inizioPartita. Frittura mista di circuiti: il piatto è servito! USB Killer V3 (PC)

Dopo l’ennesima sfida online persa a Call of Duty: Black Ops III con i vostri compagni di merende, solo perché il vostro PC funziona ancora a carbonella e rallenta di un botto durante le fasi più concitate, mentre i loro chip Ryzen e le loro schede video ultraperformanti lo sbeffeggiano dall’alto della loro potenza di calcolo, forse è arrivato il momento di pensare ad una nuova soluzione hardware al passo coi tempi… anche quando l’istinto primordiale dovesse esigere una perfida vendetta in stile “Spectre” …del tipo “premo un pulsante, e un meccanismo segreto frigge all’istante i PC dei miei avversari“.

Pensate sia qualcosa di molto distante dalla realtà? Beh… non lo direste mai, ma qualcuno ha pensato al posto vostro a realizzare qualcosa di simile.

Ci riferiamo, per la precisione, all’apparato USB Killer V3, commercializzato dall’azienda USBKill.com e venduto in tre interessanti versioni.

USB Killer V3 (PC) - Versione brandizzata del prodotto (detta anche Standard Edition)

USB Killer V3 (PC) – Versione brandizzata del prodotto (detta anche Standard Edition)

Nell’aspetto (…e per dimensioni) simile ad una chiavetta USB, risulta acquistabile attraverso lo store online del produttore nella Standard Edition (contenitore + dispositivo brandizzato con logo e scritte), nell’Anonymous Edition (contenitore + dispositivo de-brandizzato, e quindi anonimo) e nello USB Kill Professional Kit (contenitore + dispositivo + testing shield + adattatori per plug MicroUSB, USB-C e Lightning), quest’ultimo disponibile in entrambe le varianti (Standard e Anonymous).

Il dispositivo USB Killer è dotato di potenti condensatori miniaturizzati: quando viene pluggato ad una presa USB, tali condensatori si caricano rapidamente e poi rilasciano una scarica da circa 215 volt negativi.
Il processo si ripete più volte nell’arco di un solo secondo, fino a friggere quanto più hardware possibile, o almeno fino a quando il dispositivo non viene rimosso.
In definitiva, utilizzando la chiavetta USB Killer V3 su equipaggiamento elettronico non protetto da sovratensioni e/o scariche elettriche, tale hardware viene permanentemente danneggiato e disabilitato.

Sostanzialmente, i danni che possono essere causati variano dalla semplice “cottura” della porta o dell’hub USB cui il dispositivo viene agganciato, alla “frittura mista” di tutti i circuiti della scheda madre del PC. In linea puramente teorica, altri componenti, come ad esempio l’HD, dovrebbero salvarsi, ma non è né chiaro, né assicurato. Ciò di cui si è ben sicuri è che questo dispositivo è in grado di produrre danni estesi ed economicamente svantaggiosi.

Se la domanda che siete sicuramente arrivati a porvi riguarda la liceità della commercializzazione di un simile gadget tecnologico, vi rassicuriamo sulla completa legalità dell’intera faccenda. Lo USB Killer V3 è venduto come “testing device“, cioè un dispositivo per effettuare test sulla sicurezza: in pratica, lo scopo dichiarato dal costruttore è quello di vendere un tool portatile per mettere alla prova la qualità della protezione da sovratesioni e/o scariche elettriche di un determinato prodotto elettronico dotato di porte USB. Certo… distruggere un PC per capire se le sue porte USB sono protette da sovratensioni sembra forse un po’ azzardato come test, ma l’importante è che la chiavetta in questione possieda le certificazioni CE e FCC, e quindi possa essere regolarmente venduta senza particolari vincoli (anche in Europa). Poi, che qualcuno decida di non utilizzarla come “testing device”, quanto piuttosto come “arma di distruzione elettronica”, sono cose che al produttore non interessano, e riguardano piuttosto il libero arbitrio del singolo utilizzatore.

Se dopo aver letto quanto scritto più sopra, state già progettando un assalto all’arma bianca USB contro i PC dei vostri più acerrimi nemici, o contro quelli dell’ufficio in cui lavorate come schiavetti H24 da moltissimi anni, sappiate tuttavia che per comprare una USB Killer V3 bisogna registrarsi sul sito-web del produttore, per cui le vostre generalità, pur protette dalla legislazione internazionale in materia di privacy, potranno comunque essere messe in relazione con l’acquisto del prodotto nel caso provochiate danni evidenti e, soprattutto, che le forze dell’ordine decidano di effettuare qualche indagine approfondita. Eventualmente, vi consigliamo pertanto di utilizzarla per i fini secondo i quali è stata dichiaratamente concepita… in caso contrario, se vi scopriranno, saranno grossi guai. E non diteci che non ve l’avevamo detto…