Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, di Cathy Yan

La compiaciuta complessità del titolo dice molto sull’umore che Birds of Prey (And the Fantabulous Emancipation Of One Harley Quinn) vuole trasmettere al pubblico. Il personaggio si era fatto notare in mezzo al manipolo di supervillain di Suicide SquadIl folle e variopinto avanzo di galera aveva rubato la scena al punto da diventare quasi un fenomeno di costume. La fidanzata di Joker aveva mostrato una personalità affascinante in un contesto solitamente piatto come quello della DC Comics. La loro storia d’amore aveva fornito al grande pubblico un nuovo modello e aveva proposto qualche nuova idea per il vestito di Halloween.

Il nuovo corso della collaborazione tra la casa editrice e la Warner ha deciso di abbandonare la rincorsa impossibile alla Marvel. L’universo narrativo legato al franchise della Justice League è stato sciolto in favore di film con gli stessi personaggi ma con relazioni meno vincolanti. Un tentativo d’autore come Joker è arrivato alla nomination all’Oscar anche senza essere il teaser di un film successivo. Lo standalone dell’antieroina interpretata da Margot Robbie cerca di essere ugualmente personalizzato. Così, la tortuosità del titolo ripercorre gli strani ed incoerenti ragionamenti della sua testa, proprio come fa la struttura del film.

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La sceneggiatura di Christina Hodson cerca di mettere insieme il tema dell’emancipazione di genere nel nuovo archetipo action di John Wick 3Inoltre, tiene bene a mente l’umorismo e la violenza gratuita e rocambolesca di Deadpool, un grande successo nel campo della distribuzione restricted. Il tentativo è squinternato ma si salva perché sin dall’inizio emula la sgangherata catena dei pensieri di Harley Quinn. Il film viene introdotto dalla sua voce over e da un rapporto che è subito strettamente confidenziale con il pubblico. Se si accetta la schizofrenia del personaggio che narra, si può anche dare credibilità a questa spericolata associazione di intenti.

Infatti, la ragazza è stata mollata da Joker dopo tutto quello che lei aveva fatto per lui e ha il cuore spezzato. La sua vita in un tugurio ha a modo suo i contorni tipici della depressione dell’abbandono. La ricerca di un animale domestico con cui passare sul divano le lunghe notti solitarie la convince a comprare una iena. La sua frequentazione dei locali la spinge ad affogare la sua tristezza nell’alcool e a compiere i peggiori dispetti agli altri clienti. Tuttavia, la rottura con la nemesi storica di Batman ha fatto anche decadere la sua protezione. Così, tutta Gotham è impegnata a braccarla per vendicare i crudeli scherzi che ha inflitto ai piccoli gangster locali.

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La prima parte del film introduce il suo nuovo status di donna in proprio. Il ricordo dell’amore perduto si basa sulla sua concezione falsata che un harlequin è una maschera nata per servire. La sua disperazione nasce dal non riuscire a concepire la propria vita senza un padrone. Il film introduce anche un personaggio come Ewan McGregor, che è convinto di possedere le cose e le persone. In particolare, una ragazza che canta nel locale dove tesse le sue trame violente di boss ambizioso e spietato. In più, la sua ascesa criminale è sotto la lente di una poliziotta che non riesce a fare carriera in un ambiente rigorosamente maschilista.

Il copione è abbastanza attento a diluire queste pillole di girl pride in un contesto scanzonato e a presentarle senza mai prenderle troppo sul serio. La messa in scena ha il compito di gestire di far convivere queste intenzioni diverse in un ritmo unico. L’intermezzo alla Kill Bill dell’apprendistato siciliano di Hunteress è un ottimo modo per semplificare la tendenza della sceneggiatura ad andare fuori dai bordi. Birds of Prey spesso scappa in avanti come il racconto della protagonista. Il film ha l’ansia dell’azione e qualche volta deve tornare indietro per recuperare dei passaggi che erano stati dimenticati. Il salto è possibile grazie all’incapacità della voce narrante di restare concentrata e psicologicamente stabile. Questo rende il film veramente un fumetto, nel senso sia nobile che dispregiativo della parola.

Margot Robbie è particolarmente divertita nell’interpretare un personaggio lontanissimo dai ruoli con cui cerca da anni di vincere l’Oscar. Ewan McGregor affronta la parte con un approccio macchiettistico che rievoca la tonalità pop della serie televisiva di Batman. Le scenografie di Gotham sposano sia il realismo di periferia in cui vive Joaquin Phoenix che le visioni febbrili del cartoon come il gran finale nell’Amusement Mile. La sceneggiatrice aveva affrontato il rapporto di protezione reciproca tra emarginati con più intensità in Bumblebee. La relazione tra Harley Quinn e la ragazza cinese senza famiglia è la parte che soffre di più delle disinvolte divagazioni del film.

Cathy Yan non ci ha messo molto a capire come uniformare le incongruenze di Birds of Prey. La regista si preoccupa soprattutto di coordinare il fascino coreografico dei combattimenti e delle sparatorie. L’intuizione non era difficile ma la dedizione con cui allestisce i corpo a corpo e le evoluzioni da picchiatrice ginnasta di Harley Quinn non era scontata. La musica a tutto volume accompagna i ralenti, le accelerazioni, i colpi da commedia slapstick inferti di sponda e con le armi più improbabili. Le pause alternano qualche battuta si umorismo femminile con le descrizioni dell’egg sandwich perfetto. La formula è efficace per un film furbo e divertente, ma anche facilmente dimenticabile.

Titolo originale: Birds of Prey (And the Fantabulous Emancipation Of One Harley Quinn)
Regia: Cathy Yan
Interpreti: Margot Robbie, Mary Elizabeth Winstead, Jurnee Smollet-Bell, Ella Jay Basco, Rosie Perez, Ewan McGregor, Chris Messina
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 108’
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (4 voti)