La padrina – Parigi ha una nuova regina di Jean-Paul Salomé

Isabelle Huppert è la padrina, un’insospettabile boss del crimine, nel nuovo film di Jean-Paul Salomé, che tocca diversi argomenti interessanti senza mai approfondirli.

C’è qualcosa nella società contemporanea che spinge alla ricerca di un cambiamento dalla monotonia della vita di tutti i giorni. La consapevolezza che siamo visti come parti di una macchina più grande di noi, che pretende da noi la reiterazione delle stesse azioni quotidianamente, porta una pressione che può sfociare in una volontà di rottura. Il cinema ha saputo interpretare questa volontà di rottura della classe medio-borghese portando in scena una serie di persone comuni che si ritrovano improvvisamente a capo di vaste organizzazioni criminali, alla ricerca di un brivido che le scuota e ricordi loro che sono ancora vive. Da Breaking Bad ad Ozark la promessa di ricchezza che sottende allo stato moderno viene pervertita da figure apparentemente ordinarie. La daronne, la donna protagonista de La padrina – Parigi ha una nuova regina, il nuovo film di Jean-Paul Salomé, appartiene a pieno diritto a questa schiera.

Patience Portefeu (Isabelle Huppert) è figlia di immigrati algerini, in gioventù ha avuto una vita ricca di avventure per via dei lavori non propriamente legali del padre. Ora è una vedova, madre di due figlie e impiegata presso la polizia di Parigi, il suo compito è tradurre dall’arabo le intercettazioni telefoniche degli spacciatori. La morte del marito e la costosa casa di cure in cui la madre è ricoverata, hanno portato la donna a faticare con i pagamenti. L’occasione per il cambiamento arriva quando in un’intercettazione scopre che il figlio di una cara amica sta per essere arrestato perché corriere di un grosso carico di droga. Grazie al suo lavoro e alla sua scaltrezza Patience si metterà in moto, sia per salvaguardare il ragazzo, sia per mettere le mani sul prezioso carico, in un crescendo che la porterà a diventare La padrina, il nuovo boss del fumo di Parigi.

È interessante notare come l’ambiguità morale e legale che caratterizza la marjuana e il fumo (sono droghe ma leggere, sono punite ma non eccessivamente, in molti stati sono legali e in molti se ne fa uso anche se non lo si vuole ammettere) renda queste droghe perfette per essere protagoniste di una serie di commedie nere al femminile. Come in L’erba di Grace o nella serie Weeds, La padrina – Parigi ha una nuova regina ha per protagonista una donna che si trova improvvisamente in un sottobosco criminale di cui inizialmente è estranea, ma che arriva con la furbizia e l’inganno a far suo. L’ironia di queste commedie nasce proprio dai contrasti: l’apparente candore di queste donne contro la spietata violenza del mondo criminale, la loro intelligenza contro la stupidità degli spacciatori e infine, non trascurabile, lo status sociale di partenza: una classe borghese in difficoltà economica contro un sottoproletariato povero, da sempre abituato ad arrabattarsi.

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La padrina – Parigi ha una nuova regina è un film che non ha profonde aspirazioni. Nonostante l’argomento manca di volontà critica e le difficoltà economiche o di integrazione degli abitanti della periferia parigina non sono approfondite, ma usate solo come un pretesto per sviluppare una trama classica che vuole intrattenere e divertire, riuscendoci quasi esclusivamente grazie all’interpretazione di Isabelle Huppert, che interpreta proprio la daronne. In un insolito ruolo in una commedia, dove dimostra le sue ottime capacità recitative indipendentemente dal film, la Huppert è la ragione principale per cui vale la pena di vedere il film.

 

Titolo originale: La daronne

 

Regia: Jean-Paul Salomé
Interpreti: Isabelle Huppert, Hippolyte Girardot, Farida Ouchani, Liliana Rovère, Iris Bry, Nadja Nguyen, Yann Sundberg,
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 106′
Origine: Francia 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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