Lions Love, di Agnès Varda

Dalla sezione “Un po’ di Varda” del Bergamo Film Meeting, un film sperimentale con protagonista Viva, Shirley Clarke e Jerry Ragni, che creano uno straordinario mix di realtà e finzione. Su Mubi.

(…) nell’arte contemporanea, il margine che separa lo spazio consacrato del bello sublime dallo spazio escrementizio del trash, si stia gradualmente assottigliando fino ad arrivare a una paradossale identità degli opposti: i moderni oggetti artistici sempre più escrementizi, trash (spesso in senso esattamente letterale: feci, corpi in putrefazione, ecc.) non sono forse esibiti per – fatti al fine di, destinati a riempire – il LUOGO Sacro della Cosa? 

Slavoj Žižek, Il trash sublime.

Nel 1968, Andy Warhol è probabilmente l’artista sulla cresta dell’onda dell’arte contemporanea. Nella sua Pop Art, l’estetizzazione del quotidiano ha avuto una delle sue prime e più chiare manifestrazioni, con oggetti quotidiani o industriali, dalle Campbell’s Soup Cans alla banana dei The Velvet Underground & Nico, che vengono assunti come soggetti di un’opera d’arte. Warhol ha anche profetizzato un futuro con quindici minuti di fama per tutti, che vista con gli occhi di oggi sembra addirittura una previsione prudente. Già allora, comunque, si avvertiva la percezione che il confine tra realtà e rappresentazione si stesse assottigliando, divenendo quasi indistinguibile.

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Nel 1968, Agnès Varda percepisce appieno questo discorso fondamentale e lo sublima in Lions Love, una delle due opere, insieme al reportage Black Panthers, che le frutta il soggiorno sessantottino negli USA. Al centro di questo film sperimentale non poteva che esserci, allora, Viva, attrice fulcro proprio della factory di Warhol. Accanto a lei, Jerry Ragni, del quale il Joaquin Phoenix di Vizio di forma sembra una reincarnazione, e Jim Rado, i due autori del rinomato musical Hair poi portato al cinema nel 1977 da Milos Forman, oltre che la regista sperimentale Shirley Clarke. Il personaggio di quest’ultima viene chiamata dai produttori per realizzare un film sulla Los Angeles del tempo, vista da una regista con uno sguardo alternativo. Così, Lions Love si svolge per la maggior parte nella camera d’albergo dove i tre attori convivono in attesa delle riprese del film.

Varda insiste continuamente su questo discorso metacinematografico, portato avanti a partire dalla seconda scena, interrotta da uno stop chiamato dal fuoricampo. La regista gioca con i pezzi del film, in continuo sabotaggio della propria narrazione, ma anche della realtà stessa. Scene improvvisate in una camera d’albergo si contrappongono alle contrattazioni tra i produttori e il distributore del film stesso, fino alla scena in cui Agnès Varda prende il posto di Shirley Clarke, riluttante a recitarla. Le acque diventano torbide, la credenza nelle immagini e nelle parole vacilla sempre più, mentre viene circoscritto uno spazio vuoto, sacro, che sembra esulare dalla materia che lo riempie. Non è nella sostanza di Viva che risiede la risposta alla sua domanda: Riuscirò a diventare la nuova Greta Garbo, Marlene Dietrich, Rodolfo Valentino? Non è nei volti dei divi la risposta, quanto nel vuoto a forma di stella nella quale sono contenuti.

Lions Love Varda

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A tre quarti delle due ore che compongono il film, la Storia irrompe sotto forma dell’assassinio di Bob Kennedy e dell’attentato ad Andy Warhol. Le immagini d’archivio non sono mostrate direttamente, ma attraverso un’inquadratura di una televisione accesa, oltre che delle pagine di giornale. Una scelta che permette a Varda di ricordarci quanto non solo la storia, ma anche la politica faccia parte del campo della rappresentazione (a detta di Frank Zappa, la politica è solo la divisione intrattenimento dell’esercito…). Ma chi decide chi dovrà riempirne il vuoto?  Il titolo italiano del film ha lasciato cadere un piccolo inciso, che a questo punto sa di rivelazione: Lions Love (… and Lies). Quando realtà e finzione arrivano a toccarsi, in un’identità degli opposti, allora anche la verità assume la forma della menzogna.

Disponibile su MUBI (gratis per 30 giorni accedendo da questo link)

Titolo originale: Lions Love (… and Lies)
Regia: Agnès Varda
Interpreti: Viva, Jerry Ragni, Jim Rado, Shirley Clarke, Peter Bogdanovich
Distribuzione: Mubi
Durata: 113′
Origine:
USA, 1969

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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