"L'isola delle coppie", di Peter Billingsley
L'isola delle coppie evidenzia un blocco nella carriera di Vince Vaughn. L'attore - in questo caso anche sceneggiatore - si automortifica di nuovo nel ruolo del prossimo quarantenne, con un piede nell'incoscienza infantile e uno nella maturità di genitore: ruolo che aveva già esaurito in The Break Up e in Four Christmases. Privato della verve della sua star, il film ne risente fino a lasciare in bocca un sapore stantio
Forse il fallimento di Vince Vaughn e di Jon Favreau come sceneggiatori dipende dal set.
Quello degli incroci possibili in una paradisiaca isola tropicale è il concept che ha partorito uno dei reality più insulsi - ma non per questo meno seguiti - della televisione: in questo caso ospita le sbiadite avventure di quattro coppie che vanno a cercare loro stesse e la passione perduta.
Più probabilmente, la responsabilità è solo del pallido intreccio che hanno messo insieme i due vecchi amici, costruito su otto personaggi che fanno a pezzi tutti gli ultimi interessanti sviluppi della commedia americana. E’ semplice descrivere cosa funziona ne L’isola delle coppie, visto che si riduce ad una sequenza di pochi minuti: il duello tra Vince Vaughn e Peter Serafinowicz (che nella televisione inglese è tra i protagonisti della scena comica) a colpi di Guitar Hero, grottesco a sufficienza da essere aderente alla generazione di bambinoni che si trova dal lato maschile del film, meglio rappresentata in The Hangover che qui.
Così come è facile notare come le situazioni – mai sopra le righe o deformate dall’eccesso – sembrino alla fine molto più false rispetto alle esasperate goffaggini apatowiane. Le riflessioni e la morale della vita coniugale che ci vengono proposte appartengono ancora al mondo di Spencer Tracy e di Katherine Hepburn, fatto di stereotipi indimenticabili proprio perché ormai inesorabilmente confinati fuori dal tempo.
Lo script cerca di superare la patina stantia delle situazioni e raschia il barile della grossolanità: il macho che da lezioni di yoga a sfondo sessuale è una trovata vecchia, per non parlare degli scialbi Jon Favreau e Kristin Davis, che provano a tradirsi invano con i rispettivi massaggiatori.
Preoccupa di più il modo in cui Vince Vaughn abbia deciso di auto mortificarsi nei panni del quarantenne con un piede nell’incoscienza infantile e uno nella maturità di genitore (personaggio già incarnato in The Break-Up e in Four Christmases), e si spera che riesca a liberarsi da questa trappola in cui ha già esaurito i suoi colpi migliori.
Malin Akerman torna in un resort dopo averne fatte passare di tutti i colori a Ben Stiller in The Heartbreak Kid, e così fa pure Kirsten Bell, che si ripresenta in costume al villaggio dopo il bellissimo Forgetting Sarah Marshall.
Personaggi riproposti che si dimostrano un altro indizio della scarsa verve dei due sceneggiatori.
TItolo originale: Couples Retreat
Regia: Peter Billingsley
Interpreti: Vince Vaughn, Jason Bateman, Jon Favreau, Malin Akerman, Kristen Bell, Kristin Davis, Jean Reno
Distribuzione: Universal Picture
Durata: 113'
Origine: USA, 2009
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