#ArenediRoma – Cinema America vs ANICA: interviene l’Antitrust

La diatriba tra l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali (ANICA) e l’associazione Piccolo Cinema America non accenna a placarsi, anzi sembra rischiare di sfociare in un’aspra diatriba legale.

Due giorni fa infatti l’Antitrust ha aperto un’istruttoria (QUI il documento ufficiale) contro Anica e Anec, ed ha effettuato una perquisizione nelle loro sedi per accertare “un’intesa restrittiva della concorrenza, consistente in una concertazione volta a ostacolare l’approvvigionamento dei film da parte delle arene a titolo gratuito, in violazione dell’articolo 101 Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e/o dell’articolo 2 della L. n. 287/90″.

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L’istruttoria è stata avviata dopo la denuncia che l’Associazione Piccolo America e il Comitato Balduina hanno  effettuato il 5 agosto 2019, alla quale hanno fatto seguito ulteriori denunce da parte di Cinemusica Nova e dell’associazione Laboratorio di quartiere Giambellino Lorenteggio, operanti nelle regioni Emilia Romagna, Abruzzo, Marche e Lombardia.

La risposta di Anec, Associazione Nazionale degli Esercenti, non si è ovviamente fatta attendere. Con un comunicato stampa, l’Associazione si è infatti detta sorpresa “per l’avvio del procedimento a proprio carico, unitamente alla sezione territoriale del Lazio e all’ANICA, da parte dell’AGCM, per una presunta condotta tesa a limitare l’accesso al prodotto filmico da parte di alcune realtà di natura associativa, per lo svolgimento di spettacolo ad ingresso gratuito nel periodo estivo. La natura stessa dei promotori delle iniziative gratuite all’aperto, operanti in un ambito che esula dal mercato cinematografico, porta a ritenere che possano orientare le attività, peraltro organizzate e sostenute con sovvenzioni pubbliche e sponsor privati, verso un’offerta culturale che operi la formazione del pubblico, senza pertanto ricercare una programmazione che si sovrapponga alle sale cinematografiche operanti dodici mesi all’anno.

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L’ANEC in questo periodo storico particolare sta lavorando incessantemente da oltre tre mesi per garantire il ritorno a regime di tutte le sale cinematografiche italiane operando nel primario interesse collettivo soprattutto a salvaguardia della forza lavoro diretta e indiretta che annovera oltre ventimila addetti. Le sale cinematografiche assolvono ad un ruolo pubblico ad iniziativa privata e le donne e gli uomini che vi lavorano stanno cercando in ogni modo di superare questo momento di fragilità del mercato, pronti a mettersi a disposizione dei milioni di cittadini che ne riconoscono il servizio sociale, culturale oltreché di intrattenimento. Ritenere pertanto che l’operato dell’associazione nazionale degli esercenti sia orientata ad una azione di ostacolo non è accettabile e si ripone massima fiducia nell’attività di indagine avviata dalle autorità a cui fin da subito è stata manifestata la più totale disponibilità e collaborazione. Nonostante gli sforzi operati dall’ANEC ad oggi soltanto 207 schermi hanno potuto riaprire su un totale di 3500 operanti nell’analogo periodo degli anni scorsi, a causa delle difficoltà di applicazione dei protocolli sanitari e della penuria di prodotto cinematografico in questo momento”

Anche Francesco Rutelli, presidente dell’ANICA, è intervenuto nella questione dando mandato ai propri legali di perseguire in ogni sede giudiziaria ciascuna persona che abbia associato il suo nome a una impossibile azione per disporre o meno la diffusione di film, in cinema o arene, a pagamento o gratuite.

Impossibile, perché Rutelli non si è mai occupato in nessuna circostanza, né può, né vuole occuparsi di tali attività, come è ben noto a chi conosca le competenze del Presidente dell’ANICA.

Nonostante precedenti formali diffide, è in atto una deliberata e diffamatoria azione in particolare su alcuni social network, i cui promotori ed attori verranno inflessibilmente individuati e perseguiti.”

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