La narrazione seriale dello sport nell’epoca dello streaming

Chi ha la fortuna di vivere “da lontano” il dramma sanitario dell’epidemia di coronavirus potendo quindi soffermarsi sulle problematiche più frivole e collaterali di questa brutta vicenda, è probabile che stia vivendo un altro dramma di proporzioni ugualmente epocali che sconvolge una routine ormai consolidata nella settimana di molti di noi: l’assenza del “mercoledì di coppa”, un appuntamento al quale neanche Fantozzi riusciva a rinunciare, super-direttore permettendo. Quello di un mercoledì senza la magica musica della Champions League è un trauma che ricorderemo a lungo, soprattutto alla luce del fatto che giunge in settimane in cui ci ritroviamo orfani di qualsiasi altro evento sportivo. Sì perché in estate, quando i campionati di calcio vanno in ferie, il fruitore compulsivo di sport ha ugualmente la possibilità di barcamenarsi in una ampia gamma di proposte: si va dagli eleganti prati di Wimbledon alle assolate strade del Tour de France, passando da corse su quattro o due ruote e chi più ne ha più ne metta.

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Questo lockdown invece ci ha privati di qualsiasi intrattenimento sportivo, con buona pace di chi non aspettava altro che gustare il campionato del mondo di snooker.

Fortunatamente la narrazione sportiva, da tempo incancrenita da format e intrattenimento non all’altezza, negli ultimi anni ha accettato la sfida lanciata dai talent show e ha cominciato a trattare i propri protagonisti per quello che sono davvero, cioè personaggi di una gigantesca serie televisiva. Del resto le analogie nel rapporto tra Sherlock e Moriarty e in quello tra Federer e Nadal si sprecano, oppure chi di voi non ho mai pensato alla Premier League degli ultimi anni come a un intricato, e a volte ugualmente sanguinoso, equivalente di Game of Thrones?
È così le grandi piattaforme streaming sono venute incontro al desiderio sottopelle ma ormai diffuso di narrazione espansa e hanno avviato la produzione di serie tv che scandagliano i lati nascosti delle stagioni di alcune squadre, non per mero spirito voyeuristico ma per assecondare le esigenze di un pubblico ormai abituato ad uno sguardo quantomai esteso sul mondo e i suoi fatti.
Stiamo d’altronde parlando di un fenomeno umano, quello sportivo, che più di ogni altro riesce ancora a essere fucina inesauribile e di icone; non mettere i suoi protagonisti al centro di un meccanismo che danzi continuamente sul confine tra realtà e finzione, sfruttando costrutti del documentario moderno, sarebbe un delitto imperdonabile.

Ecco che quindi, per alleviare le pene di un altro mercoledì sera senza sport, vi proponiamo top 5 dal variegato mondo dello sport ai tempi dello streaming.

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5. UNA MERAVIGLIOSA STAGIONE FALLIMENTARE (2015, Amazon Prime)
Una menzione d’obbligo per il capostipite italiano, e non solo, di questo filone sicuramente ricco di sorprese. Il Bari della stagione 2013/14 è squadra sull’orlo del fallimento economico e che naviga nella parte centrale della classifica, ma che da gennaio in poi inizia una inarrestabile cavalcata fino ai vertici del campionato cadetto con i giocatori che da mesi hanno smesso di percepire stipendio. La febbre di un’intera città che sogna un miracolo sportivo raccontata speditamente in questo film documentario indipendente.

4. ALL OR NOTHING – DALLAS COWBOYS (2018, Amazon Prime)
La stagione 2018 non ha visto certo protagonista la franchigia texana, in un’annata molto al di sotto delle aspettative. Però il format ormai consolidato di All or nothing, un progetto Prime video che abbraccia da alcuni anni sia il campionato di football americano sia altri sport come la pesca sportiva, rugby e calcio, si serve di un distacco emotivo tra pubblico e squadre raccontato che permette di raccontare e sfumature che vadano al di là del semplice confine tra vittoria sconfitta.

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3. DIETRO LA PROSSIMA CURVA (2020, Netflix)
È il primo esperimento con il mondo del ciclismo e i protagonisti sono i corridori della Movistar, una squadra spagnola ai vertici del ciclismo mondiale. La serie li accompagnerà attraverso le Classiche e le grandi corse a tappe di un’intera stagione, mettendo a nudo il coinvolgimento emotivo di figure sottovalutate nell’ambiente come i direttori sportivi, cui spettano decisioni spesso difficili e sofferte.

2. FORMULA 1 – DRIVE TO SURVIVE (2019, Netflix)
Questo tipo di produzioni ha da subito gravitato attorno al mondo della velocità che da sempre solletica fantasie di registi sceneggiatori. In questo documentario al centro dell’osservazione finisce l’elemento del pericolo, una componente imprescindibile e se si parla di motori, vissuta attraverso gli occhi dei corridori andando a scavare le motivazioni di una vita spinta sempre al limite.

1. SUNDERLAND ‘TILL I DIE (2018, Netflix)
Anche quella del Sunderland immortalata dalla troupe Netflix non è stata una stagione memorabile con la squadra, al primo anno dopo una retrocessione sofferta, alle prese con le difficoltà della risalita verso la Premier League. L’elemento che rende questo prodotto forse il migliore tra quelli disponibili al momento è il legame indissolubile tra la squadra e la città, che qui diventa sia punto di vista che oggetto osservato e tinge di bianco e rosso ogni fotogramma.