Futura, di Lamberto Sanfelice

L’opera seconda del regista italiano punta troppo in altro e rischia di bruciarsi le ali a suon di jazz. Ottimo visivamente grazie alla fotografia di Luca Bigazzi, ma troppo disorganico

Futura è un prodotto strano, che cerca in maniera non troppo organica di contaminare il cliché del musicista-in-cerca-di-sé-stesso e delle sue velleità artistiche con il racconto di una Milano tutta droga e luci della notte. Eppure non basta che gli ingredienti siano corretti, bisogna anche che la quantità sia ben dosata, che si possano amalgamare bene. Soprattutto, il prodotto di Sanfelice fa fatica a farci amare fino in fondo i suoi protagonisti (eccetto la Lucya di Daniela Vega, l’unico personaggio di carattere in tutto il film).

Niels Schneider, visto in alcune opere di Xavier Dolan, non è aiutato da un ruolo forse troppo bidimensionale nel suo sdoppiamento fra il mondo dei “buoni” (i musicisti) e quello dei cattivi (la malavita). Con alle spalle un rapporto complesso con suo padre (la cui figura è ricostruita prendendo spunto da Massimo Urbani, grande personaggio della scena jazz romana, scomparso a 36 anni), Louis cerca di fare di tutto per sentirsi bene con sua figlia Anita, piccola “Futura”, protagonista di una scena finale da brividi. Il ruolo di Valentina, controparte femminile (la quale rimane in disparte, fin troppo, se ne perdono i contorni) è assegnato a Matilde Gioli. C’è troppa indecisione nel copione scritto dal regista insieme a Fabio Natale, e nella direzione di Sanfelice, che invece eccelle nel comparto visivo, aiutato dalla bellissima fotografia di Luca Bigazzi (soprattutto negli interni e nei notturni).

Futura è una storia che mette il jazz al centro di un film, elemento inusuale nella tradizione cinematografica in Italia, forse. Ma è proprio perché si intravvedevano degli spiragli di novità in questo prodotto, che la delusione è ancora più cocente. Minuti preziosi per le orecchie allietate da diverse e ben curate scene musicali, ma sicuramente evanescenti se ci si aspetta un cinema ardito, al di fuori della propria comfort zone. Futura corre la sua maratona vestito di tutto punto, ma purtroppo si ferma a metà strada.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Regia: Lamberto Sanfelice
Interpreti: Niels Schneider, Matilde Gioli, Daniela Vega, Aurora Onofri
Distribuzione: Adler
Durata: 97′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (2 voti)
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