The Rental, di Dave Franco

Dave Franco debutta alla regia con questo thriller-horror a basso budget, che porta in scena le paure dell’era digitale e gioca con la suspense mescolando generi diversi. Su Amazon Prime Video

The Rental appare come un esordio registico pieno di citazioni, che gioca con la suspense dello spettatore e rimescola generi diversi in cerca di nuovi escamotage narrativi.

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Dave Franco debutta alla regia con questo thriller-horror ibrido a basso budget, disponibile su Amazon Prime Video, che porta in scena le paure dell’era digitale in un racconto classico rivisitato.

Il film inizia come uno slasher movie in una versione più contemporanea, dove gli ambienti di una villa hi-tech confinata tra il bosco e l’oceano diventano il luogo circoscritto da cui le vittime dovranno fuggire.

Due coppie affittano una tenuta di lusso tramite un portale online per trascorrere insieme un week-end di relax, tra gite all’aperto, passeggiate in riva al mare e divertimenti notturni.

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L’ambientazione suggestiva che fa da sfondo alla storia è sempre accompagnata da un’atmosfera tesa percepibile già nei primi minuti del film, quando i ragazzi cominciano a sospettare che il custode della casa li stia spiando.

Dopo la prima notte trascorsa nella villa le cose iniziano a cambiare: mentre accadono eventi inquietanti le paure del gruppo si riflettono nei loro comportamenti, che in breve tempo cominciano a degenerare lasciando emergere segreti nascosti e lati oscuri del carattere di ognuno.

Il dramma emotivo e l’intreccio delle relazioni ambigue tra i personaggi costituiscono l’elemento centrale della storia, da cui poi si diramano altre trovate narrative interconnesse dall’alternanza di atmosfere horror e neo-noir, citazioni di momenti hitchcockiani e soprattutto delle saghe pop di Halloween, Venerdì 13, Non Aprite Quella Porta e Scream.

Mentre tutti cercano di evitare volontariamente i campanelli d’allarme di un pericolo imminente, l’equilibrio del gruppo continua a vacillare a causa di bugie smascherate, non detti e incomprensioni reciproche – quando all’improvviso l’inquadratura cambia e passa in soggettiva trascinando lo spettatore fuori dalla prospettiva dei protagonisti per farlo entrare in quella di un potenziale osservatore.

Mentre la sensazione di disagio continua a crescere senza mai giungere ad un vero e proprio climax narrativo scatta una trappola fatta di giochi mentali, ricatti ed estorsioni, da parte di una presenza sconosciuta che diventa sempre più assillante. Come nella trilogia di So cosa hai fatto, il gioco si fa sempre più sporco e finisce per macchiare indelebilmente chiunque ne resti coinvolto.

Dave Franco compie una sorta di esperimento narrativo lungo 88 minuti, che si regge sulla tensione dello spettatore e sul cast composto da pochissimi attori, con l’obiettivo di rielaborare gli stereotipi che hanno definito i generi e i sottogeneri di un’epoca cinematografica rivisitata secondo i nuovi stadi di paura subentrati con l’avvento dell’era digitale.

Le minacce hanno assunto nuove forme, che si manifestano attraverso i dispositivi digitali, il timore dell’invasione della privacy personale riguarda le questioni attuali sulla dubbia sicurezza dei nostri dati in rete.

 

Titolo originale: id.
Regia: Dave Franco
Interpreti: Dan Stevens, Alison Brie, Sheila Vand, Jeremy White, Toby Huss
Distribuzione: Prime Video
Durata: 88′
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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