Tra Anthony Quinn e Lino Ventura. Incontro con Choi Min-sik

choi min-sikE’ un duro. Sul volto ha i segni di mille dolori. Sembra che abbia sulla faccia tutte le sconfitte del mondo, e anche la forza per uscirne fuori, ogni volta. Ha le mani ruvide, lo vedi mentre parli con lui. Come se facesse un mestiere manuale, e non l’attore.

 

E in effetti, il mestiere dell’attore lo intende un po’ così. Qualcosa di corporale, di fisico. Da affrontare con tutto il corpo, gettandocisi dentro a capofitto. Fino a rischiare la salute fisica. Del cinema italiano, gli piacciono lo Zampanò de La strada di Fellini, ovvero quell’Anthony Quinn ruvido, barba ispida, sopracciglia aggrottate, petto nudo e muscoli. E gli piace Lino Ventura, attore oggi dimenticato, interprete di tanti “polar” francesi, mascella grossa e cervello fino.

Lui è Choi Min-sik. L’attore più famoso di Corea,  l’interprete di Old Boy. Ma anche di tanti altri film in cui è di volta in volta serial killer psicopatico, poliziotto spietato, gangster fallito. O musicista dimesso, finito a insegnare musica in provincia. Stasera, al cinema Odeon di Firenze, Choi Min-sik riceverà il Florence Korea award, il premio del Florence Korea Fillm Fest, che proietta otto dei suoi migliori film.

 

 

Che cosa significa essere attore per lei?

Essere lo strumento di un regista. Il film è del regista. Tu, attore, devi essere un colore, un odore, un corpo al servizio del regista.

 

 

Poi sul set, però, c'è lei. Ha un metodo per prepararsi ai personaggi che interpreta?

L’attore deve essere come uno sciamano. La recitazione è un po’ una possessione divina. Io ho studiato recitazione, ho imparato tante cose, ho fatto tanto teatro. Ma alla fine è tutta una questione di istinto. C’è un’anima, quella del personaggio, che deve entrare nel tuo corpo. E io, dopo che ho fatto un film, non sono mai sicuro di esserci riuscito. E continuo a macerarmi.

 

 

Li vede i film che interpreta?

Il primo giorno che escono al cinema. Entro a film appena iniziato, al buio. Mi sistemo nell’ultima fila. Non guardo il film, ma il pubblico. E ai titoli di coda, mi infilo nel bagno. E lì, ascolto i commenti degli spettatori. I commenti più veri.

 

 

choi  min-sik

Tra poco la vedremo in un grande film internazionale, Lucy di Besson, al fianco di Scarlett Johansson. Com'è stato l'incontro con il regista e con l'attrice?

Purtroppo per contratto non posso dire nulla del film. Ma posso dire che Luc Besson mi ha chiamato a casa, direttamente, un giorno. Abbiamo parlato per quattro ore di fila. E non c’è stato bisogno di altro, né di contratti né altro. Ho fatto il film. Del resto, ero un suo fan dai tempi di Le grand bleu….

 

 

Del cinema italiano quali registi ama?

Amo Federico Fellini de La strada, con quel personaggio di Zampanò così forte e fragile insieme. E amo, tra gli attori, Lino Ventura, con la sua ruvida forza, e la sua intelligenza”. 

 

 

Ha visto il remake di Oldboy fatto da Spike Lee?

No, purtroppo no. Volevo vederlo, ma stavo girando con Luc Besson, e quando ho finito il film non era più nelle sale. Ma non ho nulla contro quel film!.

 

 

Una curiosità. Ma in Old Boy la famosa scena del polpo magiato vivo era vera?

Certamente. All’inizio, l’idea del regista era che io mangiassi solo un tentacolo, avvolto intorno alla bacchetta. Ma ho pensato che il mio personaggio, dopo quindici anni di prigionia, dovesse essere brutale. Abbiamo deciso che mangiassi tutto il polpo vivo, a morsi. Mi spiace ancora per il polpo.