Il mondo dietro di te, di Sam Esmail

Come una matrioska in cui ogni teoria del complotto ne contiene un’altra, vuole essere la metafora definitiva del cospirazionismo. Ma la risoluzione è geopolitica spicciola. Netflix

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Amanda (Julia Roberts) e suo marito Clay (Ethan Hawke) sono una coppia di coniugi middle-class che organizza una vacanza con i due figli, Archie (Charlie Evans) e Rose (Farrah Mackenzie), per rompere una quieta ma monotona routine. Lei, precisa fino all’ossessione, affitta una villa di lusso per il fine-settimana da un sito d’intermediazione alla Booking interagendo solo via telematica col proprietario. Appena arrivati nella località marittima dove si trova il residence, si recano in spiaggia ma il loro bagno viene interrotto dal misterioso naufragio di un’enorme petroliera che ammara fin oltre la battigia. Ma è solo il primo di una serie di segnali sempre più inquietanti che si acuisce quando un blackout spegne la luce su tutto il vicinato tranne la villa dove risiedono. L’assenza di wi-fi e di rete negli smartphone li isola però dentro quella prigione dorata fino all’arrivo, in piena notte, di G.H. (Mahershala Ali) e la figlia Ruth (Myha’la Herrold), che in maniera composta ma irrituale dichiarano di essere i proprietari della casa e richiedono gentilmente ospitalità, lautamente pagata, per sfuggire al buio che sembra esser calato su tutti gli Stati Uniti. Attraverso piccoli segnali, le due famiglie infatti capiscono che l’intera nazione è precipitata nel caos. Così i sei abitanti della villa dovranno mettere da parte le rispettive ostilità personali, culturali, sociale ed etniche per riuscire a sopravvivere ad eventi sempre più catastrofici che sembrano dare ragione ai più infingardi teoremi complottistici dell’ultimo mezzo secolo…

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Forse il maggior risultato che potrà ottenere è quello di aver intercettato inconsapevolmente, come accade solo ai migliori instant-cult, due delle morti che più hanno segnato il dibattito pubblico statunitense negli ultimi tempi. Perché per il resto, Il mondo dietro di te, che porta sullo schermo il romanzo omonimo scritto da Rumaan Alam, annaspa nelle sue levigate due ore e venti minuti di durata nell’impossibile doppio tentativo di rilanciare l’argutezza politica della fonte letteraria e di tracciare un bilanci(n)o del complottismo personale e del cospirazionismo globale che l’immaginario audiovisivo ha prodotto negli ultimi anni, con qualche citazione extralusso di un paio di classici del passato. Se la dipartita di Matthew Perry è rintracciabile nell’ovvio leitmotiv della serie Friends, vera ossessione della tredicenne Rosie (“Non saprò mai che fine hanno fatto Rachel e Ross” è la sua preoccupazione maggiore mentre il mondo a stelle e strisce è sull’orlo del collasso) e della generazione Z che anche noi abbiamo provato a raccontare in varie forme, quella di Henry Kissinger, il potentissimo Segretario di Stato americano che è stato l’incarnazione novecentesca più spregiudicata della realpolitik di Bismarck, esplode nel finale, quando il personaggio di G. H esplica la vera ragione della lunghissima sequela di disastri a cui abbiamo fin lì assistito.

L’idea che tutto l’intero lungometraggio sia una paranoia ascrivibile al recentemente scomparso manovratore del violento imperialismo statunitense è allora la sensazione più potente che lascia questo lungometraggio fin troppo “ragionato”. Il mondo dietro di te è difatti una matrioska notevolissima che però, come nel caso delle celebri bambole russe, delude molto quando si scopre che il contenuto che sta dietro l’ultima conserva la matrice terroristica che si vedeva chiaramente già dalla prima. Peccato perché la costruzione mirabile della tensione era fino a quel finale così prevedibile e conciliante (l’attacco al potere in sostanza unisce le due apocalissi private delle famiglie protagoniste, annullando le differenze etniche e sociali) il raccordo definitivo ed il sunto da piattaforma di alcune delle maggiori tendenze degli ultimi decenni: dalle forzature alla Damon Lindelof agli Shyamalan-twist, dalla suddivisione in parti/capitoli/puntate all’omaggio ai maestri del sospetto come Hitchcock e H.G Welss. La scelta di sciogliere la matassa dei diversi spunti interpretativi lanciati con troppa prodigalità fino a quel momento – si cita un altro caposaldo della paranoia pop come Donnie Darko, che però non era così dispersivo ed era quantomeno molto più ingegnoso – lascia che la possibile deviazione geopolitica lanciata tra i denti dal survivalista Danny – “Ci siamo fatti parecchi nemici nel mondo. Magari si sono alleati” – rimanga purtroppo solo un’ipotesi di lavoro come un’altra. Sam Esmail, creatore della serie Mr. Robot che raccontava un intrigo per molti versi analogo a questo, si fa accalappiare da questo rosario di teorie del disastro tanto da sciorinarne tutti i grani (mancano solo le scie chimiche e il 5G): il boato sonoro, il disorientamento/avvertimento degli animali, le radiazioni attraverso il “rumore”, “la malefica cricca” degli uomini potenti, le Tesla a guida autonoma manovrabili dai terroristi da remoto, i satelliti messi fuori uso dagli hacker, i volantini con l’arabeggiante “Morte all’America”, la data science applicata alla fenomenologia del reale. Così la guerra civile interna come arma di distruzione di massa per una democrazia poco compiuta come gli Stati Uniti – quanto sarebbe stato interessante se fossero stati reinventati gli eventi di Capitol Hill, quel tragicomico colpo di Stato che qui viene traslato in maniera molto più seriosa e scialba – è l’urlo di terrore di un cineasta e di una produzione, gli Obama in questo caso, che sono più intenzionati a togliere voti a Trump e compagnia populista che a riflettere seriamente sulle cause del loro successo.

 

Titolo originale: Leave the World Behind
Regia: Sam Esmail
Interpreti: Julia Roberts, Mahershala Ali, Ethan Hawke, Myha’la Herrold, Farrah Mackenzie, Charlie Evans, Kevin Bacon, Vanessa Aspillaga, Erica Cho, Orli Gottesman, Alexis Rae Forlenza
Distribuzione: Netflix
Durata: 141′
Origine: USA, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.4
Sending
Il voto dei lettori
2.71 (21 voti)
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