VRE – Virtual Reality Experience a Roma

Chi non ha mai accarezzato l’idea di poter vivere appieno nella propria immaginazione, interagire con essa, sperimentare un mondo fisico parallelo al nostro ma con la stessa magia e libertà del videogioco?

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Grazie al continuo avanzamento tecnologico quest’idea si fa sempre più vicina, e già oggi si può godere dell’esperienza data dalla VR (Virtual Reality), dall’AR (Augmented Reality) e dalla XR (Cross Reality), che già si prospettano di plasmare ancora una volta il mondo dell’arte così come quello della scienza.

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Dal 5 al 9 novembre si svolgerà a Roma, nell’ex caserma di via Guido Reni, la prima edizione di VRE – Virtual Reality Experience, un evento internazionale dedicato alla realtà virtuale: il pubblico potrà esplorare e vivere per cinque giorni diversi scenari, sia reali che immaginari, nonché riflettere su temi di attualità grazie alle nuove possibilità di immersione e narrazione. L’evento sarà quindi una full immersion in quella che è una delle tecnologie più innovative e in voga del momento, con nuove opere provenienti da tutto il mondo, conferenze, incontri e performance VR.

L’ex caserma è una location post-industriale votata ad accogliere la contemporaneità, un contesto ideale per ospitare questa prima edizione, che occuperà svariati padiglioni. VRE ha l’ambizione di porsi come il primo osservatorio in Italia sulla realtà virtuale a 360°, il che significa non solo cinema, ma ogni possibile ambito in cui sia possibile applicare questa tecnologia.

L’evento, ideato e prodotto da Iconialab, parte del programma di ‘Contemporaneamente Roma 2019’, è sotto la direzione artistica di Mariangela Matarozzo. Le Virtual Reality Experience andranno a esplorare l’impatto di VR/AR/XR sulle arti performative, dal teatro alla musica, dall’elettronica alle arti visive, dai nuovi scenari di business alla rivoluzione nel mondo della medicina. Le VRE sono anche uno strumento per facilitare l’empatia e la comprensione, in quanto rendono possibile l’immersione in territori afflitti da emergenze umanitarie, storie di persone che vivono tragedie attuali e inenarrabili. Saranno presenti anche speciali come la Silent Disco, dove tutti saranno in pista con delle cuffie wi-fi e potranno scegliere personalmente la propria musica.

Si chiamano “esperienze” proprio perché il vivere le cose in prima persona è ciò che coinvolge le persone, motivo per il quale le VRE finiscono con il diventare una sorta di indagine tesa a capire come facilitare il confronto tra la realtà artistica e l’interazione fattiva di un pubblico sempre più interessato.

Sarà possibile provare varie grandi esperienze, ad esempio “Tree” di Milica Zec e Winslow Turner, un viaggio sensoriale in una foresta pluviale con percezioni sia olfattive che tattili; “HanaHana” di Melodiè Musset, in cui si vivrà in un mondo surreale, dove il paesaggio è seminato con mani giganti che si spiegano come fiori; in “Forest” ci si ritroverà all’interno di un paesaggio disegnato a mano dai due giovani artisti Kelsey Boncato e Daniel Oldham; e ancora, ci si perderà nella giungla aliena di “Bonfire“, creato da Eric Darnell; mentre “La settima notte di Thelema: un rituale virtuale” di Gianluigi Perrone ricrea il rituale, l’atmosfera e la coreografia delle origini della storia di Thelema, una religione esoterica basata sulla filosofia introdotta dall’occultista Aleister Crowley all’inizio del XX secolo.

D’obbligo l’esperienza onirica in “Sogni” di Kurosawa, a cura del celebre artista contemporaneo nonché street artist Flavio Solo, che indosserà un visore e inizierà a dipingere in realtà virtuale su una tela anch’essa virtuale. Il pubblico avrà a sua volta la possibilità di seguirlo, percorrendo l’opera e osservando da vicino le pennellate di colore.

Le innovazioni saranno anche nel campo della musica live grazie a “VR19 FREEDOM“, in cui Marco Testoni e i Pollock Project si immergono – e, soprattutto, fanno immergere – in un flusso di immagini e di musica visionaria, animando tre opere in VR sul tema della libertà. Anche il teatro si unirà alle nove tecnologie con “Segnale d’allarme – La Mia Battaglia”, codiretto da Elio Germano e Omar Rashid e tratto dall’opera teatrale “La mia battaglia” di Elio Germano e Chiara Lagani. Il lavoro parla alla – e della – nostra epoca, facendo diventare il pubblico parte dell’opera stessa.

L’ingresso è gratuito a partire dal 6 novembre e grazie agli Oculus Go si potrà assistere alle proiezioni delle 21 opere in concorso, provenienti dai maggiori festival internazionali, con una doppia proiezione giornaliera.

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