Dead Pigs, di Cathy Yan

Il primo lungo di Cathy Yan, prima di Birds of Prey, è il racconto di una famiglia cinese alle prese con il progresso ed i problemi legati ad un nuovo approccio capitalista. Visibile su Mubi da oggi

L’esordio alla regia di un lungometraggio di Cathy Yan è un lucido ritratto della Cina contemporanea, paese in piena evoluzione nella rincorsa allo spirito del capitalismo, ed in quanto tale, vittima e carnefice degli abusi di un sistema costruito sulle disuguaglianze. L’incipit della storia è un fatto realmente accaduto nella città di Shanghai dove all’inizio del Marzo 2013 sono stati trovati morti oltre 16000 maiali, scaricati nel fiume Huangpu, che fornisce alla città parte della sua acqua potabile, dagli agricoltori di Jiaxing, nella provincia di Zhejiang, un’importante area di allevamento di suini. Nel film, uno degli allevatori rovinati dall’epizoozia è Old Wang, dotato di fallimentare spirito imprenditoriale ed una predisposizione all’illusione, finito in rovina e pieno di debiti. Al contrario di sua sorella Candy, proprietaria di eccentrico salone di bellezza, ma nel privato nostalgica del passato e lontanissima della mondanità, il tutto confermato dalla scena in cui si vede una tv dove trasmettono La signora del venerdì (His Girl Friday) di Howard Hawks. Ad unirli e nello stesso tempo a dividerli, la proprietà della casa di famiglia, dove vive Candy da sempre, insieme ai suoi piccioni cresciuti per partecipare a delle mostre di bellezza, dentro un’abitazione finita nel mirino di una compagnia di costruzione, interessata al terreno, e impaziente di abbatterla per costruire residenze di lusso. Ma Candy è contraria.

Una lotta contro il progresso simile a quella ingaggiata da Ella Garth in Fango sulle stelle (Wild River) di Elia Kazan, ostinata a difendere il passato e la memoria contro le lusinghe degli affaristi, tra i quali Sean, un architetto americano bocciato in patria e diventato in Cina l’immagine di un mondo di successo.

Il quadro si complica con il figlio di Old Wang, Wang Zhen, impegnato a costruirsi un futuro, costretto a mille sotterfugi per la sopravvivenza ed intanto preoccupato di nascondere al padre la vergogna di un lavoro da cameriere, e l’umiliazione di una carriera cui aspirare annullata dalla realtà e la delusione per il tradimento dei sogni del padre. In quel ruolo modesto conosce Xia Xia, adolescente ricchissima, abituata al lusso ed a guardare l’orizzonte da un’altezza senza ostacoli apparenti. Una dimenticanza, poi un incidente, li mettono sulla stessa strada, e fornisce un’altra occasione per ribadire l’elemento tematico, una spasmodica ossessione per il denaro, dentro un’altra contrapposizione. I soldi sono l’elemento centrale, e dal suo potere, dall’assenza o dal possesso, si delineano i punti caratteriali dei personaggi, il loro maggiore o minore grado di cinismo e mancanza di scrupolo.

---------------------------------------------------------------
SCRIVERE PER LA TV: il workshop sulla sceneggiatura per la serialità


---------------------------------------------------------------

Una distinzione ribadita con forza anche attraverso le scenografie interne ed esterne, con la periferia contadina e l’ambiente rurale, ancora fedele ad un qualche minimo principio, e l’élite dei grattacieli, infettata dallo sterco del demonio, ed abituata a leggere la verità secondo i canoni del profitto. A rendere interessante la storia è la contaminazione tra le anime di questi universi mai completamente distinti, vuoi per la speranza di salire nella scala sociale o permettersi l’ultimo ritrovato tecnologico, vuoi per la mancanza di umanità ed il bisogno di conoscere dei sinceri contatti umani.

Dead Pigs, realizzato due anni prima del debutto americano con Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, dimostrazione quantomeno di una notevole capacità di adesione a suggestioni visive molto diverse, e qualche affinità, con il suo carattere demolitorio, nel mettere sotto accusa lo stato vigente delle cose ed uno spirito di contestazione, è la storia di una famiglia considerata in fondo ultimo baluardo contro la deriva nella catastrofe dell’insensibilità. Utile per ragionare sui pericoli di un’ambizione sconfinata, responsabile, nell’adozione di esclusivi criteri di crescita, di accentuare il divario socioeconomico tra classi già molto distanti.

Disponibile su MUBI (gratis per 30 giorni accedendo da questo link)

 

Titolo originale: id.
Regia: Cathy Yan
Interpreti: Vivian Wu, Haoyu Yang, Mason Lee, Meng Li, David Rysdahl
Distribuzione: MUBI
Durata: 130′
Origine: Cina/USA, 2018

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

Sending
Il voto dei lettori
2.67 (3 voti)
---------------------------------------------------------------
UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

---------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative