Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!, di Don Siegel

Scambiato dalla critica come film reazionario, è al contrario cinema di genere che si interroga sulla distanza tra l’applicazione della legge e il concetto di giustizia. Stasera, ore 22.40, Sky Action

Callahan è un fascista. Dirty Harry è un film profondamente immorale”. Questo è il succo della recensione dal titolo provocatorio Saint Cop che Pauline Kael scrisse sul “New Yorker” nel gennaio 1972 per stroncarlo. Nonostante il successo mondiale che diede origine a una saga di altri quattro capitoli, il film di Don Siegel scatenò le ire dell’ala liberal-democratica e fu accusato apertamente di razzismo, omofobia e giustizialismo. La storia dell’ ispettore Harry Callahan (Clint Eastwood) che utilizza metodi poco ortodossi per catturare il serial killer Scorpio (Andrew Robinson) viaggia nel politicamente scorretto. Harry è misantropo, detesta gli omosessuali, calpesta i diritti dei neri, non ha alcuna fiducia nel sistema giudiziario americano. Ma la storia raccontata non ha la pretesa di insegnare una lezione morale, al contrario rappresenta la deriva di un uomo che odia la società quanto odia sé stesso.

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Il modello Harry Callaghan (la “g” è una aggiunta nella traduzione italiana) non è certo vincente: il poliziotto è solo, corroso dal rimorso per la morte della moglie, deluso dalla distanza tra l’applicazione della legge e il concetto di giustizia. Più che lo sceriffo Will Kane di Mezzogiorno di fuoco, Harry Callaghan ricorda Shane, Il cavaliere della valle solitaria. Don Siegel lo inquadra spesso di spalle, pensieroso, mentre osserva tristemente dall’alto una San Francisco-Babilonia in cui folli, stupratori, assassini sembrano avere invaso le strade. Scorpio, che ha la pelle bianca, i capelli biondi e l’aspetto di un ragazzino del coro della chiesa è, al di là delle apparenze, un sadico psicopatico. Don Siegel gioca con le inquadrature dall’alto, le plongée insistite, i movimenti di camera all’indietro e in verticale come nel confronto spettacolare tra i due protagonisti nello stadio di football. Costruisce la figura dell’ispettore con una successione esemplificativa di gesti: la scena della rapina mentre Callaghan cerca di mangiare un hot dog è cinema d’azione elevato al cubo. Gli sguardi, i movimenti, la successione degli spari con la fallica 44 Magnum, le frasi rivolte all’ultimo rapinatore (“Devi fare a te stesso una domanda: Mi sento fortunato? Eh pivello?”), scolpiscono perfettamente il personaggio. Quando Harry Callaghan gira di notte per le strade di San Francisco vediamo emergere tra le luci al neon una umanità in caduta libera: il suicida sul cornicione, il pappone, le ballerine degli hot club, le prostitute.

Sacro e profano viaggiano spesso insieme: insegne luminose (Jesus Saves), il motivo della croce (ricorre ad ogni incontro tra Callaghan e Scorpio), il prete come possibile bersaglio. Don Siegel indugia sulla lentezza della macchina burocratica e mette in bocca ad un professore di diritto penale un piccolo compendio sui limiti della legge. La frustrazione di Callaghan di fronte alla non punibilità di Scorpio aumenta quando il collega Chico Gonzalez (Reni Santoni) viene colpito durante un inseguimento notturno e decide di abbandonare la polizia. Callaghan contesta ogni forma d’autorità (il suo capo, il procuratore, il sindaco) perché non sopporta il sistema in cui vive. Il suo essere “carogna” (la traduzione un po’ libera di “dirty”) è una disperata forma di difesa. Non è un poliziotto reazionario, ma un disadattato che medita il ritiro proprio perché incapace a trovare un senso al Male: non è un giustiziere supereroe come lo interpreteranno molti “polizziotteschi” italiani degli anni 70 ma un lupo solitario che alla fine riconosce di avere abdicato alla propria umanità. Don Siegel non lesina le scene di violenza e non corteggia lo spettatore con soluzioni facili: trasforma San Francisco in un oscuro girone infernale e chiude il film con il classico duello western.

Basato sulla storia del killer dello Zodiaco che insanguinò l’area di San Francisco alla fine degli anni ’60 (nella realtà non venne mai catturato), Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! è un film seminale che propone una visione cupa della realtà sociale americana e che, come Il braccio violento della legge di William Friedkin, ribalta in maniera provocatoria il rapporto tra legge e giustizia. Se per combattere il male bisogna scendere al suo livello allora anche l’innocente finisce per diventare colpevole. E non può che gettare via il distintivo come Will Kane.

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Titolo originale: Dirty Harry
Regia: Don Siegel
Interpreti: Clint Eastwood, Harry Guardino, Andrew Robinson, Reni Santoni, John Vernon, John Larch, John Mitchum
Durata: 102′
Origine: USA, 1971
Genere: poliziesco

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.6

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (2 voti)
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