di fornire a chiunque voglia approcciarsi al western un magma caratteriale ben definito, modellabile a seconda delle esigenze. Esattamente come John Ford, Anthony Mann pone le basi su cui altri registi costruiranno per ripetizione, sfruttando gli stessi modelli narrativi e i medesimi personaggi. Personaggi che, una volta creati e messi a disposizione, vanno involontariamente in cerca d'autore e compaiono in pellicole più o meno riuscite. Perché Winchester '73 (1950) arriva undici anni dopo Ombre rosse, quando il genere stava già perdendo appeal e aveva bisogno di nuova linfa, tuttavia si inscrive nel medesimo filone, ossia quello che alimenta i sogni di un popolo e costituisce un immaginario violento e scanzonato e in fondo positivo. Ma costituisce, soprattutto, un serbatoio necessario a creare velocemente e per immagini la Storia di un paese giovane come gli Stati Uniti d'America.

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E quel che resta del film, in fondo, sono i suoi elementi più classici: figure bidimensionali che cavalcano sulla linea delle montagne, al tramonto, e riferimenti biblici – in particolare a Caino e Abele – e banditi rudi e sboccati e veloci con la pistola, unitamente a donne che si innamorano dell'eroe positivo (James Stewart) e sceriffi che controllano le cittadine col millenario sistema del bastone e della carota. Non stupirà, allora, che l'ultima inquadratura del film sia riservata al mitologico fucile Winchester, un grandioso incanalatore di forze e pulsioni e volontà di sopraffare gli altri.

Titolo Originale: id.
Regia: Anthony Mann
Interpreti:  James Stewart, Shelley Winters, Dan Duryea

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Durata: 92'
Origine: USA, 1950
Sabato 2 marzo ore 14.40 LA7

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