Il suo ultimo desiderio, di Dee Rees

«Ne sono successe di cose ultimamente. Primo, volevo sapere chi, chi ha preferito il denaro alla vita, acciaio e piombo a sangue e anima. Chi è che ha ignorato i vivi? Chi ha permesso che la distanza e le differenze decretassero quale uomo lasciare morire e quale soccorrere e mettere al sicuro? Chi sono i porci della guerra, chi gli approfittatori? Chi ha il cuore di pietra e l’anima insensibile? E secondo, secondo volevo sapere perché?»

Le premesse del monologo iniziale del thriller drammatico Il suo ultimo desiderio (2020), diretto da Dee Rees (Eventual Salvation, Pariah), presentato in anteprima al Sundance Film Festival e distribuito su Netflix dal 21 febbraio, sembrano di ottimo auspicio. Promettono allo spettatore un’avvincente storia di ricerca della verità, ma non riescono pienamente nell’intento. 

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Ci vengono restituite in maniera piuttosto confusa le peripezie della giornalista americana Elena McMahon, interpretata da Anne Hathaway – inviata di guerra per il Washington Post a metà anni Ottanta e finita suo malgrado nei guai, sullo sfondo politico dei loschi finanziamenti della guerriglia armata controrivoluzionaria dei contras in Nicaragua, resi possibili dall’amministrazione Reagan. O meglio, ciò che probabilmente non funziona è l’adattamento cinematografico della complessa vicenda narrata più nel dettaglio da Joan Didion nell’omonimo romanzo (The Last Thing He Wanted) del 1996. 

La concatenazione degli eventi appare discontinua, non ben districata; la sceneggiatura, firmata dalla regista candidata agli Oscar per Mudbound (2017), non risulta convincente, lasciando diverse perplessità allo spettatore e abbondando di punti morti. 

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Persino la presenza di un cast eccellente (Willem Dafoe nei panni del padre, Ben Affleck in quelli di un corrotto funzionario della CIA, Rosie Perez nel ruolo della collega Alma Guerrero) non riesce a risollevare le sorti del film, poiché sono i personaggi stessi a risultare unidimensionali e poco approfonditi. Nemmeno la prova attoriale della protagonista assoluta, il cui struggimento e le cui motivazioni rimangono sino alla fine non del tutto accessibili, né condivisibili, per il pubblico che resta distaccato – ma senza sviluppare un proficuo giudizio critico – riesce a rendere giustizia a un’opera sepolta dalle proprie stesse grandi ambizioni. 

Il suo ultimo desiderio conferma insomma lo stato di crisi del film-inchiesta contemporaneo, come analizzato pochi giorni fa da un articolo del Guardian: rimangono lontani i risultati raggiunti da titoli simili che hanno riscosso numerosi riconoscimenti e il dovuto successo anche in anni recenti, quali Il caso Spotlight (2015, Tom McCarthy), The Post (2017, Steven Spielberg), Panama Papers (2019, Steven Soderbergh).

 

Titolo originale: The Last Thing He Wanted
Regia: Dee Rees
Interpreti: Anne Hathaway, Ben Affleck, Rosie Perez, Willem Dafoe, Toby Jones
Distribuzione: Netflix
Durata: 115′
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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