The Hater, di Jan Komasa

Come in Corpus Christi Komasa analizza la società e le sue contraddizioni. In The Hater, però, abbandona la campagna polacca in virtù di una Varsavia attraversata dall’odio virtuale. Su Netflix

Dopo il successo di Corpus Christi, in The Hater (disponibile su Netflix) il regista polacco Jan Komasa torna ad analizzare la società e le contraddizioni in essa insite attraverso un giovane protagonista che, partendo dai margini di un sistema sociale apparentemente inviolabile, è disposto a tutto per ottenere il potere e con esso la vendetta su coloro che lo hanno messo all’angolo.

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Tomasz Giemza è un giovane di umili origini approdato dalla campagna alla città metropolitana Varsavia per studiare legge. Quando l’università lo espelle con l’accusa di aver copiato, per Tomasz inizia una descentio ad inferos che lo porterà a perdere la propria umanità e con essa qualsiasi senso etico nei confronti degli altri. Una volta assoldato da un’agenzia che si occupa di monitorare e gestire contenuti online per pilotare l’opinione pubblica, il ragazzo capisce di avere l’occasione e per vendicarsi delle persone che lo hanno sottovalutato e umiliato. Ben presto le sue azioni virtuali avranno conseguenze dirette nella realtà tanto da spingerlo a violare leggi e principi agendo in prima persona, non più solo da dietro una tastiera.

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Nuovamente insieme allo sceneggiatore Mateusz Pacewicz, Komasa costruisce il perfetto anti-eroe contemporaneo interpretato da un’impeccabile Maciej Musialowski.

A rendere interessante il personaggio di Tomasz è, infatti, il modo in cui il suo cambiamento interiore si rispecchia in un mutamento esteriore: modo di vestire, di parlare, di relazionarsi con gli altri.

Inizialmente il ragazzo è insicuro e frustrato, ma rapidamente la sua frustrazione si trasforma in rabbia e motivazione. Assistiamo così a un percorso simile a quello dell’eroe, che, però, sceglie di seguire il male invece del bene divenendo a tutti gli effetti un ‘villain’ come se ne vedono solo nei fumetti, ormai privo di qualsiasi remora o senso di colpa verso una società che non ha mostrato interesse nei suoi confronti.

Se da una parte il protagonista potrebbe tranquillamente inserirsi in un’evoluzione da personaggio di cinecomic, a tenere lontano il mondo del fantastico interviene il contesto estremamente realistico e attuale in cui si svolgono i fatti.

Come già mostrato nel film The Social Network, ogni aspetto della nostra vita è ormai influenzato dall’opinione che i social esprimono su ogni argomento: è principalmente sui social che le persone si informano e scambiano opinioni ed è proprio sui social che è più facile far circolare rapidamente un’informazione senza che le fonti siano prima verificate.

In The Hater questa potenzialità viene mostrata nelle sue conseguenze più pericolose e estreme: ciò che viene denunciato è un sistema di controllo e manipolazione delle informazioni così bene organizzato e efficace da influenzare non solo la buona riuscita o il fallimento di un business (come la nascente linea di prodotti naturali che Tomasz manda in fallimento come primo incarico dell’agenzia per cui lavora), ma in grado di cambiare addirittura l’esito di un’elezione politica.

Titolo Originale: Sala samobójców. Hejter
Regia: Jan Komasa
Interpreti: Maciej Musialowski, Danuta Stenka, Jacek Koman, Agata Kulesza, Maciej Stuhr
Distribuzione: Netflix
Durata: 135′
Origine: Polonia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.5 (12 voti)
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