Burraco fatale, di Giuliana Gamba

Uno dei punti più bassi della “commedia al femminile” con una storia stiracchiata e dialoghi buttati a casaccio proprio come le carte che tira Irma durante la partita a burraco.

Più che il burraco, è fatale il colpo inferto da questo film alla commedia italiana. Tra sfide dove non si sente la tensione della partita neanche per sbaglio, protagoniste che giocano da sole senza passarsi mai il pallone, principi azzurro che prima girano con un Ape e poi portano in un mondo incantato con un Marocco da favola con i cammelli, Burraco fatale rasenta forse uno dei punti più bassi della ‘commedia al femminile’ degli ultimi anni. Si affida alla voce fuori-campo della Gerini nei panni di Irma per presentare il luogo dove vive (Anzio) e il gruppo di amiche – Eugenia (Angela Finocchiaro), Miranda (Caterina Guzzanti) e Rita (Paola Minaccioni) – accomunate dalla passione per il burraco. Ora hanno l’occasione di partecipsre a un torneo nazionale. Ma Irma negli ultimi tempi è particolarmente distratta. Il marito la tradisce da tempo. Ora però ha conosciuto un giovane marocchino che si è innamorato di lei. La sua vita potrebbe cambiare. Ma in Marocco scopre che l’uomo ha già due mogli.

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Burraco fatale è essenzialmente un film di attrici. Qui mettono in atto il loro consueto repertorio: gli occhi sgranati della Gerini, le smorfie di Paola Minaccioni, la sbadataggine di Angela Finocchiaro che sbatte contro un vetro, la satira disincantata di Caterina Guzzanti. Con questi personaggi e le loro caratteristiche e con una storia simile o anche leggermente rimaneggiata, nelle mani di Massimiliano Bruno o Fausto Brizzi sarebbe venuta fuori un’altra cosa. Burraco fatale invece è, involontariamente, una specie di parodia dei loro film. Diretto da Giuliana Gamba – che nella seconda metà degli anni ’80 aveva diretto alcuni erotici all’italiana come Profumo con Florence Guérin e La cintura con Eleonora Brigliadori prima di realizzare documentari e miniserie per la Rai – e scritto dalla stessa regista con Francesco Ranieri Martinotti – appofondisce debolmente i caratteri delle protagoniste non soffermandosi su quello che magari poteva essere maggiormente interessante, ossia la cleptomania del notaio Rita. Inoltre le figure secondarie, dal campione di burraco campano al vecchio compagni di liceo di Eugenia, appaiono solo come fiacche caricature.

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Burraco fatale è il colpo di grazia anche verso un modo artigianale di fare commedia. Le battute buttate a casaccio come le carte tipo “ittico”, “ippico”, “corse dei cavalli?” o al generico “le tase le paghiamo noi”. Se fosse stata una serie in tv, sarebbe già stata mollata dopo dieci minuti. Si sarebbe però persa la filosofia nascosta: “La vita è come il burraco. Si vince e si perde ma l’importante è giocare la partita fino in fondo”. Non è questione di vincere o di perdere. Qui la partita proprio non si è giocata.

 

Regia: Giuliana Gamba
Interpreti: Claudia Gerini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti, Angela Finocchiaro, Loretta Goggi, Mohamed Zouaoui, Pino Quartullo
Distribuzione: Fenix Entertainment
Durata: 90′
Origine: Italia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (5 voti)
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Un commento

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    Se il regista fosse stato maschio, insomma, l’avrebbe fatto meglio. Invece forse è una commedia senza pretese, che lotta e cerca di far emergere tematiche come l’amicizia femminile e la sorellanza in un mondo che le schiaccia.