Ron Howard e il richiamo della giungla

Ron Howard (Richie Cunningham per gli amici ai tempi di Happy Days), classe 1954, nato e cresciuto nella contea di Stephens, in Oklahoma, spegnerà ben sessanta candeline il prossimo sabato 1 marzo.

Quale miglior regalo se non una nuova sfida cinematografica: la Warner Bros lo ha voluto, al posto di Alejandro Gonzalez Ignarritu, per dirigere un nuovo adattamento cinematografico de Il libro della jungla, la raccolta di racconti scritta da Joseph Rudyard Kipling nel 1894 dove il 'cucciolo d'uomo' Mowgli, abbandonato nella giungla dell'India, viene allevato dagli animali. I due ragazzi selvaggi condividono la medesima forza d’animo che ha supportato il loro esordio in due mondi difficili e allo stesso tempo affascinati.

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Era il 1956, quando a soli due anni Ron esordisce sul grande schermo, nel film Pellirosse alla frontiera (Frontier woman) accanto a suo padre Rance Howard. Un debutto che ha aperto le porte al successo, senza battute d’arresto: 38 ruoli da attore, 31 regie sempre fra cinema e tv, quattro sceneggiature e altrettante produzioni. Dopo tanta fatica, arrivano i riconoscimenti: il doppio Oscar (film e regia) del 2002 per A Beautiful Mind, dopo il più lontano (1978) Golden Globe come migliore attore per la celebre serie Happy Days. E nel 2008 ha unito la passione per il cinema alla politica, nel corto Ron Howard's Call to Action, realizzato per il democratico Barack Obama. Nel corto Howard è tornato indietro ai “giorni felici” impersonando ancora una volta il Richie Cunningham al fianco di Henry Winkler, nei panni di Fonzie.

(s.p.)

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