Sempre sulla scena: Mariangela Melato

mariangela melato in dolore da marguerite durasSi è spenta questa mattina a 71 anni Mariangela Melato, dopo una lunga malattia. E con lei scompare una tipologia di attrice piuttosto rara, sospesa tra teatro e cinema, capace di far sentire la sua tecnica recitativa ma al tempo stesso in grado da far emergere dai suoi personaggi quell'ironia in grado di renderli vitali e comunque al di fuori dei canoni della commedia all'italiana.

Una gara con un altro attore di grande tecnica come Giancarlo Giannini aveva assunto infatti dei contorni efficacemente deliranti in Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974, il film migliore di Lina Wertmuller dopo I basilischi, dove due soli personaggi dopo il naufragio rappresentava una sfida non solo a livello narrativo – il confronto di classe, quello tra nord e Sud nella prima metà degli anni '70 – ma soprattutto mutava il concetto del loro movimento nello spazio. La scena è l'imbarcazione, l'isola desterta e il mare. E lì proprio si assiste a una metamorfosi, anche con i residui del teatro, dove Raffaella e Gennarino, la padrona e il marinaio, appaiono riposseduti nella loro alternanza tra il dominio e la sottomissione sull'altro.

Nata a Milano nel 1941, è sorella della cantante Anna Melato, di 11 anni più giovane di lei. Studia all'Accademia di Brera, lavora inizialmente alla Rinascente per pagarsi gli studi di recitazione. Entrata a far parte nel 1960 nella compagnia di Fantasio Piccoli, ha fatto il debutto sulla scena con Binario cieco di Terron e nel corso del decennio ha lavorato con Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi per poi approdare nella commedia musicale di Garinei e Giovannini, Alleluia brava gente (1971).

mariangela melato e giancarlo giannini in travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agostoDal teatro al cinema il passo è breve. Il primo ruolo glielo offre Pupi Avati in Thomas e gli indemoniati (1969) che poi la dirige anche in Aiutami a sognare (1981) dove il ruolo della vedova appassionata dell'America durante la 2° guerra mondiale le fa vincere sia il David di Donatello sia il Nastro d'Argento, doppietta che le era riuscita anche per Caro Michele (1976) di Mario Monicelli.

Gli anni '70 sono il periodo più prolifico per quanto riguarda il cinema. Difficile cercare dei modelli vista la sua unicità. Forse dei collegamenti, tra l'eredità di Franca Valeri e quel timore inconscio suscitato dalla sua presenza simile a quello di Gian Maria Volonté. Ed è proprio con lui, nei panni dell'amante dell'operaio Lulù, che lavora in La classe operaia va in Paradiso (1971) di Elio Petri, regista che la richiama anche per Todo Modo (1976).

Capace di mutarte più registri anche all'interno dello stesso film, alterna parti più drammatiche a quelle comiche, quelle più grottesche a quelle più sognatrici e fantastiche, evidenti quest'ultime nella sua collaborazione con Sergio Citti, tra Casotto (1977) e Mortacci (1988).

Mariangela Melato con Giancarlo Giannini in Mimì metallurgicoTra gli incontri decisivi c'è quello con Lina Wertmuller e Giancarlo Giannini. Prima Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, i due si erano già messi in luce con i personaggi dell'operaio siciliano emigrato e della sottoproletaria lombarda in Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972) e poi successivamente in Film d'amore e d'anarchia (1973) e, da sola, nei panni della manager facoltosa che rapisce uno specialista in sequestri in Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986) dove la regista riaffronta stancamente dinamiche tra classe e desiderio più efficaci nel decennio precedente.

Nel corso della sua carriera ha lavorato, tra gli altri, anche con Franco Brusati (Dimenticare Venezia, 1979; Il buon soldato, 1982), Luciano Salce (Basta guardarla, 1971; La presidentessa, 1977), Vittorio De Sica (Lo chiameremo Andrea, 1972), Steno (La polizia ringrazia, 1972 e soprattutto La poliziotta, 1974), Sergio Corbucci (Di che segno sei?, 1975) e dagli anni '80 con Giuseppe Bertolucci (Oggetti smarriti, 1980; Segreti segreti, 1984), prende in giro se stessa con l'attrice impegnata che interpreta La figlia di Iorio in Il pap'occhio (1980) di Renzo Arbore, si trasforma quasi un corpo-marionetta da cinema muto per Domani si balla (1982) di Maurizio Nichetti, affiana Ugo Tognazzi in Il petomane (1983) di Pasquale Festa Campanile ed è poi diretta da Valentino Orsini in Figlio mio infinitamente caro (1985).

Più diradate le sue presenze dagli anni '90 dove ha lavorato più costantemente in tv. Vanno comunque ricordati La fine è nota (1992) di Cristina Comencini, Panni sporchi (1998) di Mario Monicelli, Un uomo perbene (1999) di Maurizio Zaccaro e, tra gli ultimi film, L'amore ritorna (2004) di Sergio Rubini e Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura.

mariangela melato è la signora danvers in rebecca, la prima moglieAnche alcuni registi internazionali hanno utilizzato quel volto particolare, quella voce che a tratti sembrava strozzata e poi diventava esplosiva. Tra questi Claude Chabrol in Sterminate "Gruppo Zero" (1974) e Fernando Arrabal in L'albero di Guernica (1975). Anomala e per questo ancora più curiosa la sua presenza nel fumettistico Flash Gordon (1980) di Mike Hodges dove è la scienziata imperiale Kala in un cast che vedeva tra le protagoniste anche Ornella Muti.

A teatro restano impresse alcune sue prove con Ronconi come nella sua Orestea da Eschilo o nell'Orlando Furioso, ma ha incarnato anche eroine di Euripide (Fedra, Medea), ma è stata anche Madre Coraggio e si è confrontata anche con Shakespeare (La bisbetica domata) e Luigi Pirandello (Vestire gli ignudi).

Molto attiva anche sul piccolo schermo, recentemente è stata la malvagia Signora Danvers nella miniserie Rebecca, la prima moglie (2008) di Riccardo Milani e in Filumena Marturano (2010) al fianco di Massimo Ranieri.

Sui tagli alla cultura, nel luglio 2009 era scesa in piazza a Montecitorio dicendo che prima che la gente si accorga della chiusura dei teatri potrebbero passare 3 anni, proponendo quindi ai telespettatori di 'spegnere la tv' auspicando un 'blocco che possa far succedere qualcosa in questo paese….di merda".