Il giorno e la notte. Incontro con Daniele Vicari e il cast

Vicari e il cast raccontano l’atipico set di un film diretto a distanza e girato dagli stessi attori nelle loro abitazioni durante il primo lockdown. Il giorno e la notte dal 17 giugno su RaiPlay

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È stato presentato in anteprima a Roma l’ultimo film di Daniele Vicari, Il giorno e la notte, che approderà il 17 giugno sulla piattaforma RaiPlay. Il film è stato girato durante il primo lockdown di marzo e aprile 2020 all’interno delle case dei vari interpreti, raccontando la quotidianità di una serie di coppie sospese tra attimi di passione e momenti di crisi, costretti a stare in casa a causa di un presunto attacco chimico a Roma. La peculiarità dell’opera consiste nel grande lavoro degli attori che, oltre a dover recitare, si sono dovuti sostituire al resto della troupe sistemando le luci, il trucco e gli oggetti di scena. Il tutto venendo coordinati dal regista, dalla direzione del direttore della fotografia e dal microfonista tramite delle videochiamate.

Il regista ha chiarito subito le motivazioni dietro la realizzazione del film: “Non è stato un atto di sopravvivenza, quanto di resistenza. Un’azione vitalistica in un momento drammatico per il nostro Paese”. 

Sia il regista che gli attori hanno riflettuto sul valore del loro essere artisti in un periodo in cui tutto sembrava “utile” eccetto il loro mestiere, come ha evidenziato l’attrice Elena Gigliotti.

L’interprete Giordano De Plano ha spiegato come questo film lo abbia fatto ritornare alle origini. L’attore sostiene di essere stato catapultato nuovamente in quel periodo infantile in cui sognava di fare l’attore ed era costretto a usare gli abiti e gli oggetti che aveva in casa per potersi immedesimare in un ruolo immaginario. Proprio per questo ha ricompreso, durante l’unica settimana di riprese, l’essenza dell’attore. Tuttavia, come ha sottolineato Vicari, non si tratta di un film che vuole raccontare i due mesi di lockdown. “L’obiettivo reale era far emergere quello spirito di militanza, di cui necessita il cinema, per far comprendere agli spettatori non tanto una voglia di estraniarsi, quanto invece di rimanere ancorato alle vicende, drammatiche, di questo determinato periodo”, spiega il regista.

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Milena Mancini mette in rilievo come l’esperienza di un set così atipico abbia permesso agli interpreti di mettersi a nudo senza vergognarsi. Il mettere a disposizione le proprie abitazioni e i propri abiti quotidiani. L’essere perennemente in contatto con la troupe in videochiamata, invadendo quindi l’intimità stessa degli attori, ha fatto riscoprire l’importanza per un interprete di denudarsi nei confronti del pubblico.

“Gran parte degli attori che hanno recitato nel film parte da una formazione teatrale nella quale effettivamente sono loro stessi spesso a costruire il set. Una caratteristica fondamentale che li ha aiutati fortemente in questo progetto. Un set in cui i professionisti della tecnica e del dietro le quinte si sono fidati degli attori”, conclude Vicari.

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