#Biografilm2017 – Dal 9 giugno la 13esima edizione

Dodici anni di Biografilm in archivio non sono molti, ma neanche pochi. E, come sostiene il direttore artistico Andrea Romeo nella conferenza stampa d’apertura di Palazzo d’Accursio, “è probabile che, come le rose, i festival vadano a dozzine”. Perché è palpabile una cesura rispetto al passato, e più lungo pare il salto di qualità (e quantità). Nuovi talenti del documentario, in questa 13^ edizione, nuove opere prime (22), nuove anteprime mondiali, raddoppiate (ne erano 26 lo scorso anno, 52 in questo 2017), malgrado già ci fosse da leccarsi i baffi nelle edizioni trascorse, con Guzmán ed Herzog, solo per dirne due.


Era partito, del resto, come una rassegna a livello regionale, poi nazionale, poi internazionale, il Biografilm, che esalta i racconti di vita e le biografie, come denota il nome stesso. Così ogni anno “è il più bello e il più ricco”, dichiara Massimo Mezzetti (assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità della regione Emilia-Romagna). Precisando anche che, nonostante l’espansione di bacino e orizzonti, rimanga peculiare l’attenzione a produzioni cinematografiche emiliano-romagnole: ne sono tredici, quest’anno, e lo stesso Mezzetti, pur sbandierando la sua modestia, si prende i meriti di questa vendemmia filmica locale, ricordando l’emanazione di una legge regionale capace di ampliare la vivacità del settore.

Nell’anno del trionfo di La La Land, era già nell’aria che il tema centrale dovesse essere la danza. L’affondo su figure che di danza si sono nutrite è palese fin dalla scelta della madrina del festival, e cioè Soko (cantante, performer e attrice), che interpreta Loie Fuller ne La Danseuse, pellicola-simbolo di questo Biografilm.
E poi gli ospiti e le masterclass. C’è Pierce Brosnan, in apertura, con un film sul global warming dal titolo inequivocabile (Poisoning Paradise). Sullo stesso tema, e come seconda proiezione europea, verrà lanciato anche An incovenient sequel: truth to power, che è il seguito di Una scomoda verità (due volte premio Oscar) e che è un lavoro tremendamente attuale se si pensa al “G7 ambiente” che la stessa Bologna ospiterà nei giorni del festival: nel film si evidenzia il ruolo di Al Gore nella sigla del Trattato di Parigi che, da pochissimo, Trump ha dichiarato di non rispettare. E ancora, tra i personaggi che si aggireranno tra le sale e i cortili del Biografilm e che riceveranno il premio Celebration of Lives dedicato a grandi narratori, ci saranno: Piera degli Esposti, Peter Greenaway, Claudia Cardinale ed Eleanor Coppola, che ritirerà il premio assegnato all’intera famiglia Coppola, che al suo interno annovera ovviamente Francis Ford, ma anche Sofia, Roman e la stessa Eleanor.
Non mancherà il lancio di film che, freschi di altri festival, approdano a Bologna: così sarà per Una mujer fantastica di Sebastian Lelio, vincitore dell’Orso a Berlino. Oppure, trascinati direttamente da Cannes, Nothingwood (di Sonia Kronlund) o How to talk to girls at parties (di John Cameron Mitchell), con il quale il Biografilm si concluderà il 19 giugno (incomincia il 9) e che dispone, nel cast, di Elle Fanning e Nicole Kidman.

Molti gli omaggi, anche, con proiezioni dei vari lavori dei personaggi celebrati: da Angus Macqueen, tra i nomi più interessanti del mondo dei documentari planetario, alla stessa Sabina Guzzanti (Viva Zapatero!Draquila, La trattativa). E un bizzarro omaggio sarà fatto altresì a un festival americano, il Telluride, che dal 1974 si svolge sulle alture del Colorado. Un festival che ammicca anche al cinema indipendente e che, nel recente passato, ha ospitato pellicole notevoli ora redistribuite al Biografilm: Into the inferno, l’ultima fatica di Werner Herzog, o il premio Oscar come miglior film 2016, Moonlight, o ancora Ida, del polacco Pawlikowski.
Il Biografilmresta piantato nell’attualità, e, raccontando la realtà odierna, rinnova l’appuntamento con Contemporary Lives, dove pullulano le opere prime. Parallelo sopravvive, peraltro, il Biografilm Park, con venti appuntamenti musicali, serali, tra cui spicca il concerto di Cristina Donà (6 giugno).
Insomma, gli ingredienti per un Biografilm denso e stimolante ci sono tutti, caldo permettendo. E nelle cinque sale che accoglieranno le numerose proiezioni (la sala Scorsese e la Mastroianni al Lumière, il Jolly, l’Arlecchino e l’Europa) non rimane che ingozzarsi di cinema, e non solo.


IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL