Il film racconta un direttore di un hotel di lusso a Vienna nell'attesa che questo venga demolito, simbolo della fine di un'era. Sempre in superficie, non lascia il segno. VENEZIA82. Orizzonti
Colpevole di un precoce auto-smascheramento risulta comunque godibile e riesce a giocare sulla riconoscibilità del suo protagonista. Con un'ottima Greta Lee. VENEZIA 82. Orizzonti
Nonostante l'ottima interpretazione di Dafoe, sono pochissimi gli attimi di autentica intensità. Manca la scossa decisiva ad un film che scappa via senza lasciare acuti. LOCARNO78. Piazza Grande
Sembra sempre lo stesso film del regista, ma stavolta la forma non ingabbia più il suo cinema. C'è la mano dell'illusionista che esplora nuovi mondi come Le mille e una notte. Convincerà?
Sembra lo stesso film del regista, ma stavolta la forma non ingabbia più il suo cinema. C'è la mano dell'illusionista che esplora nuovi mondi come Le mille e una notte. Convincerà? CANNES78. Concor
Dal romanzo di Barry Gifford, non è il migliore del regista ma resta l'incrocio decisivo delle sue partiture visive/sonore. Palma d’oro a Cannes nel 1990 . Da oggi al cinema in versione restaurata.
Un esordio interessante dal punto di vista visivo e sonoro ma fortemente limitato da una scrittura dei personaggi abbastanza trascurata, che affronta la tematica della diversità.
L'architetto Renzo Piano ha condiviso recentemente una lettera di opposizione a tale proposta di legge, ottenendo il sostegno delle celebrità di Hollywood. Da Martin Scorsese a Francis Ford Coppola
“Nosferatu inventa l’horror e il suo montaggio inventa il cinema” aveva detto il cineasta newyorkese prima di concepire il suo personale e sudatissimo Conte Orlok finalmente giunto in sala in It
Il remake del capolavoro di Murnau è un film “vivo”, che dietro il suo pericoloso formalismo non ha paura di farsi male e di immergersi nella sua materia nera, nel suo erotismo perverso e termina
Arrivano le prime reazioni della critica americana dell'ultimo lavoro di Robert Eggers Nosferatu, riadattamento del capolavoro espressionista di Friedrich W. Murnau,
La rocambolesca messa in onda della prima puntata del Saturday Night Live nel 1975, in un film forse troppo "pulito" per restituire l'anima sovversiva di quella comicità.
Un incantesimo lugubre dell'unico sequel possibile del gran film del 1988. Una gioia per gli occhi, strepitoso, tra i migliori film di sempre del regista.
Un incantesimo lugubre dell'unico sequel possibile del gran film del 1988. Una gioia per gli occhi, strepitoso, tra i migliori film del regista degli anni Duemila. VENEZIA81. Fuori Concorso.
Regista e interpreti hanno raccontato alla stampa gli elementi cardine del nuovo progetto, che riporta in vita lo spirito del predecessore in un'avventura divertente e con poca CGI. Film d'apertura
Ci sono irrefrenabili mutazioni, dei corpi e dei generi. E in questo meraviglioso saggio sull'essere del nuovo millennio lo sguardo del cineasta statunitense è sempre pieno d'amore.
Il cineasta statunitense si incolla a Peter Parker e si inventa rossellinianamente un anno zero da cui ripartire, Superiore al precedente, uno dei titoli imprenscindibili degli anni Duemila.
Ottimo incontro tra il cinema del regista statunitense e l'eroe della Marvel. Un film spettacolare, di grande forza visiva e intensità emotiva che esplora tutte le forme del desiderio.
Il regista greco torna a lavorare con il suo sceneggiatore e trasforma le sue sfumature di gentilezza in esibita crudeltà in cui si autocompiace della propria forma. Insostenibile.
Da poco vincitore di premi Oscar con Povere creature!, Lanthimos è in concorso a Cannes con Kinds of kindness insieme ad Emma Stone, Willem Dafoe, Margaret Qualley
Il regista greco torna a lavorare con il suo sceneggiatore e trasforma le sue sfumature di gentilezza in esibita crudeltà in cui si autocompiace della propria forma. Insostenibile. CANNES77. Concorso
Il sequel di Il cielo sopra Berlino smarrisce la poesia del film precedente e la sceneggiatura più strutturata lo appesantisce. Gran Premio della Giuria al 46° Festival di Cannes. Da domani in sala.
Nove anni dopo Hungry Hearts, il regista dirige un film ispirato al caso Montesi, ambientato a Roma negli anni '50. Sogna in grande senza farci mai emozionare davvero.
Saltano tutti i calcoli del cinema del regista grazie anche ai ribelli Stone, Dafoe e Ruffalo. E il risultato è affascinante. Dal romanzo di Alasdair Gray. Leone d'Oro alla Mostra di Venezia
L’interprete farà parte del cast del nuovo capitolo di Beetlejuice, diretto ancora una volta da Tim Burton. Ecco cos’ha svelato a proposito del suo ruolo, a metà strada tra violenza e cinema
È nei momenti di delirio visivo, quando il film sbanda e prende pieghe allucinate, che Gonzo Girl funziona di più. Ma la protagonista finisce per diventare comprimaria accanto a Dafoe. Grand Public
Forse il primo vero passaggio a vuoto nella filmografia del regista in un film che, tranne qualche intuizione, resta impantanato nella propria forma. Il punto di non ritorno del cineasta?
C'è troppo per un film dalla durata classica. Il suo quasi ansimare narrativo costituisce prova di questa fatica che coinvolge anche lo spettatore. VENEZIA80. Orizzonti Extra