Little Richard: addio al padrino dei ribelli del rock

Un saluto a Little Richard, che ci ha lasciato lo scorso 9 maggio al’età di 87 anni. Un’icona che non solo tiene a battesimo e rivoluziona il rock’n’roll, ma che segna anche l’ispirazione e la carriera di moltissimi artisti musicali e star.

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Little Richard canta e suona quando la radio è ancora divisa tra quella bianca e quella nera, quando la musica black ha una classifica a parte e molti di quei brani vengono riproposti dai bianchi per poter circolare.
Parliamo del periodo a cavallo tra gli anni ’50’ e ’60. Little Richard, all’anagrafe Richard Wayne Penniman, trascorre la sua infanzia in un ambiente difficile e segregato, rigoroso e religiosissimo. Un contesto che di certo non rispetta il suo essere “diverso”, eccentrico ed effeminato, per non parlare della sua andatura sghemba provocata da una differenza di lunghezza delle gambe. Quell’ambiente comunque gli riserverà qualcosa di buono. Se non fosse stato per la musica in chiesa, probabilmente Little Richard non si sarebbe mai accostato allo spartito.
Tutto cambia quando si trasferisce a New Orleans, per registrare nello studio di Cosimo Matassa, un vero tempio del Rock & Roll. Nel 1955 Little Rich incide Tutti Frutti ed ecco che la storia della musica, ma non solo, cambia.
Quel brano, intriso di carica estrema e di sonorità tipiche del Rhytm and Blues, diviene subito un successo. All’apice della sua carriera, Little Richard continua ad incidere capolavori come Long Tally Sally, Supplin’ and Siddin’, Good Golly Miss Molly.

https://youtu.be/lQ6akiGRcL8

Little Richard era dotato di un’energia superiore e la trasmetteva attraverso uno stile unico, attraverso i suoi acuti potentissimi, ma soprattutto suonando il piano come solo lui sapeva fare. Il look eccessivamente sfacciato, a dispetto di quell’America puritana, lo ha reso un’icona per generazioni, non solo per la musica, ma anche per il cinema e per la TV che arriva fino agli anni ’90. La prima volta appare con un cameo in I Frenetici, nel ’56, poi interpreta altre piccole parti come in Su e Giù per Beverly Hills (’86), Pezzi Duri e Mosci (’92), Buona Fortuna Mr Stone e Last Action Hero (’93). Appare nel cinema non solo come attore, ma anche nei suoi stessi panni come in Gangster Cerca Moglie (’56), Scene di Lotta di Classe a Beverly Hills (’89) e Mystery, Alaska (’99). Le sue interpretazioni non finiscono quì, Little Richard lavora anche come doppiatore per alcuni episodi di serie TV, come I Simpson e Bill & Ted’s Excellent Adventures – e di nuovo compare in Miami Vice, Baywatch e Colombo.
Little Richard è stato un vero esempio di ribellione e di libertà d’espressione. Cantava come fosse travolto da una di quelle crisi che prendono durante le cerimonie religiose fasciate dal gospel, sfoggiava senza vergogna l’ambiguità sessuale, i vestiti sfarzosi e il trucco esagerato. Little Richard rimane uno dei padri del rock’n’roll, ma anche l’incarnazione di un’epoca intera, durante la quale si usciva dalla guerra e si fondava una nuova società, nonostante esistenze costellate di sofferenza, follie, ed eccessi. La sua musica e la sua immagine raccontano tutt’ora di quella libertà che sempre vince la repressione.

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